Attualità

HO SEMPRE CREDUTO AI LIBRI DI STORIA E AL MITO DI GARIBALDI…

Napoli, 18 Agosto – Da bambino non sapevo neanche di essere meridionale, nell’accezione positiva e/o negativa del termine, da ragazzino ero cosciente solo di essere nato più a Sud di qualcuno e di qualcosa, mi sentivo un bimbo fortunato ed orgoglioso di essere nato in Italia.

Ho vissuto per anni semplicemente da italiano, da figlio del tricolore, da cittadino spensierato e ho sempre guardato lo “stivale” quale unica e affascinante “Terra Madre”. Solo crescendo, studiando, confrontandomi, approfondendo e scavando e scovando fonti fuori dagli schemi convenzionali ho iniziato a provare la sensazione e vivere la condizione di essere meridionale, di non essere inferiore a nessuno ma di volermi inculcare che, invece, lo fossi.

 La storia la scrivono sempre i vincitori e mai i vinti purtroppo, pertanto, quando ho avuto modo di apprendere anche altre verità mi sono sorti una serie innumerevoli di dubbi ma anche di certezze: non avrei mai immaginato che i piemontesi osarono stuprare le donne meridionali; non avrei mai detto che, in nome dell’Unità nazionale, i fratelli d’Italia ebbero il diritto di saccheggiare le città meridionali; non avrei mai pensato che i meridionali furono incarcerati senza alcuna accusa, senza processo e senza alcuna condanna; avevo sempre pensato che i briganti fossero tali e non anche ex soldati borbonici e patrioti sacrificatosi per difendere il proprio paese invaso; non avrei mai creduto che il Sud divenne come il Kosovo: fucilazioni di massa, fosse comuni, paesi distrutti e fiumi di decine di profughi in marcia; non avrei mai sospettato che, addirittura, i primi campi di concentramento e sterminio in Europa furono realizzati dagli italiani del Nord per farvi morire gli italiani del Sud; non avrei mai detto che il Ministero degli Esteri dell’Italia “unita” avesse cercato una landa desolata ove deportare i meridionali lontano da occhi indiscreti; non avrei mai creduto alla tassa imposta ai meridionali, ad Italia “unita”, per pagare le spese della “guerra” di conquista del Sud. Sapevo fin troppo bene, invece, che i “fratelli” d’Italia arrivati dal Nord svuotarono le ricche banche meridionali, musei, regge, abitazioni private per pagare i debiti del Piemonte, così come i Mille svaligiarono casse pubbliche e private; sapevo benissimo che il Regno delle Due Sicilie era, fino all’invasione, uno dei paesi più industrializzati del mondo.

 Come posso gestire il conflitto di idee esploso nella mia mente come un attentato terroristico ideologico in piena notte che ti sconvolge e mette in discussione tutto quanto in cui avevo sempre creduto o mi avevano fatto credere?

Il Sud fu privato delle sue industrie, delle sue istituzioni, della sua ricchezza, della sua gente, addirittura della consapevolezza di sé e della memoria! Da adulto sono orgoglioso di essere meridionale, così come italiano ma non accetto lezioni di vita, morali e prediche da NESSUNO, soprattutto se rivolte da chi, oggi, vive in una Regione più fortunata della mia ignorando e/o dimenticando la vera storia, come e perché la sua posizione economica, sociale e forse culturale è migliore della mia.

NON POSSO ACCETTARE che la mia terra, ancora oggi, sia invasa dai nuovi colonizzatori, venditori di fumo privi di armi da fuoco ma dotati di un’artiglieria decisamente più pericolosa: le solite promesse, la stampa, i mass media, il doppiogiochismo. Non definitemi un rivoluzionario, un sudista, io sono per l’Italia unita e al massimo per uno Stato Federale, io amo il tricolore, io sono orgoglioso di essere italiano e non auspico il rovesciamento dello stivale ma solo e soltanto, alla luce della vera storia, un Paese equo, di pari opportunità, senza preconcetti e preclusioni razziali e culturali, una sinergia omogenea e uno sviluppo distribuito su tutto il territorio nazionale, una nave il cui equipaggio remi verso una comune ed unica meta: lo sviluppo ecosostenibile per garantire un futuro ai nostri figli da Nord a Sud.

Una Nazione UNICA in cui nessuno deve, per davvero, restare indietro ma possa e debba avere e godere delle medesime possibilità, occasioni, diritti, servizi e, ovviamente, DOVERI!

 

 

#NonCapiscoNullaDiNulla

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“Architetto e docente di Tecnologia, vive a Mariglianella, presidente dell’associazione “A.L.T. (Ambiente–Legalità- Territorio) La Fenice”, attivista da anni, impegnato in battaglie sociali, ambientali e politiche a tutela dei cittadini”.

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