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Foggia, s’indaga per caporalato. Il premier Conte: ”Rafforzare i controlli”

Foggia, 8 Agosto – L’indagine per caporalato è stata estesa anche all’ultima strage di braccianti migranti.  Diventa dunque una maxi inchiesta quella sui due gravi incidenti stradali avvenuti negli ultimi giorni in provincia di Foggia: 16 i morti, tutti lavoratori di origine africana, impegnati in queste settimane nelle raccolte stagionali, specialmente di pomodoro.

Sull’incidente di sabato (4 morti e 4 feriti), avvenuto nei pressi diAscoli Satriano, indaga la polizia di Stato, su quello di ieri l’altro (12 morti e 3 feriti), avvenuto nei pressi di uno svincolo della statale 16, indaga l’Arma dei carabinieri. Intanto il vicepremier Luigi Di Maio ha annunciato un concorso straordinario per ispettori del lavoro al fine di aumentare i controlli e intensificare la lotta al caporalato.

Intanto ieri mattina in zona è arrivato il premier Giuseppe Conte. “Sono qui per approfondire questi episodi che non possono essere considerati fatti occasionali: qui c’è qualcosa di più. Dietro queste morti non c’è dignità, c’era un lavoro sfruttato e non c’era dignità. Dobbiamo fare in modo che questo non accada”, ha detto il premier parlando con i giornalisti a margine del vertice in prefettura a Foggia. Conte ha incontrato una delegazione di braccianti agricoli extracomunitari, di rappresentanti sindacali del settore e le autorità, a seguito dei due gravissimi incidenti stradali verificatisi nella provincia nei quali sono morti 16 migranti africani e diversi sono rimasti feriti.

“Conosco questa gente – ha aggiunto –  ha un gran cuore. Però dobbiamo creare anche i meccanismi affinché gli imprenditori agricoli siano incentivati a rinunciare a una parte di lucro per favorire condizioni lavorative nel massimo del rispetto della dignità dei lavoratori. Il prefetto mi ha elencato i dati. È chiaro che l’estensione dell’attività imprenditoriale agricola qui è tale che i controlli è difficile poterli assicurare in modo capillare.

Sicuramente come ha anche anticipato il ministro e vicepremier Luigi Di Maio dobbiamo rafforzare i controlli dell’Ispettorato del lavoro ma dobbiamo anche incentivare la rete del lavoro agricolo di qualità. Quindi una serie di interventi che cercherò di mettere a punto per evitare che questo fenomeno del lavoro nero e sfruttato in totale violazione della dignità dei lavoratori vada avanti”.

Stamane lo sciopero proclamato dall’Unione sindacale di base: la marcia dei berretti rossi, come “i cappellini che i quattro braccianti morti e i quattro feriti sabato indossavano nei campi per proteggersi dal sole mentre si spaccavano la schiena per raccogliere pomodori alla vergognosa paga di un euro al quintale”, si legge nel comunicato. “È questa la nostra battaglia – ribadisce Aboubakar Soumahoro, del coordinamento lavoratori agricoli Usb – la tutela dei lavoratori e la rivendicazione dei loro diritti, negati in Pugliacome in Calabria, in Piemonte o nel Lazio. Per questi diritti si batteva Soumaila Sacko, ucciso nella Piana di Gioia Tauro il 2 giugni scorso, per questi diritti combattevano i braccianti morti, organizzandosi per sfuggire alla schiavitù del caporalato e alle vessazioni dei cosiddetti imprenditori agricoli”.

 

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