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Coronavirus, la Commissione Europea chiude i confini

Napoli, 17 Marzo – E’ arrivato per l’Europa il momento di chiudere i confini con il mondo esterno, per contenere la propagazione del Covid-19. La Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen, al termine della videoconferenza tra i Leader del G7 ha espresso questa sua intenzione rilasciando queste parole: “Con i Governi Europei abbiamo deciso una restrizione temporanea dei viaggi non essenziali nell’Unione. Lo facciamo per non far ulteriormente diffondere il virus dentro e fuori il continente e per non avere potenziali ulteriori pazienti che pesano sul sistema sanitario Ue”. Vietati dunque tutti i viaggi non indispensabili verso l’Ue e gli altri Paesi dell’area Schengen (Norvegia, Svizzera e Liechtenstein).

E’ stata garantita l’eccezione per i cittadini britannici, ma Bruxelles ha chiesto a Londra di applicare le stesse misure, sbarrando dunque la strada a cinesi o statunitensi. Da precisare che il divieto non vale per determinate categorie come i cittadini Ue e i loro familiari, i cittadini extra-Ue che però risiedono stabilmente nel territorio dell’Unione, medici, infermieri e ricercatori del settore sanitario, lavoratori transfrontalieri e chi trasporta merci. Il motivo principale che ha portato la Presidente ad adottare temporaneamente questa misura è stato il fatto di scongiurare l’inevitabile chiusura dei confini interni di ogni stato membro. Alcuni Stati come la Germania, la Spagna, l’Austria, Ungheria, Danimarca, Polonia e Repubblica Ceca, già si erano attivati per proporre appunto la chiusura delle loro frontiere. Ciò avrebbe comportato grossi problemi per la circolazione di merci, alimentari e soprattutto medicinali in questa difficile fase. E’ pur vero che questa è stata una risposta alla decisione di Donald Trump di bloccare i voli per e dagli Usa.

 La situazione Coronavirus in effetti sta incrementando la sua portata con i suoi 160.000 casi e più di 6000 morti in tutto il globo. Questa pandemia ha allertato i leader europei al punto da spingerli a varare disposizioni di contenimento del virus, attraverso l’utilizzo di misure più drastiche. Nel Regno Unito il livello di attenzione si è alzato e in Francia il Presidente Macron sta per approvare disposizioni più restrittive, come la chiusura della Renault. Di vero impatto la sua dichiarazione: “Siamo in guerra contro un nemico invisibile”. Il Direttore della sanità francese Jerome Salomon ha dichiarato che la situazione covid-19 è molto preoccupante perché peggiora rapidamente e ciò comporterà probabilmente la saturazione dei nosocomi. La Germania ha aumentato i controlli alle frontiere per rallentare la diffusione del virus e pare che soltanto le persone con un motivo valido, come i camionisti, possano attraversare i confini tedeschi. La Spagna ha schierato l’esercito nelle zone più colpite dal flagello per evitare gli assembramenti ed ha adottato più controlli alla frontiera.

Misure necessarie per il ministro dei trasporti Josè Luis Abalos, il quale ha dichiarato: “In due settimane non riusciremo a vincere questa battaglia e l’allerta durerà più di 15 giorni”. La popolazione austriaca, come in Italia, deve restare a casa e potrà uscire in caso di necessità sanitarie, per lavoro o per acquisto di cibo. Praticamente l’Austria ha copiato il nostro modello “anticovid-19”, predisponendo anche la chiusura delle scuole, università, musei, centri sportivi e il controllo del rispetto delle disposizioni attraverso la sua polizia. Infine, anche la Finlandia e la Svizzera hanno dichiarato lo stato di emergenza per tutto il mese di marzo fino agli inizi di aprile e, contestualmente, hanno approvato le misure degli altri paesi, come le chiusure delle scuole, il divieto di assembramenti e l’invito di restare nelle proprie abitazioni.       

 



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