La scrittrice e giornalista di Palma Campania conquista il terzo posto nella sezione racconti con “Un fiume di ricordi”, opera intensa che intreccia Alzheimer, guerra e memoria. A Palazzo Pisapia quaranta autori per una giornata dedicata alla poesia, alla narrativa e alla condivisione della parola.
Gesualdo, 13 Settembre – Nel cuore dell’Irpinia, Gesualdo conserva un legame profondo con l’arte, la memoria e la storia. Tra le strade del borgo e l’imponente castello legato alla figura del “Principe dei Musici”, poesia e narrativa hanno trovato ancora una volta una cornice capace di amplificarne suggestioni ed emozioni, trasformando l’incontro tra autori in un dialogo ideale tra passato e presente.
È in questa atmosfera, sospesa tra storia, bellezza e suggestione, che sabato 12 settembre si è svolta la settima edizione del Concorso di Poesia e Racconti dedicato a Carlo Gesualdo, appuntamento ideato e diretto dal giornalista Francesco Aufiero con il patrocinio dell’Amministrazione comunale.
A fare da cornice alla cerimonia è stato Palazzo Pisapia, nel cuore del centro storico e ai piedi del maestoso castello legato alla figura di Carlo Gesualdo. Un luogo particolarmente evocativo per accogliere circa quaranta poeti e scrittori finalisti, provenienti dalla Campania e da altri territori, riuniti non soltanto per contendersi un riconoscimento, ma soprattutto per condividere esperienze, sensibilità e quella comune necessità di affidare alla parola ciò che spesso è difficile esprimere diversamente.
Tra i protagonisti della giornata si è distinta la scrittrice e giornalista di Palma Campania Adelina Mauro, che ha conquistato il terzo posto nella sezione racconti con “Un fiume di ricordi”, un testo costruito intorno a due temi delicati e dolorosamente attuali: l’Alzheimer e la guerra. Due forme diverse di perdita, due ferite che nel racconto si incontrano attraverso il filo della memoria: quella che lentamente sfugge alla mente e quella che la storia, al contrario, impone di custodire.
L’opera ha ottenuto l’apprezzamento della giuria e ha suscitato una forte partecipazione emotiva anche durante la lettura, confermando la capacità dell’autrice di affrontare argomenti complessi attraverso una scrittura attenta alla dimensione umana prima ancora che narrativa.
Per Adelina Mauro, inoltre, quello con Gesualdo è un rapporto che va oltre il singolo riconoscimento. La scrittrice è già stata premiata in passato nel borgo irpino e il ritorno in questi luoghi conserva per lei il sapore di un appuntamento particolarmente sentito. «Ogni qualvolta torno a Gesualdo riscopro con meraviglia nuove bellezze e scorci incantevoli. Ricevere un premio in questo luogo speciale è sempre una gioia immensa, sia esso una Menzione o un podio, anche perché per me non è la prima volta che vengo premiata in questo splendido borgo», racconta Mauro.
Un risultato che l’autrice ha accolto con sorpresa e gratitudine. «Questo terzo posto nella sezione racconti con “Un fiume di ricordi” mi ha lasciata felicemente sorpresa: già far parte dei finalisti rappresenta per me una grande vittoria. Sono davvero contenta che la giuria abbia apprezzato l’opera e che i giurati mi abbiano elogiato personalmente per le emozioni provate durante la lettura».
Ma nelle sue parole emerge soprattutto una concezione della scrittura che supera classifiche e premi. «Il vero valore di questi concorsi risiede proprio nella condivisione della parola e nell’incontro con autori che vivono la mia stessa passione. Continuare a scrivere per me è un punto fermo: la scrittura è terapia, è cultura». Ed è forse proprio questa la chiave più autentica per leggere il successo di “Un fiume di ricordi”. «Ho voluto affrontare una tematica attuale e delicata come quella dell’Alzheimer intrecciata alla guerra, strutturandola in una forma intensa e significativa. È stato un testo che ha saputo davvero toccare il cuore di chi lo ha ascoltato», conclude Adelina Mauro.
Il tema della memoria, del resto, ha attraversato idealmente l’intera manifestazione. Particolarmente intenso è stato l’intervento di apertura dell’ingegnere Michele Zarrella, che ha accolto i presenti richiamando una riflessione attribuita al poeta francese Paul Valéry: «Quel che rimane di un uomo sono i sogni che leghiamo al suo nome».
Un pensiero diventato occasione per riflettere sul valore dell’arte e della creatività. Poeti e narratori, ha sottolineato Zarrella, sono innanzitutto sognatori, ricordando come poesia, letteratura, pittura, musica e ricerca non rappresentino attività marginali dell’esistenza, ma appartengano alla sua parte più profondamente umana.
Scrivere, in questa prospettiva, significa anche trasferire sulla carta qualcosa che preme dentro di noi, liberarlo e, nello stesso momento, consegnarlo agli altri. È una visione che restituisce al concorso di Gesualdo il suo significato più autentico: non semplicemente individuare vincitori, ma creare, anno dopo anno, uno spazio nel quale le persone possano incontrarsi attraverso le storie e le parole.
A valutare i lavori in gara è stata una commissione composta dallo stesso Michele Zarrella, dal preside Carmine Caloia, dal dottor Tancredi Di Cecilia e dalla professoressa Rosa Mannetta. La qualità complessiva delle opere ha reso particolarmente impegnativo il lavoro della giuria, tanto da portare all’istituzione di uno specifico Premio della Giuria, destinato a riconoscere ulteriori lavori ritenuti meritevoli.
Nella sezione racconti, alle spalle della vincitrice Stefania Andreottola Coppola, prima classificata con “Pane per lo scazzamauriello”, si è piazzata Stefania Zollo con “Le noccioline”, mentre Adelina Mauro ha completato il podio con “Un fiume di ricordi”.
Per la poesia, il primo premio è stato assegnato a Tiziana Coppola con “Inverno improvviso”. Al secondo posto Clarice Spadea con “Reimparare”, mentre il terzo posto ex aequo è andato ad Agostina Spagnuolo, con “Al Principe Carlo Gesualdo”, e Andrea Pinto, con “Trenta denari”.
Il Premio della Giuria ha inoltre riconosciuto le opere di Michele Vespasiano con “Spatriati”, Oriana Petruzzo con “Gesualdo”, Pietro Rizzo con “Vecchi”, Ettore Cogliani con “La pazienza nel buio”, Sandra Caruso con “Voglio” e Giuseppe Caracciolo con il racconto “Aurelio l’Hirpinus”.
A rendere ancora più suggestiva la giornata è stato il paese stesso. Gesualdo si è offerto ai partecipanti con i suoi vicoli in pietra, i palazzi gentilizi, l’imponente profilo del Castello longobardo-rinascimentale, Palazzo Pisapia e la Fontana di Piazza Umberto I, recentemente restaurata.
Dalle alture del borgo lo sguardo si apre sui paesaggi della Valle del Fredane, mentre il centro storico continua a custodire le tracce di una vicenda culturale che ha reso il nome di Carlo Gesualdo celebre ben oltre i confini dell’Irpinia.
Il “Principe dei Musici”, compositore capace di spingere il madrigale verso soluzioni di sorprendente modernità, diventa così molto più del personaggio al quale il concorso è intitolato. La sua presenza sembra accompagnare idealmente una manifestazione che continua a interrogarsi sul rapporto tra arte, inquietudine, tempo e memoria.
Perché anche poesia e racconto, in fondo, sono esercizi contro l’oblio. Scrivere significa trattenere qualcosa prima che scompaia, affidare un volto, un dolore, una gioia o una storia alla possibilità di essere ricordati da qualcun altro. E proprio un racconto come quello di Adelina Mauro, nel quale la memoria individuale minacciata dall’Alzheimer incontra la memoria collettiva della guerra, sembra restituire con particolare forza questo significato.
Alla fine sono arrivati gli applausi, gli abbracci, le fotografie nel cuore del borgo e il saluto tra autori che, per qualche ora, hanno trasformato un concorso in una comunità della parola. La settima edizione entra così nell’archivio della manifestazione, ma non vi entra come qualcosa di concluso. Perché un archivio fatto di poesie e racconti non custodisce soltanto ciò che è stato: prepara ciò che verrà.
L’appuntamento è già idealmente al prossimo anno. E a Gesualdo, dove secoli fa risuonavano i madrigali inquieti e modernissimi del Principe dei Musici, la parola continua ancora oggi a cercare — e qualche volta a trovare — la propria musica.
Sezione Poesie
1° posto: Tiziana Coppola (Inverno improvviso)
2° posto: Clarice Spadea (Reimparare)
3° posto: Agostina Spagnuolo (Al Principe Carlo Gesualdo) e Andrea Pinto (Trenta denari)
Sezione Racconti
1° posto: Stefania Andreottola Coppola (Pane per lo scazzamauriello)
2° posto: Stefania Zollo (Le noccioline)
3° posto: Adelina Mauro (Il fiume dei ricordi)
Premio della Giuria
Michele Vespasiano, Oriana Petruzzo, Pietro Rizzo, Ettore Cogliani, Sandra Caruso, Giuseppe Caracciolo.
| Scisciano Notizie è orgoglioso di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. Per questo chiediamo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, fondamentale per il nostro lavoro. Sostienici con una donazione. Grazie. |
| SciscianoNotizie.it crede nella trasparenza e nell'onestà. Pertanto, correggerà prontamente gli errori. La pienezza e la freschezza delle informazioni rappresentano due valori inevitabili nel mondo del giornalismo online; garantiamo l'opportunità di apportare correzioni ed eliminare foto quando necessario. Scrivete a redazione@sciscianonotizie.it . Questo articolo è stato verificato dall'autore attraverso fatti circostanziati, testate giornalistiche e lanci di Agenzie di Stampa. |















