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Nola, Chiesa dei Santi Apostoli: Il dipinto di San Raffaele Arcangelo restaurato grazie alla Paranza Stella

Nola, 7 Giugno –  “Con i tuoi occhi amerò la Vita”, è questo il titolo dell’evento che avrà luogo domani, venerdì 8 giugno, alle ore 18.30 nella chiesa dei Santi Apostoli a Nola. In occasione del suo trentacinquesimo anniversario la Paranza Stella 1983 di Giuseppe Guerriero festeggerà la speciale ricorrenza con un appuntamento culturale di grande importanza per tutta la città. La Paranza ha infatti finanziato il restauro del dipinto del San Raffaele Arcangelo, risalente al XVIII secolo e attribuito, sulla scorta di studi e di ricerche d’archivio, al pittore Giuseppe Simonelli, uno dei più importanti artisti della scuola di Luca Giordano. Il quadro fa parte del ciclo di dipinti che ornavano la chiesa, rimossi dopo il terremoto del 1980 e da allora in attesa di restauro.

Giuseppe Simonelli fu attivo tra la seconda metà del secolo XVII e il primo decennio del XVIII, dunque all’epoca del restauro settecentesco dell’edificio, e appartenne alla cerchia degli artisti che lavoravano per conferire al luogo veste barocca, tra cui gli architetti Guglielmelli e Vaccaro.  La tela del San Raffaele Arcangelo è il terzo dipinto che ritorna al suo posto, se si esclude la splendida pala d’altare seicentesca della Madonna col Bambino, dipinta da Agostino Beltrano,  restaurata e risistemata sulla parete originaria a cura dell’associazione culturale Meridies, all’epoca della riapertura delle chiesa nell’ottobre 2016. Ricordiamo infatti che la chiesa dei Santi Apostoli era rimasta chiusa per decenni dopo il terremoto dell’Irpinia e versava in condizioni critiche, ma ha finalmente ritrovato la sua bellezza grazie al restauro compiuto da mani esperte con i fondi del progetto Progreditur, curato da Meridies in partenariato con la Pro Loco “Città di Nola”, finanziato nell’ambito dell’avviso pubblico “Giovani per la valorizzazione dei beni pubblici” promosso dal Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica e dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

È stata poi la volta delle altre tele: nel 2017, la sezione nolana della F.I.D.A.P.A. ha stanziato la cifra necessaria per il restauro del dipinto del San Michele Arcangelo, ricollocato in controfacciata (come il San Raffaele Arcangelo che sarà presentato domani), mentre il quadro Giacobbe e Rachele al pozzo, appartenente a una parete laterale, è stato restaurato, sempre nel 2017, grazie alla sponsorizzazione dell’azienda farmaceutica Guacci. L’apparato decorativo della chiesa si sta dunque ricostituendo grazie alla grande sensibilità delle associazioni e degli sponsor.

La presentazione del restauro del San Raffaele Arcangelo finanziato dalla Paranza Stella 1985 si colloca nel solco di questo virtuoso meccanismo. Il restauro è stato eseguito secondo uno specifico iter procedurale con l’alta sorveglianza della Soprintendenza referente per il territorio, con la direzione dell’Ufficio beni culturali della Diocesi di Nola e in accordo con il Comune di Nola. L’evento sarà accompagnato da una mostra fotografica che ripercorrerà i trentacinque anni di vita della Paranza. La Stella connota abitualmente di un fine sociale le sue iniziative, dedicate in particolare ai bambini ammalati oncologici e allee raccolte fondi. In quest’occasione il gruppo ha scelto di operare nello specifico campo della cultura storico-artistica, ma grazie alla distribuzione delle magliette della Festa  dei Gigli (rosa e azzurre, con le scritte Caciotta boys e Caciotta Girls, dal soprannome della famiglia fondatrice della Paranza), ha coinvolto un ampio pubblico di adulti e di bambini nella raccolta di fondi che saranno devoluti in beneficenza. L’appuntamento per conoscere da vicino i risultati dell’iniziativa e per trascorrere una serata speciale è per domani, 8 giugno, alle 18.30 ai Santi Apostoli.

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Nata a Napoli, lavora nel settore dei beni culturali e della comunicazione. Ha scelto di non lasciare il Sud perché ritiene che esso abbia ancora tante cose belle da raccontare”.

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