Alfonso Ferraioli e la cultura del dono: un’eredità di vita, solidarietà e speranza

Napoli, 10 Settembre – Ci hai lasciati all’improvviso, con il cuore pieno di sbigottimento e un dolore sordo, difficile da decifrare. Te ne sei andato così, Alfonso, lasciando un vuoto immenso ma anche un’eredità di Luce e Speranza che niente e nessuno potrà mai cancellare.

Sei stato un uomo dalla forza prorompente, una di quelle anime rare che non si tirano indietro di fronte alle battaglie più dure. Da trapiantato, hai vissuto sulla tua pelle il miracolo della rinascita e hai scelto di fare di quel dono una missione profonda: trasformare la tua esperienza personale in un abbraccio collettivo, facendoti testimone in prima persona della causa della donazione di organi, sangue e midollo.

Intorno a te hai saputo creare una rete straordinaria di persone, amici e volontari. Insieme a loro hai portato questo messaggio di vita ovunque fosse possibile seminare consapevolezza: Attraverso il teatro: trasformando le emozioni del palcoscenico in preziosi strumenti di sensibilizzazione. Nelle scuole: incontrando i ragazzi per insegnare loro che la solidarietà è una scelta di vita. Nelle piazze e nelle sale: con il concorso letterario “Il Dono per la Vita” nato per dare voce a storie di rinascita e di speranza.

Un’ulteriore e intensa testimonianza di questo percorso è rappresentata dal tuo ultimo libro, “In viaggio tra le stelle”, un’opera straordinaria che raccoglie toccanti storie incentrate sul valore della donazione degli organi. Nel testo trasformi il dolore della perdita in una profonda speranza di rinascita, promuovendo con passione la cultura del dono e mostrando come un gesto d’altruismo possa salvare e migliorare altre vite, creando un ponte indissolubile di solidarietà umana.

Ricordo ancora nitidamente il mio primo incontro con te, durante una serata travolgente, carica di emozioni forti e autentiche: era la premiazione per un Premio Letterario Speciale legato proprio al concorso “Il Dono per la Vita”. A premiarmi quel 2 settembre del 2023, fu il tuo caro amico Felice Peluso, Presidente del gruppo locale AIDO per l’area di Nola-Cimitile, da sempre impegnato in campagne di sensibilizzazione, oltre che autore (tra cui del romanzo “Spalle al muro e una vita davanti”) e organizzatore di rassegne culturali. La vostra empatia nasceva proprio da questa condivisione profonda del valore della donazione.

Ascoltare in quell’occasione le tante testimonianze di chi, come te, ha ricevuto il meraviglioso dono di un organo per poter tornare a respirare il futuro, mi ha indotto a riflessioni profonde che porto dentro ancora oggi.

Nei tuoi libri e nelle tue parole c’è la quintessenza del tuo essere: “Donare è un atto d’amore. Chi dona, dona la vita. Io dono. Io sono vivo e vivo i miei giorni in una nuova dimensione. Chi salva una vita, salva il mondo intero.”

Sei sempre stato in prima linea, Alfonso. Oggi che il tuo viaggio terreno si è fermato, ci resta il tuo esempio radioso. Ti chiediamo solo una cosa: continua a darci la forza di portare avanti il tuo operato, con la stessa passione e lo stesso sorriso con cui hai contagiato tutti noi.

Ti avrei rivisto con immenso piacere il 26 settembre per la giornata di premiazione, per parlare ancora una volta di ciò che ti stava a cuore. Tu stesso, a giugno, mi avevi sollecitato di nuovo a divulgare il concorso, nei suoi ultimi giorni utili per partecipare. Divulgare la cultura della donazione degli organi è fondamentale; c’erano ancora tanti progetti e sogni, ma noi, in tuo nome, proseguiremo questo cammino insieme a Felice Peluso.

Eri presente il 17 giugno al Premio Cimitile per “Dona un verso, salva una vita”, concorso di poesia e racconti brevi nato per sensibilizzare i giovani sul tema del dono della vita e della donazione degli organi, dove sono stati premiati i giovani studenti. Ti abbiamo rivisto con immenso piacere e dicevi che non potevi mancare all’appello, sapendo che il 26 settembre Felice avrebbe ricambiato la presenza. Buon viaggio, Alfonso. Il tuo Dono continua a vivere in ciascuno di noi.

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Adelina Mauro
“Sono un'insegnante e amo profondamente il mio lavoro. Due cose segnano la mia vita: Famiglia e Scuola. Credo nella bontà, nell’umiltà, nell’amore per il prossimo. Questi gli stimoli del mio impegno quotidiano affinché la vita sia veramente degna di essere vissuta. Amo leggere, viaggiare e preferisco scrivere”.