Comunicati

Interrogazione Sinistra Italiana su fenomeni fitopatologici. Comuni ricadenti nell’area del Nolano

Napoli, 24 Ge. – Vi proponiamo il testo dell’interrogazione presentata dall’on. Francesco Ferrara detto Ciccio il 4 settembre del 2014 in merito a ‘iniziative di competenza e salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini in relazione alla presenza di sostanze presumibilmente tossiche nelle coltivazioni dell’area di Nola’ unitamente alla risposta del Ministero dell’Ambiente, ricevuta stamattina, 24 gennaio 2017 in aula alla Camera dei Deputati e la replica dell’on. Francesco Ferrara Sinistra Italiana.

 

 

Testo interrogazione Sinistra Italiana

Interrogazione a risposta orale 3-01006

presentato da

FERRARA Francesco detto Ciccio

testo di Giovedì 4 settembre 2014, seduta n. 283

 

  FERRARA, PELLEGRINO, FRANCO BORDO e NICCHI. — Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:

 da articoli di stampa si apprende che in alcuni comuni ricadenti nell’area del nolano vi è da circa un mese la pervasiva comparsa, su balconi, terrazze, ringhiere e nelle abitazioni, di una strana sostanza, collosa ed appiccicaticcia, difficile da rimuovere;

la sostanza in questione sta allarmando la popolazione residente considerato il fatto che l’area si inquadra in quello che è stato definito dalla stampa «Terra dei fuochi»; 

questa misteriosa sostanza si è depositata anche sui raccolti che si stanno immettendo nella catena alimentare: si tratta di ortaggi, patate, limoni, arance, mandarini, pomodori, e altro;

a parere degli interroganti vi è il timore che quanto narrato in premessa non sortisca l’effetto di immediata reazione da parte delle autorità preposte alla tutela ambientale, della salute delle persone e della catena alimentare; 

a questo strano fenomeno si aggiungono le risultanze documentali e le allarmanti raccomandazioni conseguenti ad una recente indagine ambientale sulle falde acquifere condotta dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania e trasmessa, per competenza, all’Asl Napoli 3 Sud. Le risultanze evidenziano che è indispensabile un maggiore controllo del territorio da parte delle istituzioni preposte al fine di evitare che le popolazioni residenti in detta area continuino a subire danni alla propria salute; 

il dipartimento di prevenzione dell’ARPAC ha invitato alcuni comuni della zona della «Terra dei fuochi» ad assumere urgenti provvedimenti sul proprio territorio comunale, quali il divieto assoluto di irrigazione con l’acqua dei pozzi e di commercializzazione dei prodotti agricoli prodotti in quelle aree –: 

quali interventi urgenti i Ministri interrogati nei limiti di competenza, intendano porre in essere per tutelare il territorio interessato, dal rischio, qualora fosse accertata la tossicità della sostanza collosa, di un’ulteriore peggioramento nelle matrici ambientali di un’area già gravemente segnata;

quali azioni di competenza il Governo intenda assumere per il territorio interessato a seguito delle recenti risultanze documentali dell’ARPAC. (3-01006)

 

Risposta del Governo:

SILVIA VELO, Sottosegretaria di Stato per l’Ambiente e la tutela del territorio e del mare.

Con riferimento alle questioni relative, appunto, alla deposizione di sostanza fuligginosa, talvolta appiccicosa, nei comuni ricadenti nell’area del nolano, il Ministero si è attivato presso l’ARPA Campania, competente per l’area, che ci ha segnalato di essere intervenuta con controlli, prelievi e tamponi su superfici vegetali e abiotiche nel territorio del comune di San Vitaliano, che aveva lamentato questa problematica nel settembre scorso. Dagli accertamenti effettuati dal laboratorio fitopatologico della Regione Campania su foglie di citrus sinensis, nonché dal biomonitoraggio del Dipartimento provinciale dell’ARPA Campania, è emerso che si trattava di un forte attacco dell’aleurodide degli agrumi. Tali parassiti emettono una sostanza appiccicosa e zuccherina, la melata, succhiando la linfa delle piante arboree che favorisce l’insediamento di fumaggine indotta da particolari specie di funghi.

  Appare evidente, dunque, che la presenza di patina scura sulla parte superiore del fogliame nelle aree in questione sia da ascrivere a fenomeni fitopatologici piuttosto che a un generico inquinamento atmosferico. L’ARPA Campania ha precisato, infatti, che sulla melata, ossia goccioline prodotte dagli insetti che succhiano la linfa delle piante, si possono poi sviluppare crittogame nere, funghi, che danno origine al fenomeno della fumaggine. La stessa melata, di consistenza appiccicosa, può essere dispersa nell’ambiente da correnti aeree, anche su superfici abiotiche, come ad esempio pavimenti e terrazze.

  Ad ogni modo, per quanto riguarda in via generale il controllo sul territorio da parte delle istituzioni preposte, tra le numerose misure adottate nel quadro delle attività promosse dal Patto per la Terra dei fuochi e coordinate presso la cabina di regia interistituzionale con le prefetture, la regione e gli enti locali, si evidenzia in particolare il potenziamento dei controlli delle Forze dell’ordine. Per quanto invece riguarda la problematica dei roghi, l’anno 2016 ha confermato la tendenza in costante diminuzione degli incendi dolosi di rifiuti nelle aree delle province di Napoli e Caserta.

  Si deve, inoltre, segnalare l’attività svolta dalla Commissione per l’individuazione e il potenziamento delle azioni e degli interventi di monitoraggio per la tutela dei terreni, delle acque di falda e dei pozzi della regione Campania, istituita nell’ambito del Comitato interministeriale e prevista dal decreto 136 del 2013 e presieduta dal Ministero dell’ambiente.

  Il compito principale della Commissione è stato quello di determinare gli indirizzi finalizzati alla tutela della salute, alla sicurezza, alla bonifica dei siti, nonché alla rivitalizzazione economica dei territori della cosiddetta Terra dei fuochi. In particolare, la Commissione ha provveduto ad elaborare un «programma Commissione» che mira a coniugare il tema del monitoraggio e della bonifica delle aree agricole con quello delle iniziative di screening e prevenzione dei rischi per la salute dei cittadini, e ancora con quello del permanere di fenomeni di illegalità e inciviltà che attengono allo smaltimento abusivo dei rifiuti. Il documento è stato approvato l’8 agosto scorso dal Comitato interministeriale e, successivamente, il Ministro dell’ambiente ha deliberato la trasmissione alla cabina di regia per la programmazione del Fondo di sviluppo e coesione 2014-2020 al fine del successivo esame da parte del CIPE.

  Per quanto riguarda le linee finanziarie strumentali agli interventi indicati nel programma della Commissione, si fa presente che il fabbisogno economico complessivo per le misure previste è pari a 103,425 milioni di euro.

  È stato inoltre istituito, nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, un Fondo con dotazione 150 milioni per ciascuno degli anni 2016-2017, per l’effettuazione di interventi nei territori della Campania.

  Si segnala, infine, che in attuazione delle disposizioni urgenti previste nel decreto-legge citato prima, il 136, il Ministero dell’ambiente ha già predisposto lo schema di Regolamento concernente parametri fondamentali di qualità delle acque destinate ad uso irriguo su colture alimentari e le relative modalità di verifica. Tale schema è stato trasmesso all’Istituto superiore di sanità, all’ISPRA e al Centro ricerche agricoltura per il necessario confronto tecnico-scientifico con tali enti, funzionale all’ulteriore seguito dell’iter di approvazione del provvedimento. A riguardo il Ministero è costantemente impegnato nell’attività di monitoraggio in ordine al predetto iter.

  Alla luce delle informazioni esposte, si rassicura comunque che il Ministero dell’ambiente prosegue nella sua azione costante di monitoraggio e di sollecito nei confronti dei soggetti territorialmente competenti, anche al fine di valutare eventuali coinvolgimenti di altri soggetti istituzionali, senza ridurre in alcun modo lo stato di attenzione su tali tematiche.

 

Replica dell’On. Francesco Ferrara alla risposta del Ministero dell’Ambiente e la tutela del Territorio e del Mare all’interrogazione presentata il 4 settembre 2014 e discussa in Aula alla Camera, oggi, 24 gennaio 2017 concernente ‘iniziative di competenza e salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini in relazione alla presenza di sostanze presumibilmente tossiche nelle coltivazioni dell’area di Nola’.

 

Ringrazio la Sottosegretaria per l’Ambiente e la tutela del Territorio e del Mare per alcuni elementi che tranquillizzano l’area del Nolano. Ovviamente sarebbe stato meglio apprenderlo quanto prima essendo passati più di 2 anni dalla presentazione dell’interrogazione. Parliamo quindi di un fenomeno, quello della comparsa di questa sostanza collosa, che è avvenuto in un certo periodo e aveva creato un allarme tra la popolazione. Tutte le informazioni che apprendiamo adesso non hanno avuto alcuna visibilità sul territorio. In questi due anni né gli enti locali, né l’Arpa, né tantomeno la Regione o altri soggetti istituzionali hanno mai provveduto ad informare le popolazioni sui controlli che stavano effettuando.

Tuttavia se questi accertamenti, come pare, sono stati fatti siamo di fronte ad un elemento positivo perché vuol dire che almeno da questo versante, su questo particolare fenomeno, non c’è un ulteriore problema dal punto di vista della sicurezza ambientale dentro un’area complessa, come quella dell’area nolana, con la quale ci troviamo a convivere quotidianamente.

Mi permetto in ogni caso di insistere su alcuni elementi. È vero che nell’area della ‘Terra dei fuochi’ si stanno provando a fare quegli interventi e finanziamenti da lei appena richiamati ma è altrettanto vero che sul territorio si percepisce ancora una distanza notevole tra la reale situazione che vivono le popolazioni dal punto di vista ambientale e della sicurezza e la presenza dello Stato, della Regione e degli organi preposti alla messa in sicurezza di quel territorio. Vorrei aggiungere che il tema degli incendi dolosi continua ad essere un problema, anche in presenza di un aumento dei controlli delle forze dell’ordine, perché non c’è giorno che passi senza incrociare incendi. Basta girare quell’area (che peraltro non è neanche così vasta e quindi si fa poca fatica a girarla sia sul versante dove non ci sono abitazioni – penso alla zona ‘agricola’ – sia sul versante dove invece insistono le abitazioni) per vedere qua e là, tutti i giorni, ancora incendi di origine dolosa che provocano tanta preoccupazione oltre che inquinamento. Quindi, se quel particolare fenomeno della ‘sostanza collosa’ aveva a che fare con una sorta di parassita, altre tematiche ambientali che riguardano quel territorio credo che abbiano poco a che vedere con eventi naturali. Sono tutti eventi dolosi che bisognerebbe prevenire, facendo in modo che una presenza più costante degli apparati dello Stato riesca a mettere finalmente in tutta sicurezza quel territorio e le popolazioni che in quel territorio vivono.     

 

 


Caro lettore, SciscianoNotizie.it non ha mai ricevuto contributi statali e provvede alle sue spese autofinanziandosi attraverso sottoscrizioni volontarie. La redazione lavora senza sosta, giorno e notte, per fornire aggiornamenti precisi ed affidabili sulle notizie del territorio. Se apprezzi il nostro lavoro, da sempre per te gratuito, e se ci leggi tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci. Grazie!

SciscianoNotizie.it crede nella trasparenza e nell'onestà. Pertanto, correggerà prontamente gli errori. La pienezza e la freschezza delle informazioni rappresentano due valori inevitabili nel mondo del giornalismo online; garantiamo l'opportunità di apportare correzioni ed eliminare foto quando necessario. Scrivete a [email protected] Questo articolo è stato verificato dall'autore attraverso fatti circostanziati, testate giornalistiche e lanci di Agenzie di Stampa