Terza sconfitta consecutiva per gli azzurri, puniti da Ødegaard nella ripresa. Il tecnico vede però una crescita nell’atteggiamento e nella fase difensiva. Preoccupano gli infortuni di Meret e Alisson Santos. Ora il Bologna diventa già un appuntamento delicato.
Napoli, 10 Settembre – Il risultato continua a dire no, ma stavolta Massimiliano Allegri prova a guardare oltre lo 0-1. Il Napoli esce sconfitto dal Maradona nell’esordio stagionale in Champions League contro l’Arsenal e incassa il terzo ko consecutivo tra campionato ed Europa. Una striscia negativa che pesa, soprattutto perché arriva all’inizio della stagione, ma che secondo il tecnico azzurro non fotografa completamente quanto mostrato dalla squadra sul terreno di gioco.
A decidere la sfida è Martin Ødegaard al 75’, quando il capitano dei Gunners trova il sinistro che rompe l’equilibrio e consegna alla squadra di Mikel Arteta i primi tre punti della nuova campagna europea.
Per il Napoli resta invece la sensazione di aver resistito a lungo contro una delle formazioni più attrezzate del continente senza riuscire, però, a trasformare le occasioni potenziali in veri pericoli.
L’Arsenal conferma al Maradona le qualità che lo hanno portato a vincere l’ultima Premier League e a raggiungere la finale della scorsa Champions. Gli inglesi hanno più occasioni e nella ripresa aumentano progressivamente la pressione, ma per buona parte della gara trovano un Napoli organizzato e disposto al sacrificio. È proprio questo l’aspetto che Allegri sceglie di mettere maggiormente in evidenza nel dopogara.
La squadra, secondo l’allenatore, è cresciuta soprattutto nella capacità di difendersi nei momenti di difficoltà. Un miglioramento importante dopo quanto accaduto nelle precedenti sconfitte contro Como e Inter, nelle quali gli azzurri avevano pagato a caro prezzo alcuni passaggi a vuoto. Il problema, questa volta, si sposta dall’altra parte del campo.
Il Napoli riesce in diverse circostanze a superare la prima pressione dell’Arsenal e ad aprirsi spazi interessanti, soprattutto nel primo tempo, ma troppo spesso sbaglia la decisione decisiva. Un controllo in più, un passaggio indirizzato dalla parte sbagliata, una ripartenza gestita con poca lucidità: piccoli errori che contro una squadra di questo livello finiscono per diventare determinanti. «Abbiamo sbagliato molto nelle ultime scelte di passaggio e potevamo assolutamente fare meglio», è il rammarico espresso da Allegri.
Dopo un primo tempo combattuto, nella ripresa il peso dell’Arsenal aumenta. Il Napoli perde progressivamente brillantezza e gli inglesi riescono ad alzare il ritmo, costringendo gli azzurri a difendere più vicini alla propria area. È in questa fase che arriva l’episodio decisivo. Al 75’ Ødegaard trova lo spazio per colpire e batte la difesa azzurra, trasformando la pressione dei Gunners nel gol dello 0-1.
Il Napoli prova comunque a restare dentro la partita. Nel finale arriva anche una buona opportunità con Kevin De Bruyne, ma il pareggio non si concretizza. Al triplice fischio resta così un’altra sconfitta, la terza consecutiva, anche se maturata in maniera diversa rispetto alle precedenti.
Ed è proprio su questa differenza che Allegri prova a costruire la ripartenza. Il tecnico non cerca alibi. Una buona prestazione, quando non produce punti, non può essere sufficiente. Allegri si dice arrabbiato soprattutto perché il Napoli continua a perdere, ma allo stesso tempo invita l’ambiente a non trasformare un momento difficile in una crisi già definitiva.
La sua analisi parte da una distinzione: il risultato è negativo e va accettato, la prestazione contiene invece elementi sui quali continuare a lavorare. In particolare, rispetto alle gare con Como e Inter, Allegri ha apprezzato la capacità della squadra di restare compatta quando l’Arsenal ha preso il controllo del gioco. «Se avessimo difeso in certi momenti come abbiamo fatto stasera, magari non avremmo perso né contro il Como né contro l’Inter», ha osservato il tecnico.
Resta invece da correggere la gestione del pallone. Il Napoli deve diventare più preciso e meno frenetico quando riesce a recuperarlo, soprattutto perché contro avversari di questo livello le possibilità concesse sono inevitabilmente poche. Tra le indicazioni tattiche della serata c’è anche la contemporanea presenza di Billy Gilmour e Stanislav Lobotka nella zona centrale del campo.
Una scelta che ha garantito maggiore qualità nella costruzione e più possibilità di uscire dal pressing dell’Arsenal. Il rovescio della medaglia, come spiegato dallo stesso Allegri, riguarda la minore presenza negli inserimenti senza palla.
Ma il giudizio sui due centrocampisti resta positivo. Interessanti anche i minuti di Costantino Favasuli e Antonio Vergara, giovani chiamati ad accumulare esperienza in una serata europea di altissimo livello. Per Favasuli, arrivato in estate dal Catanzaro dopo aver giocato la scorsa stagione in Serie B, quella contro l’Arsenal è stata anche la serata del debutto in Champions League.
Segnali utili per una squadra che, tra infortuni e condizione ancora da completare, ha bisogno di allargare le proprie rotazioni. Alla sconfitta si aggiungono infatti i problemi fisici.
Alex Meret è stato costretto a lasciare il posto a Vanja Milinkovic-Savic all’intervallo dopo aver accusato un problema agli adduttori. Le sue condizioni dovranno essere valutate nelle prossime ore.
Maggiore preoccupazione riguarda Alisson Santos, fermatosi nella ripresa per un problema muscolare. Le prime sensazioni non sembrano incoraggianti e Allegri ha fatto capire che l’attaccante potrebbe rimanere fuori per qualche tempo. Un’altra complicazione per un Napoli che sta già facendo i conti con diverse assenze e con giocatori non ancora al massimo della condizione.
Fuori dalla partita anche Noa Lang, ma per motivi differenti: prima del match il club aveva chiarito che l’olandese era stato mandato in tribuna dopo un comportamento ritenuto non idoneo durante l’allenamento. Il giocatore si è poi scusato e il caso è stato considerato chiuso.
La Champions può aspettare. Nella testa di Allegri adesso c’è soprattutto il campionato. Il prossimo avversario sarà il Bologna e per il Napoli la partita assume già un peso importante. Non soltanto per interrompere la serie di tre sconfitte consecutive, ma anche per ritrovare quella vittoria al Maradona che ancora manca in questo avvio di stagione.
Allegri continua a predicare equilibrio. La condizione fisica deve crescere, alcuni elementi devono ritrovare continuità e i più giovani hanno bisogno di tempo per inserirsi definitivamente. Ma il calendario non concede molte pause.
Contro l’Arsenal il Napoli ha dimostrato di poter soffrire senza disunirsi. Non è bastato per conquistare punti, ma può essere una base da cui ripartire. Ora, però, alla crescita nelle prestazioni devono seguire i risultati. Perché dopo tre sconfitte consecutive il confine tra fiducia e pressione comincia inevitabilmente ad assottigliarsi. E contro il Bologna il Napoli avrà una sola maniera davvero efficace per allontanare le ombre: tornare a vincere.
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