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Sant’Arpino, Il “Circolo Culturale – G. Brassotti Ziello” presenta la prima edizione del Convegno contro la Violenza sulle Donne

Sant’Arpino, 23 Novembre – L’associazione “Circolo Culturale – Giovanni Brassotti Ziello” apre le porte all’intera popolazione cittadina e provinciale al Convegno “Contro la Violenza sulle donne” che si terrà sabato 25 Novembre alle ore 10:30 presso la sala consiliare del Comune di Sant’Arpino, ubicata all’interno del Liceo Scientifico “Giancarlo Siani”, in Via Gennaro Mormile n°1.

Una mattinata di confronto e partecipazione attiva con gli alunni delle classi terze, quarte e quinte dell’istituto superiore, ma anche con i cittadini partecipanti. Il convegno, infatti, muovendosi sulle orme del primo Congresso Internazionale “Affrontare la violenza sulle donne” svoltosi a Rimini lo scorso ottobre, porrà al centro del dibattito temi come il femminicidio, l’amore malato, l’educazione alle differenze di genere, il lavoro con uomini maltrattanti, il linguaggio dei media – con riferimento alla violenza ed ai social network – gli stereotipi nella vita di tutti i giorni, i percorsi di uscita dalla violenza e l’annessa valutazione del rischio, le vittime della tratta, il ruolo dei Centri antiviolenza e l’affido dei figli nei casi di violenza.

La scrittrice e presidente del Circolo Marilena Brassotti Ziello aprirà e condurrà il dibattito affiancata dalla Dott.ssa Elena Caterino, presidente del Partito Democratico di Aversa. “Può apparire scontato, ma allo stesso tempo difficile la necessità di saper riconoscere la violenza per poterla affrontare. Un passo che non si può fare in solitudine  è fondamentale il sostegno di familiari, amici, professionisti. L′aiuto di una rete che possa proteggere e spingere verso una nuova vita piena di speranza. Indispensabile è il ruolo di operatrici e operatori – afferma la presidente Marilena Brassotti Ziello – che sappiano mettere in campo interventi efficaci per proteggere ed accompagnare le donne nei loro percorsi di uscita dalla violenza. Affrontare la violenza sulle donne, prevenirla, riconoscerla ed attuare dei percorsi di cura è ciò che tratteremo nel convegno. Sarà un′occasione per condividere esperienze, visioni e saperi diversi, promuovendo una reale collaborazione tra professionisti, aggiornandosi ed acquisendo strumenti per interventi efficaci. Lavorando tutti insieme, con serietà e professionalità, si può contrastare un fenomeno sociale e culturale non più tollerabile aiutando le donne a riappropriarsi delle loro vite e ad avere fiducia nel futuro”.
Seguiranno i saluti istituzionali del sindaco Giuseppe Dell’Aversana, il presidente del consiglio comunale con delega alla cultura Ivana Tinto, e l’assessore alle pari opportunità Loredana Di Monte.  L’incontro continuerà con gli interventi della giornalista Maria Teresa Perrotta, dell’avvocato Sossio Del Prete, della consigliera comunale di Sant’Arpino ed avvocato Speranza Belardo e della psicologa Nicla Bene. Saranno presenti anche membri della Polizia di Stato della Questura di Caserta, l’agente scelto Damiano Todi della Questura di Roma, rappresentanti del Comando dei Carabinieri di Sant’Arpino.

Seguirà l’intervento dei soci dell’associazione culturale “Giovanni Brassotti Ziello”, Luisa Pitocchelli e Massimo Panico che reciteranno il noto monologo “Violenza sulle donne”, in origine portato sugli schermi televisivi dall’attrice Paola Cortellesi e dell’attore Claudio Santamaria.

Il primo passo per cambiare la cultura della violenza è riconoscerla e nominarla.Se consideriamo “normale” offendere quando siamo in disaccordo con qualcuno,alzare la voce per prevaricare nella discussione,rompere oggetti quando siamo esasperati e qualche volta tirare uno schiaffo ai nostri figli quando ci mancano di rispetto,saremo portati a pensare che questi comportamenti siano normali e non fare niente per cambiare atteggiamento.Se vogliamo cambiare un certo tipo di cultura è necessario trovare dei modi per mettere in luce questo modello di mascolinità evidenziando quanto il privilegio di genere sia connesso alla percezione di legittimità della violenza. Finché questi aspetti rimangono nascosti continuiamo a condannare ed esecrare la violenza quando assurge ai fatti di cronaca per efferatezza e crudeltà, ma lasciamo inalterato il tessuto sociale che alimenta ogni giorno i mille atti di violenza quotidiani nascosti dalla ‘normalità’
Dal discorso di Alessandra Pauncz, relatrice al Convegno Internazionale di Rimini.

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