Il controesodo non chiude la stagione turistica. Temperature più miti, meno affollamento e prezzi più convenienti spingono sempre più italiani a posticipare le ferie. Il mare resta la meta preferita, Toscana in testa tra le regioni.

Napoli, 30 Agosto – L’estate non finisce con agosto. Mentre sulle strade italiane si completa il controesodo, per milioni di persone è già tempo di preparare nuovamente le valigie. Saranno infatti circa 10 milioni gli italiani che partiranno per una vacanza nel mese di settembre, con una spesa media prevista di circa 760 euro a persona.

È quanto emerge dall’Osservatorio Confturismo-Confcommercio, realizzato in collaborazione con Swg, che fotografa un cambiamento sempre più evidente nelle abitudini dei viaggiatori: settembre non è più soltanto il mese del rientro alla normalità, ma sta diventando una vera estensione della stagione delle vacanze.

A favorire le partenze fuori dall’alta stagione contribuiscono diversi fattori: il clima generalmente più mite, località meno affollate e una maggiore possibilità di trovare condizioni economiche favorevoli rispetto alle settimane centrali dell’estate.

Le formule di viaggio scelte dagli italiani saranno però molto diverse. Circa 2,8 milioni di persone prevedono una vacanza breve, con uno o due pernottamenti, mentre 3 milioni resteranno fuori casa tra tre e cinque notti. Una parte consistente dei viaggiatori sceglierà invece soggiorni più lunghi, con almeno sette pernottamenti.

Segno che settembre riesce ad attrarre sia chi cerca una breve pausa dopo l’estate sia chi ha deciso di concentrare proprio in questo periodo le proprie ferie principali.

Nonostante l’avvicinarsi dell’autunno, il richiamo della spiaggia resta forte. Il mare è la destinazione preferita dal 41% dei viaggiatori, seguito dalle grandi città d’arte, scelte dal 26%, e dalla montagna, indicata dal 18%.

A prevalere nettamente è il turismo domestico: il 71% di chi partirà resterà in Italia. Il 23% sceglierà invece una destinazione in un altro Paese europeo, mentre soltanto il 6% si spingerà fuori dall’Europa.

Tra le regioni italiane, la Toscana occupa il primo posto nelle preferenze, davanti a Campania ed Emilia-Romagna. Per chi guarda oltreconfine, invece, la destinazione europea più richiesta è la Spagna, seguita da Francia e Grecia.

Anche sul fronte dell’ospitalità le scelte sono diversificate. Gli alberghi raccolgono il 30% delle preferenze e si confermano la principale soluzione per i vacanzieri di settembre.

Seguono le seconde case, con il 25%, e i bed and breakfast, scelti dal 17% dei viaggiatori. Più contenute le quote delle case in affitto, all’11%, degli agriturismi, al 6%, e dei villaggi vacanze o resort, al 5%.

Il profilo dei viaggiatori di settembre evidenzia anche una forte presenza delle fasce d’età più mature. Gli over 55 rappresentano il 42% del totale, mentre i giovani raggiungono il 35%. La quota restante appartiene alla fascia compresa tra i 35 e i 54 anni.

Dal punto di vista geografico, la propensione a viaggiare risulta più elevata nel Nord-Ovest, dove raggiunge il 41%, e nel Centro, con il 40%. Seguono il Nord-Est al 36% e Sud e Isole al 35%.

Alla base di questa progressiva destagionalizzazione delle vacanze c’è anche l’evoluzione delle condizioni climatiche. Temperature elevate che si protraggono oltre agosto rendono settembre sempre più adatto ai soggiorni al mare, ma anche alle visite nelle città e alle vacanze all’aria aperta.

«È sempre più il clima a influenzare il calendario delle vacanze degli italiani», osserva Manfred Pinzger, presidente di Confturismo-Confcommercio, sottolineando come temperature più miti, minore affollamento e maggiore convenienza stiano trasformando settembre in un vero mese di vacanza.

Una tendenza che produce effetti anche sul sistema turistico: distribuire le partenze su un periodo più lungo significa ridurre la concentrazione dei flussi nelle settimane di punta e, allo stesso tempo, offrire a strutture ricettive e territori l’opportunità di allungare la stagione oltre il tradizionale picco di luglio e agosto.

Il controesodo, dunque, non coincide più necessariamente con la fine delle ferie. Per una parte crescente degli italiani settembre rappresenta ormai un’alternativa precisa all’alta stagione: meno folla, maggiore tranquillità e ancora abbastanza estate per concedersi qualche giorno lontano da casa.

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