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LA REPLICA DELLA VERGOGNA

Napoli, 15 Marzo – “Babbo, perché i cani e gli Ebrei non possono entrare in questo negozio?”, chiede il piccolo Giosuè al padre Guido in un’Arezzo invasa dai nazisti, ignaro di quanto stava accadendo intorno a sé; il genitore, al fine di nascondere al figlio la triste realtà che li circondava -o meglio, per spiegargliela in termini per lui più comprensibili- risponde che ognuno è padrone di inibire l’accesso al proprio negozio alle persone ed agli animali a lui sgraditi.

Questa scena, tratta dal film “La Vita è Bella”, s’è ohimè ripetuta a Rimini diversi giorni fa, quando i clienti di un punto ristoro hanno scacciato in malo modo dai locali dell’esercizio  una consigliera comunale, tale Barbara Vinci, perché membro del Partito Democratico, invitandola ad andare “con i nomadi ed i profughi”, per la cui protezione il Comune aveva approvato un piano.

Dapprima la Vinci aveva scelto di non render pubblici i fatti occorsi in quel bar -del quale suo padre era stato a lungo gestore- al fine di non turbare gli animi; ma poi ha giustamente deciso di collaborare con i media, narrando per filo e per segno lo spiacevole avvenimento, frutto della prepotenza di persone certamente non in grado di adoperare il cervello.

Ma in tutto questo…..dov’era il gestore dell’esercizio? Stando a quanto riportato dalla consigliera ai giornalisti de “La Repubblica”, costui “non si sarebbe accorto di nulla”; ma un atteggiamento del genere, miei cari Lettori, non può certo passare inosservato, se si considera che i punti ristoro (ed i caffè in particolare) sono da sempre i locali più frequentati, sia dai giovani sia da chi è un tantino più avanti negli anni: è possibile che nessuno, nemmeno le persone che ivi consumavano, si sia preoccupato di quel che stava accadendo all’ingresso? Secondo me -e mi rattrista sentirmi costretto a scriverlo sulle pagine d’un quotidiano- la mancata azione è ancora una volta effetto della paura e dell’indifferenza, perché tanto il gestore quanto i lavoranti e, non da ultimo, gli avventori avrebbero potuto -anzi, dovuto- mettere le Forze dell’Ordine al corrente della vicenda: gli individui sulla soglia del locale hanno infatti costretto la Vinci a rinunziare al suo snack mattutino (quindi ad omettere qualcosa), ragion per cui….la loro condotta integra reato di violenza privata ai sensi dell’articolo 610 del Codice Penale.

Quanto accaduto può esser senz’altro definire una replica non tanto della scena di un noto film, ma di quella realtà vergognosa che per vent’anni ha afflitto l’umanità, facendo illudere certe persone di esser migliori rispetto ad altre, le quali ultime andavano eliminate.

Cari Lettori, i nostri illustri antenati hanno lottato per un’Italia unita (prima) e per un paese libero dai totalitarismi (negli anni Quaranta), non di rado sacrificando la loro stessa vita; e allora perché lasciar campo libero ad una banda di stolti, rischiando che i Concittadini ne prendano il partito?

L’unica soluzione per restare uniti e liberi è da identificarsi nella lotta alle angherie, quindi…..spetta a noi fare il primo passo! 

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