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Covid-19 e la corsa al digitale: dalla PA alla scuola passando per le imprese. Ecco l’Italia che si trasforma

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“I prossimi due anni decisivi per imprimere un’accelerazione al processo di digitalizzazione del Paese”, così le parole di Marco Gay, presidente di Anitec-Assiform

Napoli, 4 Marzo – L’uragano Covid-19 continua la sua corsa alimentandosi dei venti provenienti da nord e sud-ovest. Ingenti i danni lasciati dalla sua scia, danni che il Governo, il Parlamento e le istituzioni tutte, Servizio Sanitario Nazionale in primis, stanno cercando di arginare e controllare il più possibile.

In uno scenario così delineato, abbiamo reso il vivere nell’incertezza una nuova certezza, affidandoci alle nuove tecnologie digitali: smart-working, scuola a distanza, acquisti online, dematerializzazione dei processi, eventi in streaming, remotizzazione dei processi produttivi.

Viviamo settimana dopo settimana cambiamenti che erano stati previsti in decadi e che contribuiscono a cambiare l’individuo nelle sue diverse accezioni (cittadino, cliente, consumatore): cambiano le sue abitudini, come compra, come si informa, come si diverte, cambia il mix fisico-digitale nelle attività quotidiane, mentre la piramide dei bisogni ridefinisce le priorità in un nuovo universo della domanda a cui le aziende rispondono con nuovi servizi e soluzioni sempre più innovative e digitali per mantenere la competitività sul mercato.

La Anitec – Assinform – Associazione Italiana per l’Information and Communication Techonology, associazione riferimento per le aziende italiane dell’high-tech di ogni dimensione e specializzazione – ha pubblicato un rapporto sul processo di digitalizzazione del paese, come strategia di rilancio del Paese.

Secondo le dichiarazioni del presidente dell’associazione Marco Gay:“La digitalizzazione è la scelta più efficace e sostenibile per superare le difficoltà e ripartire. I segnali che vengono dal mercato ora ci dicono che è nelle aspettative. Serve ora la determinazione e un approccio di sistema per passare dalle dichiarazioni alle azioni e sfruttare tutto il supporto dell’Europa”.

D’altronde oggi come oggi il processo di digitalizzazione appare inattuato nelle sue vere potenzialità, nella capacità, cioè, non tanto di tradurre semplicemente in digitale ciò che era fisico, ma di trasformare i processi, il modo di pensare il lavoro e la produzione, i servizi sanitari, la produzione e l’erogazione dei servizi pubblici. Una trasformazione digitale che si nutra di intelligenza artificiale, di big data, di cloud, di internet of things e machine learning.

Il recovery plan e l’intera architettura europea di policy e azioni contenuta nel Next Generation EU colgono l’urgenza di tradurre le intenzioni e le aspettative in progetti concreti e in azioni. Ad attenderci vi è una traversata difficile e in acque tutt’altro che serene ma è indispensabile ora più che mai cominciare a formare i cittadini e a fare la differenza.

Nel primo semestre del 2020, nel pieno della prima ondata pandemica, il mercato digitale italiano ha limitato il calo al 2,9% rispetto al primo semestre del 2019. Quasi tutti i comparti hanno avuto una flessione dei ricavi, ma di gran lunga inferiore al resto dell’economia.  Ciò va a conferma della percezione del fabbisogno di digitalizzazione e del ruolo trainante che stanno avendo le tecnologie più innovative, i Digital Enabler, che comprendono, Cloud, Intelligenza Artificiale, Mobile Computing, Big data, IoT, Blockchain, Cybersecurity e altro ancora. Anche se complessivamente il mercato digitale ha sofferto gli effetti di una crisi esogena, che ha indotto a rinviare progetti considerati non strategici o mission critical, alcune componenti del mercato hanno fatto registrare una crescita importante, tra cui in particolare: i servizi Cloud, la Cybersecurity, gli strumenti di collaboration e unified communication, i personal computer e i tablet.

Nel primo semestre del 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019, in ambito di Home & Office Device, il mercato degli apparecchi TV ha registrato una flessione del 17,8% a causa delle chiusure forzate dei negozi e di una crisi che ha pesato sui consumi delle famiglie. Il segmento degli smart set-top-box è cresciuto del +15,7%, fornendo alle TV installate nelle abitazioni la possibilità di vedere le programmazioni televisive e cinematografiche in streaming.

L’isolamento domiciliare di milioni di persone ha inoltre spinto la domanda di console fisse per videogiochi (+17,2%) e anche di PC desktop (+8,6%), acquistati anche di primo acquisto.

Il mercato dei Personal e Mobile Device ha registrato una contrazione del -3,1%, trainata dal decremento del mercato degli smartphone (-14,5%) a causa della chiusura forzata dei punti vendita di elettronica e degli operatori di telecomunicazioni.

Viceversa, il mercato dei PC laptop ha fatto registrare un’impennata delle vendite (+23,1%) dovuta non solo alla domanda consumer, ma anche agli acquisti delle aziende per dotare il personale di strumenti per lo smart-working, e così anche il mercato dei tablet spinto dalla didattica a distanza. Bene anche il mercato dei lettori e-reader (+8,1%) e buona tenuta per quello dei Wearable (+2,3%), sostenuto dalle tecnologie indossabili per il fitness.

Il mercato complessivo dei Contenuti e della Pubblicità Digitale, nel primo semestre del 2020, è cresciuto del 2,6%, trainato dai comparti nelle News Online (+8,6%), del Gaming (+5,2%) e del Mobile Entertainment (+11,2%), stimolati dalla maggior domanda nel periodo del lockdown. Al contrario, hanno subito una netta flessione gli investimenti in Digital Advertising (-13,5%), a causa delle minori capacità di spesa delle aziende.

I diversi settori economici del mercato digitale sembra abbiano risposto in maniera leggermente differente alle difficoltà economiche dell’anno 2019-2020.

Il calo del mercato digitale nel primo semestre 2020 è risultato meno marcato per la componente Consumer (-1,7%), mentre quella Business ha evidenziato un calo con andamenti differenziati nei diversi settori. Per alcuni gli effetti della crisi sanitaria si sono tradotti in una forte contrazione della spesa e degli investimenti digitali: Industria (-7,5%), Distribuzione e Servizi (-9,2%) e Travel & Transportation (-8%).

Nell’Industria, il peggioramento delle performance conseguente all’arrivo della pandemia Covid-19 è stato consistente. In base ai dati Istat, nei primi due trimestri del 2020, l’indice della produzione industriale ha registrato cali rispettivamente dell’11,1% e del 25,6%, con punte nella produzione di beni di consumo durevoli, beni strumentali e beni intermedi.

Il blocco delle attività produttive, con conseguente impatto sul fatturato, ha visto le imprese intervenire sui costi, con tagli della spesa in tutti gli ambiti, compresi gli investimenti in digitale. Tuttavia, se l’avvento della pandemia ha un merito, e vogliamo trovarlo, è stato proprio quello di far comprendere alle aziende le potenzialità dell’IoT, dell’automazione e il controllo dei processi produttivi.

Anche il settore della Distribuzione è stato prepotentemente colpito dalla crisi. In base alle rilevazioni Istat, le vendite al dettaglio sono calate in valore del 5,8% nel primo trimestre e del 7,9% nel secondo trimestre. Sono gli esercizi commerciali di piccole dimensioni (e in particolare i segmenti diversi dall’alimentare e dai beni di largo consumo) ad aver sofferto di più: rispetto a giugno 2019, il valore delle vendite al dettaglio è infatti diminuito dell’1,8% per la grande distribuzione e del 6,4% per le imprese operanti su piccole superfici. In questo scenario, caratterizzato anche dalle restrizioni all’apertura e all’entrata nei punti di vendita fisici, spicca l’andamento in netta controtendenza dell’e-commerce che, a giugno 2020 ha mostrato un balzo delle vendite, di oltre il 50% rispetto a giugno 2019. Sebbene anche qui abbia avuto la meglio un drastico taglio dei costi, non si sono rimandati investimenti digitali legati all’urgenza di sviluppare il canale e-commerce e di intervenire sui processi di logistica e magazzino, per venire incontro a una maggiore domanda di acquisti online, oltre alla necessità di ingaggiare clienti da remoto con offerte di promozioni via mobile app, l’adozione di modelli di home delivery o click and collect.

Il settore di Travel & Transportation ha anch’esso subito gravi perdite, conseguenza del calo della produzione, dei consumi e dell’export. Ad aver subito perdite consistenti è stato il comparto del trasporto delle persone, soprattutto in ambito turistico. Il danno prodotto dal Covid all’industria turistica è stato quantificato (nel semestre) in circa 7,7 miliardi di euro e il dato è destinato ad aumentare nell’anno.

L’emergenza sanitaria ha accelerato l’adozione di soluzioni orientate verso la didattica a distanza nelle scuole e università, con uno stanziamento del MIUR di 30 milioni di euro; allo stesso tempo, tutti gli enti pubblici, grazie ai decreti emanati dal Governo, hanno fatto ricorso al modello remote working a vantaggio del distanziamento sociale, con investimenti in infrastrutture, software di collaborazione, soluzioni SaaS, nonché in servizi di endpoint security per proteggere le postazioni di lavoro in modo efficace.

Sono i Digital Enabler ad aver agevolato la trasformazione digitale tutt’ora in corso nel nostro Paese. Si tratta di tecnologie che in misura più o meno importante contribuiscono ad affrontare la sfida della trasformazione digitale. Parliamo di Cluod Computing e Intelligenza Artificiale.

Nel primo semestre 2020, il mercato del Cloud Computing ha registrato un incremento del 14,9% rispetto allo stesso semestre del 2019. Sempre più aziende si stanno rendendo conto che i servizi Cloud svolgono un ruolo fondamentale per garantire resilienza e continuità operativa: sono questi gli strumenti che consentono ai dipendenti di lavorare in remoto.

Agli investimenti in Cloud si sono affiancati quelli in Cybersecurity per tutelare i dati presenti sul Cloud e proteggere il lavoro da remoto (protezione degli endpoint e delle identità).

Anche l’Artificial Intelligence ha mantenuto un trend positivo (+11,9%). In particolare, i progetti si sono concentrati nell’ambito Health, nelle attività volte al contenimento della circolazione della popolazione, nella previsione dell’evoluzione dei dati, nella lotta alle fake news, con un progetto di intelligenza artificiale con l’obiettivo di fare chiarezza intorno alle questioni di carattere medico e scientifico e di controllare la veridicità delle notizie sulla pandemia veicolati dalla rete e dai principali mezzi di comunicazione.

Grazie ai progetti di trasformazione digitale del Paese, previsti dai finanziamenti pubblici e privati, si prevede inoltre una crescita del mercato digitale nei prossimi due anni tanto maggiore quanto maggiore sarà stato il decremento avuto nel 2020: nel 2021 una crescita complessiva del 3,4%, a 72.955 milioni di euro, un miliardo in più rispetto al 2019 (anno precedente l’emergenza sanitaria); per il 2022 la previsione è di una conferma della crescita (+3,3%), con un mercato a oltre 75 miliardi di euro.

Nel 2021, si prevede una ripresa degli acquisti nei segmenti degli apparecchi TV (+4,3%) per quanto concerne il consumer, dei server midrange (+6,7%) e X86 (+4,8%) e delle stampanti (+5,1%) nel segmento business. Sono previsti andamenti positivi anche nei segmenti dei sistemi di comunicazione (+4,5%) e dei sistemi specializzati (+4,7%). Per quanto riguarda i device mobili, è prevista, sempre nel 2021, una ripresa per gli smartphone (+5%) e una sostanziale conferma della crescita di PC laptop (+9,5%) e tablet (+7%).

Nel 2021 continuerà la crescita (+22,1%) dei Servizi ICT e dei servizi di Cloud Computing, per la loro centralità nei progetti di Digital transformation delle imprese e delle istituzioni. Buona ripresa i servizi di Consulenza ICT (+5,0%). 

Il processo di digitalizzazione del Paese rientra nei progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). “Il Piano, che dovrà essere predisposto dal nostro Paese entro il 30 Aprile per accedere ai fondi di Next Generation EU (NGEU), consentirà di mobilitare risorse per circa 209 miliardi di euro, da destinare a investimenti per la modernizzazione e la crescita strutturale dell’economia del Paese. La decisione assunta dai Governi dell’Unione è quella di destinare almeno il 30% delle risorse del Recovery Fund alle iniziative per la digitalizzazione.

Anzi gli interventi previsti riguardano:

  • La digitalizzazione della PA e lo sviluppo delle infrastrutture e servizi del Paese (datacenter e Cloud);
  • L’identità digitale unica per cittadini e imprese;
  • Il completamento della rete nazionale di telecomunicazione in fibra ottica;
  • Lo sviluppo delle reti in 5G;
  • L’innovazione e la digitalizzazione delle filiere strategiche (agroalimentare, industriale e turistica);
  • La digitalizzazione del patrimonio culturale;
  • Il superamento del Digital Divide.

“Ci troviamo di fronte a un’occasione unica per fare quel cambio di passo che è alla base della fiducia di investire da parte delle imprese di tutti i settori e nello stesso comparto ICT in Italia. È urgente dotarsi di una politica digitale all’altezza delle sfide e attuarla con approccio di sistema, con iniziative, obiettivi e risultati condivisi e proseguiti con obiettivo coordinato da tutti i soggetti rilevanti. Pubblici e privati”, queste le parole che il presidente di Anitec-Assinform ha riservato per la conferenza stampa.

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