Attualita'

LOVE AND INTEGRATION

Napoli, 17 Febbraio – Rientrare a casa per la pausa prandiale è, secondo alcuni, pura follia: gli amici intimi sogliono chiedermi quale sia la ragione che mi spinge a muovermi avanti e indietro col metrò (il cui servizio, si badi, è tutt’altro che affidabile) anziché trattenermi dalle parti dello Studio.

Ai loro insistenti quesiti replico sovente che, complici anche talune indisposizioni fisiche – lievi, per fortuna –  che, ohimè, mi han colpito durante il mio ultimo soggiorno Londinese, preferisco, per così dire, “staccar la spina” per qualche oretta, in modo da poter recuperare le energie necessarie a svolgere il mio lavoro a regola d’arte: a nessuno, infatti, garberebbe esser assistito da un individuo che dorme all’impiedi!

Durante il tragitto a piedi verso la stazione di Piazza Amedeo mi capita spesso di incontrare dei ragazzi, la cui maggioranza proviene dall’Africa, i quali, non avendo ancora trovato una sistemazione lavorativa adeguata alle loro esigenze, si danno da fare per tener pulite le strade di Napoli.

Gli apologeti delle fazioni politiche sovraniste (rectius: estremiste, se non addirittura sovversive), ovviamente, borbottano o mormorano, perché a loro avviso si dovrebbe dar lavoro agli “Italiani”; nel fare queste considerazioni, però, questi soggetti non tengono in debita considerazione che l’Italiano apparentemente “bisognoso” non vorrà mai spezzarsi la schiena per il benessere dei Concittadini, preferendo piuttosto rilassarsi sul proprio sofà e passar le ore a fissare un TV 4K (magari acquistato con il Reddito di Cittadinanza), importunare le persone cercando di propinar loro cravatte scadenti, celate sotto le fattezze di una “Marinella”, o finanche sfrecciare in motorino con l’intento di scippar borse. 

Egregi Lettori, sia chiaro una volta per tutte che, contrariamente al tenore delle corbellerie che trapelano, l’immigrato – specie se desideroso di integrarsi – costituisce un’autentica risorsa per il Paese, non solo per quel che attiene alla forza-lavoro, ma anche sotto il profilo umano.

Questo assunto non è frutto della mia pura invenzione: da secoli, infatti, i paesi “melting pot” funzionano decisamente meglio rispetto ai luoghi abitati dai soli appartenenti alla popolazione autoctona.

Non va trascurato, però, che l’integrazione non dipende soltanto da chi cerca rifugio nel nostro Paese: affinché un processo siffatto possa giungere a conclusione è d’uopo adottare politiche inclusive, tese a favorire la piena partecipazione del migrante al progresso nazionale. Purtroppo, però, pare che i Cittadini e le Autorità non abbiano compreso appieno il reale significato di questa esigenza a mio dire umanitaria: ecco perché son tornati di moda i capri espiatori, proprio come ai tempi del Ventennio.

M’auguro soltanto che il popolo non cada in trappola, altrimenti……stamm punt e accap (It.: “rischiamo di dar luogo ai medesimi eventi catastrofici occorsi negli anni addietro”).

Adriano Spagnuolo Vigorita 


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