Comuni

Sant’Antimo, Chiariello (CDX): “Proteste in aula? Città pronta a disarcionare sindaco incapace”

Sant’Antimo, 9 Novembre – “Ieri in Consiglio comunale il caos più assoluto: la giusta e durissima protesta dei lavoratori del Cite, senza stipendio da ben 4 mesi e intanto vergognosamente zittiti dal sindaco Russo, il dissenso degli studenti della Giovanni XXIII con al seguito genitori e docenti, vittime di un’ipotesi di dimensionamento scolastico scellerato che quest’amministrazione non ha neppure voluto mettere in discussione respingendo una mozione di buon senso, e le forti rimostranze degli sfollati di via Giannangeli e via Padre Antonino che ancora non si capacitano del fatto che nessuno si sia fatto carico di chiedere quei famosi 300mila euro faticosamente strappati alle casse della Regione dal gruppo regionale campano di Forza Italia. Un primo assaggio, insomma, di un inverno caldo che l’arroganza e la presunzione del primo cittadino saprà rendere sicuramente rovente”. Lo afferma il consigliere Corrado Chiariello, coordinatore dei consiglieri di opposizione di centrodestra del Comune di Sant’Antimo.

“Il PD  – aggiunge Chiariello – ha avuto modo di scivolare anche sulla mozione dell’antifascismo, dopo aver sventolato l’adesione sono stati ammoniti e quasi messi in castigo da un autoritario presidente del Consiglio che ha chiarito ancor di più di possedere la golden share di questa maggioranza”.

“Ormai a Sant’Antimo – racconta – non c’è piazza nel quale quest’amministrazione non venga tacciata di incompetenza, familismo, clientelismo, e spreconeria. Non c’è un solo angolo nel quale la gente non si vergogni per la deriva verso la quale il sindaco Russo sta conducendo la nostra cittadina”, prosegue Chiariello.

“Ma fortunatamente non c’è luogo nel quale non si pronostichi un’imminente conclusione di questa triste e fallimentare esperienza politica. E, guardandoci intorno, osservando il grave degrado urbano e sociale al quale l’amministrazione Russo ha destinato Sant’Antimo, ne comprendiamo perfettamente il perché”, conclude Chiariello.

image_pdfimage_print