Cronaca

Scafati, lo sfogo dell’ex sindaco Aliberti su Fb:”Confermato il carcere. Ma adesso datemi la possibilità di difendermi in un processo”

Scafati, 23 Settembre – “Confermato il carcere. Adesso datemi la possibilità, vi prego, di difendermi in un processo”. Inizia così lo sfogo rilasciato sul suo profilo facebook del sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, indagato per violazione della legge elettorale, con l’aggravante del metodo mafioso e per scambio elettorale politico-mafioso.

Gravi le accuse del Riesame, l’essere stati favoriti dai voti del clan Ridosso/Loreto, come sancito di nuovo dal collegio del Riesame.

“Apprendo con profondo rammarico ma anche animato dal coraggio e dalla forza della mia famiglia e dei miei figli della decisione del Tribunale del Riesame di Salerno, dopo l’annullamento della misura carceraria da parte della Cassazione, che, invece, ha voluto riconfermare il mio arresto dopo un’indagine che dura da oltre 2,5 anni e che dopo perquisizioni interrogatori visione di atti amministrativi e appalti ancora oggi non si è conclusa. Nella motivazione della sentenza del Tribunale leggo testualmente che sarei un soggetto pericoloso perché “….. risulta che Aliberti abbia aperto un profilo Facebook…. attraverso tale social egli continua ad interagire con la cittadinanza di Scafati in modo da mantenere viva l’attenzione politica sulla sua figura ed a imprimere la convinzione della sua perdurante influenza nelle scelte politiche che interessano il governo della città.

In tale profilo Facebook Aliberti – dice la sentenza – esprime opinioni anche gravi sull’operato della politica Scafatese, contesta l’operato della Commissione Straordinaria….. così dimostrando il suo perdurare interessamento il coinvolgimento alla vita politica del Comune di Scafati. “Pensavo di essere un uomo che avesse la possibilità di esprimere i propri convincimenti personali, le sue opinioni e le proprie critiche in un paese come l’Italia che i padri fondatori hanno detto di essere libero e democratico nella Costituzione.” Sono venticinque le pagine in cui i giudici salernitani hanno motivato perché l’ex sindaco di Scafati deve essere incarcerato, soprattutto la possibilità di influenzare le scelte politiche della moglie, Monica Paolino, consigliere regionale della Campania, la quale sarebbe totalmente dipendente politicamente dal marito.

Parole che, dunque, confermerebbero la tesi dell’Antimafia che ha sempre visto qualcosa di strano in quei post, iniziative e commenti sempre condivisi dai due su Facebook. Una simbiosi mai sfuggita agli inquirenti. Al di là di facebook resta la decisione del tribunale dei giudici del Riesame di Salerno che hanno accolto le richieste del sostituto procuratore dell’Antimafia Vincenzo Montemurro e hanno disposto il carcere per l’ex sindaco di Scafati.

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