Comuni

Saviano, Bullismo e Cyberbullismo: è allarme sociale

Se n’è discusso all’Istituto A.Ciccone di Saviano. Nutrita la partecipazione di studenti ed insegnanti

 

Saviano, 23 Novembre – Si è svolto lunedì 19 novembre a Saviano il convegno dal titolo “Bullismo e Cyberbullismo: prevenzione e strategie d’intervento” all’Istituto comprensivo “Antonio Ciccone”, promosso dall’associazione di volontariato “Il Mosaico” onlus, in collaborazione con la preside dell’istituto, Prof.ssa Giovanna Izzo, e patrocinato dal Comune e dall’Assessorato alle politiche sociali, rappresentato dal Prof. Alfonso Ferrara. 

Si è deciso di affrontare con gli alunni il tema difficile e complesso delle condotte socialmente inadeguate che ostacolano i processi di sviluppo psichico e mettono a repentaglio la convivibilità nel contesto scolastico e comunitario. Quotidianamente sentiamo parlare di atti di bullismo tradizionale ed elettronico, attraverso i mass-media e i social-network, ma non possiamo fare a meno di rievocare che gli schemi di vita non sono a misura di uomo. Quante volte abbiamo sentito dire che gli uomini sono tutti uguali? In effetti i luoghi comuni sono lontani dalla realtà delle cose. Oggi sappiamo che perfino i bambini di scuola elementare non sono tutti uguali, ci sono le vittime e i persecutori, ci sono quelli che subiscono le prepotenze e quelli che le mettono in atto. Bambini che per acquisire rispetto e superiorità usano la forza fisica e bambini che sono destinatari di tale violenza. Un mondo sommerso di ingiustizie e sofferenze, che quando a tratti affiora alla superficie ci riempie di sgomento.

Il convegno, moderato e condotto dal dottor Gennaro Esposito, dirigente medico-psichiatra della UOSM (Unità Operativa Salute Mentale) di Nola, ha visto i contributi del dottore Giulio De Micco, psicologo dello sviluppo e dell’educazione dell’Università Pontificia Salesiana di Roma, e dello psicologo clinico e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, dottor Salvatore Allocca, responsabile del settore scientifico dell’Accademia degli Svevi. Il tema ha suscitato un enorme interesse da parte dei ragazzi e nello stesso tempo molti interrogativi.

Tra questi “Quali sono le forme di bullismo e cyberbullismo nelle scuole italiane?”. “Quali sono le caratteristiche e i correlati psicologici dei bulli-cyberbulli e delle vittime?”. “Com’è possibile contrastare il fenomeno o prevenirlo?”. Come comportarsi se un bullo ci dà fastidio? Gli esperti si sono confrontati anche con le insegnanti presenti ed hanno cercato di creare un ponte tra modelli teorici d’interpretazione del fenomeno e interventi pratici applicativi, mostrando un’ampia e aggiornata conoscenza della letteratura internazionale sull’argomento, unita ad una capacità critica e valutativa sul modo in cui oggi le scuole fronteggiano quest’emergenza educativa.

Il dottore Giulio De Micco ha ampiamente ribadito che “questi atti sono sempre più frequenti in ambito scolastico (e non solo fra gli adolescenti), ma anche in fasce di età più precoci e possono causare disturbi a livello identitario, affettivo, di autostima e di relazione tanto gravi quanto pervasivi”. Inoltre, ha spiegato quali sono gli approcci “evidence based” (basati sull’evidenza) per contrastare il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo, disquisendo una breve ma intensa rassegna di programmi d’intervento che a livello internazionale sono stati replicati in diverse scuole, ottenendo validi ed incoraggianti risultati. I programmi presentati sono stati: Olweus Bullying Prevention Program nato in Norvegia e successivamente esportato in altri paesi ed include analisi a livello scolastico, di classe e individuale, il programma KiVA sviluppatosi all’Università di Turku in Finlandia e già adottato da molte regioni italiane, tra cui la Toscana, significativo è il suo nome che dal linguaggio finnico la parola Kiva deriva da “Kiusaamista vastaan“, che ha un doppio significato e vuol dire sia «contro il bullismo», ma anche scuole piacevoli ed ha come caratteristiche la valorizzazione degli insegnanti e degli alunni, attraverso formazioni iniziali e un’apposita guida per genitori.

Questo programma ha avuto un enorme successo sul nostro territorio nazionale e proprio a Firenze, città della cultura umanistica, ha ottenuto risultati positivi riducendo al 51% il bullismo e la vittimizzazione nelle scuole primarie e 42% nelle scuole secondarie. Interessante è risultato anche il programma italiano Bulli e Pupe sul bullismo e la violenza in famiglia, che si propone di migliorare la violenza e i suoi effetti negativi tra i ragazzi. Lo psicologo dello sviluppo e dell’educazione si è poi soffermato sui possibili percorsi di cura che le istituzioni pubbliche sanitarie devono farsi carico a partire dai servizi di igiene e salute mentale dell’età evolutiva, quali, i dipartimenti di neuropsichiatria infantile che insieme alle associazioni di categoria professionale hanno il compito di supportare e sostenere famiglie e ragazzi nel processo di definitiva guarigione e il raggiungimento di un completo stato di benessere psicosociale.

Lo psichiatra Gennaro Esposito ha informato gli alunni sulla drammatica situazione che attanaglia la regione Campania, fornendo dati statistici eclatanti (circa 616 casi accertati di bullismo e cyberbullismo verificatisi tra Napoli, Caserta e province) e auspicando che tutti denuncino in ogni contestano i bulli. Il dottor Salvatore Allocca ha, invece, focalizzato il suo intervento sull’autostima e l’autoefficacia percepita dei ragazzi, insistendo sul processo di consapevolezza della diversità e della variabilità intra e interindividuale, coinvolgendoli in un dibattito interattivo e riflessivo. Le proposte del dott. Allocca hanno suscitato un vivo interesse tanto da incuriosire gli alunni che gli hanno posto innumerevoli domande, quali “come faccio ad accettarmi se ho un difetto fisico?” e ancora “Cosa posso fare per fermare i pregiudizi e le prepotenze dei compagni?”. Allocca (che peraltro è anche un mental-coach) ha sottolineato il ruolo funzionale ed adattivo delle emozioni e il suo dialogo con i pensieri, in modo da evitare distorsioni cognitive ed errori di valutazione nei rapporti interpersonali. Secondo la sua visione i ragazzi debbono imparare ad ascoltare le emozioni e saper comunicarle con gli altri senza incorrere in atti di violenza reiterata. Gli esperti hanno concluso il convegno impegnandosi in prima persona a continuare l’azione di sensibilizzazione e promozione di relazioni sane e creative tra i giovani della futura generazione.

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@sciscianonotizie.it
Questo articolo è stato verificato dall'autore attraverso fatti circostanziati, testate giornalistiche e lanci di Agenzie di Stampa

image_pdfimage_print