Attualità

I lager libici, notte dell’Europa

Napoli, 27 Giugno – Il premier Conte annuncia ai giornalisti la proposta italiana di una “strategia completamente nuova basata sul nuovo paradigma di risoluzione dei problemi della migrazione”.

Bene, misure strutturali! Uno pensa che l’Italia abbia posto al centro del vertice UE la necessità di un percorso per tagliare progressivamente con lo sfruttamento dell’Africa. Così i suoi abitanti non avranno più bisogno di migrare e sparirà anche il business dell’immigrazione. Finirà l’ignobile scaricabarile tra i paesi europei sull’accoglienza. E magari eviteremo pure che, in mezzo a chi fugge da fame e guerre, si intrufolino criminali !

Le misure possono essere la restituzione ai contadini delle terre accaparrate dai latifondisti europei, americani e cinesi. Pagare il giusto prezzo per il petrolio nigeriano da cui la nostra ENI ricava la benzina, quella che uso pure io per andare al lavoro o in vacanza. Lasciare il coltan ai congolesi, minerale indispensabile per i nostri telefonini, evitando il lavoro in miniera di bambini per 2 dollari al giorno. Forse smetteremo di vendere armi ai regimi autoritari. Oppure, con i nostri faticati risparmi, gli istituti bancari cominceranno a finanziare l’imprenditoria giovanile invece delle fabbriche di armi nostrane. Prima o poi si stracceranno gli accordi politici con i dittatori che reprimono il dissenso con le armi e vendono i minerali alle multinazionali straniere, impoverendo il loro popolo.

E invece no!

Evviva il Gattopardo! La strategia di Conte è la stessa che abbiamo ascoltato da Salvini (Lega), da Toninelli (M5S) e dal precedente ministro Minniti (PD). I quali pretendono che a raccogliere i migranti in mare sia la Guardia Costiera libica, cioè aguzzini della stessa risma di chi gestisce i lager libici.

Il premier prevede gli “hotspot” in Africa. Cioè centri di smistamento dei migranti da ubicare in Libia o nei paesi confinanti a sud, in pieno deserto. Si tratta di Stati senza un governo stabile, attraversati da guerriglie tra fazioni opposte, che non sono in grado di controllare il territorio, con frequenti violazioni dei diritti umani, come ampiamente documentato dall’ONU e da altri organismi internazionali.

Alcuni paesi fanno il “lavoro sporco” con i migranti per conto dell’Europa, in cambio di finanziamenti alle oligarchie locali. Si è capito che periodicamente svuotano i centri di accoglienza, lasciando venire le persone in Europa. È una facile arma di ricatto per richieste sempre crescenti!

Il Niger vive da quasi sessant’anni una situazione di instabilità economica, politica e sociale. Il Mali non è ancora chiaro se sia uscito per davvero dal recente conflitto. Se i centri di accoglienza italiani non sono controllati adeguatamente e non sempre offrono il cibo, il riscaldamento e i servizi essenziali per i quali sono pagati (business dell’immigrazione), da dove proviene l’entusiasmo per centri di protezione internazionale da situare nel cuore del deserto del Sahara al confine tra questi Stati!

infernolibico ; lagerlibici; lager libici ;La Guardia Costiera Libica è stata filmata mentre trattava le persone soccorse a colpi di bastone e minacce e lasciava persino cadere un uomo in acqua e lo abbandonava. Qualche giorno fa, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha sanzionato sei trafficanti di esseri umani accusati di gestire la rotta dei migranti che attraversa l’Africa e arriva in Italia dalla Libia. “Uno di loro è un comandante della Guardia costiera libica, la stessa supportata (con denaro e mezzi) dall’Europa e dall’Italia”(Avvenire, 8 giugno 2018).

I centri libici di detenzione dei migranti sono luoghi dove si vive ammassati, a volte si dorme in piedi per mancanza di spazio, facendo i bisogni sul posto. Vengono inflitte torture, appesi a testa in giù, con fili elettrici mentre viene chiamata a telefono la famiglia del torturato perché ascolti le urla. Sono luoghi dove si spara nei piedi al minimo cenno di ribellione e dai quali esci solo “se muori di violenza o hai abbastanza soldi per pagarti la libertà o sei venduto all’asta come schiavo”, secondo quanto documentato dall’UNHCR e dalla CNN.


Sono stato in una prigione vicino Tripoli per 6 mesi ai lavori forzati. Non dimenticherò mai la morte del mio amico. Era troppo stanco per lavorare. Ha detto alle guardie che non riusciva ad alzarsi. Uno dei libici ha detto ‘Se non vieni ti sparo’. Io pensavo che scherzasse. L’ha pensato anche il mio amico. L’uomo libico l’ha ucciso con un colpo in testa. Poi si è girato verso di me. ‘Tu che fai, lavori o no?’ (Testimonianza di M, 27 anni, dal Gambia: 29 settembre 2017, rilasciata all’Hotspot di Pozzallo)


Questo hanno finto di ignorarlo il governo Gentiloni e la UE che hanno finanziato la “formazione” e le attrezzature della Guardia Costiera libica perché limitasse le partenze dei migranti. E infatti le partenze già da un anno a questa parte si sono notevolmente ridotte .

Finge di ignorarlo il governo Conte che – mentre vuole allontanare le navi ONG perché la loro presenza invoglierebbe i gommoni a prendere il largo dalle coste libiche esponendo i migranti al rischio naufragio – poi fa molto peggio ‘incoraggiando’ la guardia costiera libica a recuperare essa i migranti dai gommoni. È questa una violazione del diritto internazionale che prevede lo sbarco in un approdo sicuro, e quindi non in Libia dove si è esposti a sistematiche violazioni dei diritti umani. Matteo Salvini ringrazia “di cuore, da ministro e da papà, le autorità e la Guardia Costiera libica che oggi hanno salvato e riportato in Libia 820 immigrati, rendendo vano il “lavoro” degli scafisti ed evitando interventi scorretti delle navi delle Ong.” (24 giugno)

È un momento drammatico!

Ci domandiamo come abbiano fatto i tedeschi a tollerare i lager senza ribellarsi. Probabilmente era troppo doloroso credere a quello che in fondo un po’ tutti vociferavano! Difficile credere che il proprio governo si macchiasse di tanta atrocità. Esattamente quello che sta succedendo a noi e al resto d’Europa.

Guido Caridei

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