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Scisciano, eccellenze imprenditoriali: l’Italiana Confetti apre il primo Maxtris Store in uno dei salotti di Napoli. Intervista all’amministratore Dario Prisco

Scisciano – L’agro nolano sotto le luci della ribalta non solo per tristi e negativi primati ma anche per la realizzazione di importanti iniziative imprenditoriali che da Scisciano lanciano segnali di concreta speranza. Nasce il primo Maxtris Store dell’azienda sciscianese Italiana Confetti, in via Calabritto, uno dei salotti commerciali e imprenditoriali più prestigiosi di Napoli. Giovedì 14 aprile, l’inaugurazione del laboratorio creativo, sotto gli occhi del sindaco di Napoli Luigi De Magistris e di Enzo Miccio volto noto di Real Time.

Centinaia di persone hanno preso parte al big opening organizzato dalla famiglia Prisco. Un gustoso show room pieno zeppo di colori e delicati sapori. Presenti prelibatezze ispirate a tutte le meraviglie artistiche partenopee, dai Faraglioni di Capri al museo di Capodimonte.  Una vasta gamma di confetti che prendono vita attirando tanti volti noti dell’imprenditoria, della stampa, delle professioni e del mondo dello spettacolo, affascinati dalla brillante iniziativa di un’azienda che sembra imporsi sul mercato quale leader nazionale.

La Italiana Confetti fa capo alla famiglia Prisco, con i fratelli Dario e Nicola, amministratori dell’azienda che proseguono con successo le gesta del capostipite Salvatore Prisco, fondatore del confetto made in Scisciano, negli anni Cinquanta.

Entrando nell’azienda sciscianese il primo impatto è di quelli che non ti aspetti: ambienti creativi, luminosi, arredati con gusto. Efficienza quasi svizzera del personale condita alla squisita accoglienza tipica partenopea. L’amministratore della Italiana Confetti Dario Prisco ci fa accomodare in una sala riunioni dove ha inizio la nostra intervista.

L’ iniziativa di via Calabritto segna un passo importante per quanto riguarda le strategie imprenditoriali dell’azienda. Cosa ci può dire in merito?

“Abbiamo aperto il nostro primo Maxtris Store semplicemente per studiare meglio il nostro prodotto. Ecco perché prende il nome di “concept store”, è semplicemente un nuovo concetto da sviluppare. L’obiettivo è quello di allestire un’esperienza di esplorazione e di scoperta da far vivere al cliente, attraverso una pluralità di suggestioni, provenienti sia dalla varietà dei prodotti esposti, sia dall’architettura stessa dell’ambiente. La nostra azienda opera a livello nazionale e da pochissimo anche a livello internazionale. L’apertura di questo punto vendita ci farà capire meglio le nostre strategie ma anche la necessità di avere un dialogo diretto con i nostri clienti. Siamo dunque partiti dal cuore di Napoli, siamo partiti da via Calabritto. Questa è stata una scelta anche controversa perché da più parti ci consigliavano di iniziare l’avventura da Milano, realtà certamente con più appeal e forse con maggiori opportunità. Ma essendo noi figli di questa terra, abbiamo alla fine deciso, con grande orgoglio, di partire dalla strada più importante di Napoli”.

Quali saranno adesso i prossimi progetti imprenditoriali in cantiere?

“Senza dubbio il nostro primo progetto è fare industria, ampliando sempre di più il sito produttivo centrale di Italiana Confetti, quello appunto di Scisciano. Come dicevo poc’anzi, abbiamo aperto il primo store. Adesso lo collaudiamo, lo esaminiamo, valuteremo attentamente nel tempo quali saranno le potenzialità, e subito dopo panificheremo altri progetti”.

Una curiosità finale. Da imprenditore esperto e di successo, cosa significa per lei fare impresa in questi territori?

“Quando mi dicono imprenditore di successo, mi viene da sorridere. Per noi il successo non esiste. Ciò che davvero conta, invece, è la passione, l’orgoglio che  mettiamo ogni giorno nel nostro lavoro. Crediamo in ciò che facciamo, perché la nostra è la cultura del fare.  Fare impresa qui da noi è sempre molto complicato. Partiamo dal fatto che abbiamo certamente degli svantaggi rispetto per esempio ad altri territori italiani. Sono tante le cose contro cui dobbiamo lottare, forse troppe, ma questa è la nostra terra, il nostro paese, è il luogo dove siamo nati e dunque desideriamo impegnarci fino in fondo per dare il nostro contributo affinché si creino  le condizioni migliori di sviluppo e di crescita”.

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