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JAMM’ BBELL!

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Napoli, 12 Febbraio – Il servizio metropolitano “linea 2”, che collega la zona alta di Pozzuoli col quartiere Partenopeo di San Giovanni a Teduccio, è la più antica ferrovia urbana del Bel Paese. Col trascorrere degli anni si è cercato di migliorare la qualità dello stesso, destinando fondi regionali all’ammodernamento delle stazioni e dei convogli ferroviari, in modo da garantire al passeggero efficienza e comodità a terra ed a bordo.

Intorno alla fine degli anni Novanta i suddetti fondi parevano esser stati stanziati al meglio: il verde bottiglia ed il blu elettrico delle nuove livree F.S.  hanno sostituito l’arancione ed il viola di quelle precedenti, e nella maggior parte delle stazioni son stati rialzati i marciapiedi; non però in quelle di Campi Flegrei e Mergellina, ove sino al 2009 scalo dei treni a lunga percorrenza (in particolar modo Intercity ed Eurostar) costituenti il “ponte” fra Roma ed il profondo Sud.  Il problema non andava di certo posto in secondo piano, dal momento che la maggior parte dei viaggiatori era munita di bagagli, spesso d’ingente peso, la qual cosa non rendeva certo agevole la salita a bordo; e, non da ultimo, nessuno s’era preoccupato di soddisfare le esigenze dei portatori di handicap, i quali trovavano difficoltà a salire e scendere dai convogli (ancora oggi è così con riguardo ai materiali rotabili più obsoleti, cui si accede mediante tre gradini), oltre che a muoversi all’interno delle stazioni.

A trovare un rimedio efficace è stata l’amministrazione regionale tuttora in carica, la quale, mercé i fondi pervenuti dall’Unione Europea due anni or sono, ha provveduto a metter in pratica ulteriori ritocchi: nella stazione di Campi Flegrei son stati (finalmente, direi!) messi in funzione gli ascensori (precedentemente installati e rimasti quiescenti per qualche anno), uno per ogni marciapiede, cosa che è avvenuta anche nelle stazioni di Bagnoli e Cavalleggeri Aosta; non da ultimo….son stati acquistati nuovi treni (prodotti dalla Alstom e battezzati Jazz da Trenitalia), il cui impiego si prefigge l’obiettivo di garantire una maggiore celerità del servizio e, al contempo, maggior comfort a bordo, essendo provvisto di poltrone in pelle e di prese di corrente, sì che i viaggiatori possano ricaricare i propri dispositivi elettronici.

Però, cari Lettori, l’impiego dei materiali più vecchi sul passante non è terminato, specie per le corse provenienti da Pozzuoli, mentre i Jazz sono soliti percorrere la tratta Napoli Campi Flegrei-Salerno. Ciò, se da un lato è positivo (mi riferisco alla riqualificazione delle automotrici di vecchia data), dal punto di vista dell’efficienza non è affatto d’ausilio: le ALe 724, in considerazione del loro ingente peso e della propria incapacità di “pendolare” nei tratti curvilinei, non si rivela adatta al soddisfacimento delle esigenze di rapidità del servizio; il Jazz, invece, -pesando di meno ed avendo, altresì, una maggiore predisposizione al pendolamento- è in grado di viaggiare a velocità più elevate, non costringendo i pendolari ad impostare la propria sveglia all’alba.

I fondi che abbiamo, cari Amministratori -Partenopei e Regionali-, cerchiamo di investirli nel trasporto pubblico anziché in costruzioni di dubbia utilità (come ad esempio N’Albero) od in altre cose futili se vogliamo rendere la nostra Campania una terra…..felix!

 

 

 

 

 

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