Attualità

Ponte Morandi: l’ennesima tragedia annunciata!

Napoli, 14 Agosto – Si parla di grandi opere, ci si riempie la bocca di mega strutture faraoniche, quando abbiamo infrastrutture che cadono a pezzi, territori esposti a dissesti idrogeologici, un patrimonio edilizio abitativo che si sfarina ad ogni piccola scossa tellurica e una viabilità ad dir poco imbarazzante, forse più corretto definirla, pericolosissima… Il mio pensiero e la mia preghiera va alle innocenti vittime dell’ennesima tragedia “annunciata” e alle loro famiglie.

Questa volta non parliamo di un terremoto, di uno tsunami, di un’eruzione vulcanica, di un evento imprevedibile, ma di una catastrofe che doveva essere evitata! Come possono sbriciolarsi 200 metri del ponte Morandi che corre sulla A10 a Genova? Eppure parliamo di una infrastruttura che da sempre ha destato dubbi e perplessità sin dai costi di realizzazione spropositati, per la tipologia, i materiali, le scelte progettuali, la labile complanarita’ delle solette, le criticità evidenziate anche da semplici cittadini e associazioni, nel silenzio “assordante” più totale!

Oggi sappiamo con certezza scientifica che la vita media del cemento armato va dai 70 ai 100 anni se eseguito a regola d’arte….pertanto, non possiamo ignorare tale “scadenza”.

LA MANUTENZIONE,come al solito, è latitante in questo Paese, da Nord a Sud! Qualche quesito, però, non posso non pormelo: Mi chiedo i pedaggi, costantemente in aumento, che siamo costretti a pagare come e in cosa vengono investiti? Chi controlla la reale corrispondenza tra ricavi e spese di manutenzione? E vogliamo parlare dei contratti di appalto e gestione della nostra rete autostradale, dalle metodologie di affidamento ai nominativi che si celano dietro le società?

TUTTI SANNO MA NESSUNO SI SMUOVE! Certamente non è il momento di sollevare ulteriori polemiche ma allo stesso tempo la rabbia è tanta, sono stufo, indignato e, soprattutto, triste nel dover piangere altri nostri connazionali vittime di un Paese che non è capace di comprendere che c’è bisogno di una pianificazione nazionale di manutenzione e messa in sicurezza!

Non è più concepibile l’idea di interventi a spot e/o a macchia, non è più accettabile lavorare per emergenze e a disastri ormai avvenuti, BASTA CON LE EMERGENZE.

Un Paese civile programma, pianifica e realizza…e non si affida al fato! L’obiettivo centrale nell’ambito della manutenzione infrastrutturale è stato quello di recuperare il rilevante gap accumulato negli anni dalla rete stradale, del territorio e dell’edilizia del nostro Paese.

 In quest’ottica il decreto di approvazione della Convenzione tra MIT e l’ANAS per la realizzazione delle opere del secondo “Programma di manutenzione straordinaria di ponti, gallerie e interventi mirati alla sicurezza del piano viabile”, previsto dalla Legge di Stabilità 2014, che fine ha fatto? OCCORRE FARE CHIAREZZA!

Occorre, dunque, rimuovere gli ostacoli burocratici e attribuire responsabilità chiare per far partire quel Piano nazionale di manutenzione e di messa in sicurezza del territorio che attendiamo da anni, che viene rispolverato solo di fronte alle emergenze, e che invece necessita di continuità e di efficacia.

Basta, anche, con lo spezzettamento di competenze tra chi ha il compito di reperire le risorse, progettare e bandire le gare, occorre una responsabilità unica in grado di seguire tutto il processo di realizzazione delle opere di messa in sicurezza che deve essere conferita in modo inequivocabile all’unità di missione contro il dissesto. Non è possibile morire per incapacità, incompetenza e “strafottenza” altrui….BASTA!

#NonCapiscoNullaDiNulla

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“Architetto e docente di Tecnologia, vive a Mariglianella, presidente dell’associazione “A.L.T. (Ambiente–Legalità- Territorio) La Fenice”, attivista da anni, impegnato in battaglie sociali, ambientali e politiche a tutela dei cittadini”.

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