Presentato il libro “Pomigliano d’Arco: cinquecento anni di tradizioni popolari pomiglianesi” di Marco Melito durante il festival che ha ospitato Baricco e Welsh
Casalnuovo, 10 Settembre – È terminata domenica 6 settembre la sesta edizione del Flip, festival della letteratura indipendente nato a Pomigliano d’Arco e costretto a trasferirsi, quest’anno, nel vicino comune di Casalnuovo, a seguito di un aut aut del sindaco pomiglianese, che aveva richiesto l’estromissione di uno degli organizzatori. Quattro giorni, al Palazzo Salerno – Lancellotti, di libri, presentazioni, incontri con gli autori, musica e tanto altro ancora, per adulti e ragazzi. Tra gli ospiti, Alessandro Baricco e lo scrittore Irvine Welsh, autore del celebre “Trainspotting”.
L’apertura della manifestazione, giovedì 3, è stata affidata a Marco Melito, autore di “Pomigliano d’Arco: cinquecento anni di tradizioni popolari pomiglianesi”, un volume in cui si raccontano, come si può intuire, le tradizioni popolari contadine e artigiane di Pomigliano d’Arco e dei comuni limitrofi. Al panel di presentazione, insieme all’autore, Mario Visone, docente e neo-consigliere comunale di Casalnuovo, e Francesco Di Bella, frontman dei 24 Grana.
A precedere la presentazione, l’associazione culturale ‘A Sunagliera, di cui Melito è vice presidente e che da oltre venticinque anni si occupa di tutela e diffusione delle tradizioni popolari del territorio, ha promosso un medley di canzoni, i cui testi sono inseriti all’interno del volume.
«Questa apertura musicale» spiega l’autore, «rappresenta un viaggio lungo l’intero anno, da gennaio a dicembre, nelle tradizioni popolari pomiglianesi. Si parte da Sant’Antuono e si termina con la ‘Nferta, il canto propiziatorio dell’ultimo giorno dell’anno. Il libro segue la stessa struttura, soffermandosi sulle origini di tutte le tradizioni e sui significati e gli insegnamenti che, ancora oggi, nascondono e offrono agli altri».
È interessante soffermarsi sul sottotitolo scelto: “Un patrimonio nelle mani dei giovani”. Proprio su questo aspetto, si sono soffermati Mario Visone e Marco Melito, durante il panel di presentazione.
«Si tratta di un vero e proprio patrimonio» ha spiegato anche in questo caso l’autore, «che, per quanto immateriale, continua ad avere un valore enorme, sia per quanto ancora oggi riesce ad insegnarci, sia perché rappresenta la cultura di un popolo, con un suo dialetto e relative regole grammaticali, un suo periodo e contesto storico, una sua sorta di morale. I più giovani, con le nuove tecnologie, le nuove forme di conoscenza e diffusione, hanno la responsabilità di custodire questo patrimonio ereditato e diffonderlo più di quanto si sia fatto fino ad ora».
In questa direzione, “Pomigliano d’Arco: cinquecento anni di tradizioni popolari”, edito da Wojtek Edizioni, è già un enorme passo avanti: nonostante la grande tradizione popolare pomiglianese, si tratta del primo libro che riporta e analizza tutte le tradizioni popolari del territorio. Altri volumi precedenti si sono concentrati solo su alcune di esse, come il Carnevale Popolare pomiglianese che, nonostante la sua storicità e la sua grandezza, solo di recente, e solo grazie al lavoro dello stesso Melito e dell’associazione ‘A Sunagliera, è stato riconosciuto ufficialmente come patrimonio immateriale della Regione Campania, secondo la normativa Unesco.
«Da che ho memoria» ricorda Marco, «il Carnevale Popolare pomiglianese è stato tenuto in vita dall’associazione di cui faccio parte. Il testo della Canzone di Zeza, parte principale del festeggiamento, è stato recuperato da Giovanni Sgammato, fondatore dell’associazione. Così come alcuni testi degli Antichi Mestieri sono stati scritti di suo pugno, in base a riscontri, ricordi e ricostruzioni. Quando, lo scorso dicembre, la Regione Campania ci ha informati del riconoscimento, la nostra emozione è stata enorme. Doveva essere un riconoscimento e una soddisfazione per l’intera città, ma evidentemente l’attuale amministrazione comunale la pensa diversamente. Neanche un “grazie” per il vanto portato alla nostra comunità. Ci sono, inoltre, stati tentativi di estrometterci dalle celebrazioni del Carnevale di quest’anno, dopo aver ottenuto il riconoscimento, e questo non fa che dimostrare la completa ignoranza e il bassissimo valore che l’amministrazione pomiglianese ha per le sue tradizioni e per chi, con sacrificio, le mantiene in vita».
Nonostante i bocconi amari, la presentazione del primo libro di Marco Melito ha attirato un gran numero di curiosi e appassionati, rimasti sorpresi anche da un secondo momento musicale durante il quale Marco e l’associazione ‘A Sunagliera, ai quali si è aggiunto lo stesso Francesco Di Bella, hanno ricordato Giovanni Sgammato e Marcello Colasurdo, tra i principali protagonisti delle tradizioni popolari pomiglianesi e maestri per l’autore: un emozionante “Rosario d’ ‘o curtile” seguito dal brano “A Suffragio”, due preghiere popolari che le donne recitavano nei cortili e nelle masserie. Con la fine del Flip, il volume può essere acquistato presso la libreria Wojtek in piazza Leone a Pomigliano d’Arco.
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