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Vallo della Lucania, Nuovo Piano programmatico del Parco: rivoluzione nel settore sanitario e sociale

Iannuzzi:” Il Piano lancia l’idea degli ospedali riuniti del Parco”.

 

Vallo della Lucania, 24 Maggio –  Approvato il Piano
programmatico della Comunità del Parco del Cilento Vallo di Diano
Alburni. Uno strumento importantissimo in progress, che fissa le
direttive per un percorso  di crescita, sviluppo e progresso dell’area
Parco con l’individuazione di obiettivi di medio e lungo termine ed una
serie di interventi concreti.

La Regione,  in questi ultimi dieci anni, ha speso per l’Area Parco oltre 1000 milioni di euro impiegati per
settore pubblico e privato impiegati dalle strade, alla pubblica
illuminazione, alla ristrutturazione e riqualificazioni ambientali. A
fronte di tutte queste risorse, continuano a persistere situazioni di
criticità relative a povertà e spopolamento del territorio. Tra gli
interventi di larga banda emerge nel piano, il primo in assoluto
unitario ed integrato con una programmazione interconnessa,  la
rivoluzione in ambito sanitario con l’idea degli ospedali riuniti del
Parco,  e  sociale del territorio.

“Nel Piano lanciamo un’idea degli ospedali riuniti del Parco – spiega Salvatore Iannuzzi, presidente della
Comunità del Parco –  una sorta di policlinico  green,  che mette
insieme tutti gli ospedali dell’area Parco,  in una unica struttura, che
deve contenere al suo interno tutta l’offerta sanitaria possibile”.
Iannuzzi scende nel dettaglio:” In pratica, si immagina un sistema di
ospedalizzazioni, in cui tutte le strutture accanto alle prestazioni
sanitarie connesse alle emergenze urgenze, debbono assicurare
prestazioni mono specialistiche di altissimo livello.

L’introduzione dell’alta specialità consente non solo la riconversione virtuosa dei
presidi ospedalieri esistenti ma anche un rilancio degli stessi. Non
può essere immaginato un sistema di ospitalità – evidenzia Iannuzzi –
unicamente tarato sul bisogno territoriale, occorre aprire l’offerta
specialistica ed attrarre risorse da altri territori. Questo consente di
generare nuova ricchezza  e, contestualmente, contenere la migrazione
sanitaria fuori Asl o fuori regione. Il bisogno di salute è diventato
decisamente più complesso rispetto al passato e richiede soluzioni
altamente specialistiche che, se erogate fuori territorio, non solo lo
impoveriscono ma creano  disagi anche all’utenza residenziale. L’Area
Parco è un’entità geopolitica striminzita dal punto di vista
demografico. Pertanto deve  mirare ad attrarre risorse, che ne
consentano la crescita e l’indipendenza. Un esempio pragmatico  potrebbe
essere quello della neuroriabilitazione pediatrica, già proposta per
l’ospedale di Roccadaspide, che non richiede una grande complessità
assistenziale ma spazi e competenze professionali”.

  Nel settore sociale,  il Piano prevede l’abolizione dei Piani di zona e la loro
trasformazione in aziende sociali speciali, che hanno un’unica cabina di
regia, che assicura un livello di omogeneità di servizi su tutto il
territorio del Parco.



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