Influenza aggressiva nei bambini, Santobono pieno e ricoveri al completo

Napoli, 7 Gennaio – Il pronto soccorso dell’ospedale pediatrico Santobono di Napoli sta affrontando un’intensa ondata di accessi legata all’influenza post-festività. Nei giorni clou si è arrivati fino a 350 accessi giornalieri, con una pressione significativa sui ricoveri, attualmente al completo.

A fotografare la situazione è Vincenzo Tipo, primario del pronto soccorso: «Stiamo gestendo bene una situazione che però ci vede completamente pieni dal punto di vista dei ricoveri dopo le festività. Nei giorni di maggiore afflusso 7-8 accessi su 10 presentavano sintomi influenzali, spesso con interessamento respiratorio, anche se meno bronchioliti rispetto a qualche anno fa».

Secondo il primario, l’affollamento è stato favorito anche dalle difficoltà di assistenza territoriale durante le festività natalizie. «Nei giorni scorsi abbiamo registrato un iper-afflusso anche perché nei giorni di festa ci sono state carenze di presenze da parte dei medici di base», spiega Tipo.

Particolarmente colpiti sono i lattanti sotto i sei mesi, una fascia d’età per la quale la vaccinazione antinfluenzale non è raccomandata. «Abbiamo tanti bambini molto piccoli con febbre anche alta – sottolinea – che pagano le riunioni familiari natalizie. Il contatto stretto con parenti e nonni ha favorito un contagio che corre velocemente e colpisce i soggetti più fragili».

Quest’anno l’influenza si presenta in una forma particolarmente aggressiva nei bambini: febbre elevata e prolungata, spesso oltre i 3-5 giorni abituali, e nel 7-8% dei casi con complicanze respiratorie. Nell’8% dei bambini ricoverati sono state riscontrate polmoniti, non gravi come quelle degli adulti ma tali da richiedere degenze più impegnative e, in alcuni casi, ossigenoterapia.

Sul fronte delle cure, il Santobono sta utilizzando anche nuove soluzioni terapeutiche, come un anticorpo monoclonale per la bronchiolite, che contribuisce a contenere i sintomi respiratori più severi.

Con la riapertura delle scuole, però, l’attenzione resta alta. «Dai dati del sistema di sorveglianza nazionale – spiega Tipo – questo non è ancora il picco influenzale, atteso tra la terza e la quarta settimana di gennaio. Il ritorno in classe può rappresentare un’ulteriore aggravante nella diffusione del contagio». L’ospedale, assicura il primario, è pronto: «Abbiamo piani di gestione dell’affollamento e la possibilità di rimodulare le attività e reperire nuovi posti se necessario».

Dal Santobono arrivano infine raccomandazioni alle famiglie. «È fondamentale proteggere i bambini più piccoli, scoperti dalla vaccinazione – avverte Tipo –. La copertura vaccinale antinfluenzale nei bambini non è molto diffusa e difficilmente supera il 50%». Il consiglio è di non mandare a scuola i bambini con sintomi influenzali, contattare il medico di famiglia e prestare attenzione a sintomi persistenti o respiratori. Un appello anche a evitare accessi impropri in pronto soccorso: «Il sovraffollamento delle sale d’attesa favorisce la diffusione di virus e infezioni. Il pediatra di famiglia resta il primo riferimento», conclude il primario.

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.