Napoli, 22 Luglio – A volte mi perdo in pensieri e riflessioni, cercando di capire le motivazioni di cose accadute o che osservo negli altri, alcune restano senza risposte, altre con più di una risposta, altre con la risposta, quella che funge da punto, alla fine di una frase. Curiosa del vivere e della vita, ogni qualvolta riesco a comprendere le motivazioni di atteggiamenti, azioni e sequenze illogiche, raggiungo un profondo appagamento interiore.

Molto attenta ai legami, alle persone, alle tragedie più o meno grandi che accadono ogni giorno, sono giunta alla conclusione che quello che è cambiato notevolmente è l’interesse degli uni verso gli altri, lasciando posto all’indifferenza. Indifferenza e invadenza, sono stati confusi, la legge sulla privacy credo che più che una tutela abbia creato ulteriore confusione e reso chi, già traballante sulla responsabilità, ancora più irresponsabile.

Come si fa a essere indifferenti, di fronte a pestaggi, minacce, aggressioni, violenze? Eppure, si fa! Anzi, non solo si fa, ma si filma. Si ha la prontezza di azionare un cellulare per “tenere memoria” di quanto stia accadendo e non di fare qualcosa per aiutare chi in difficoltà o molte volte in pericolo di vita.

Come scrivevo poc’anzi, invadenza e indifferenza sono stati confusi. In una delle mie favole, l’unica autobiografica, “Il paese delle formiche”, scritta ormai più di trent’anni fa, senza volere, affronto questa tematica. Formichina Allegra, la protagonista, si sente sopraffatta dall’invadenza di chi la circonda, dall’ interesse alla sua vita, alle sue frequentazioni, al suo quotidiano, non ne può più, sogna di scappare via e quando le capita l’occasione, è al settimo cielo. Felice, parte per questo nuovo mondo, e wow qui nessuno è invadente, purtroppo per lei imparerà a sue spese che, l’invadenza è molto più dolce dell’indifferenza.

In questi giorni di spiagge affollate, di villeggianti impazziti, colpa del sole o dell’ozio, ho sentito la necessità di scrivere, di parlare dell’indifferenza, che reputo insieme ai social, le droghe del terzo millennio.

Dell’indifferenza se ne dovrebbe parlare a scuola, per far capire fin da piccoli che la reciprocità è importante, che siamo tutti correlati, che la propria sopravvivenza molte volte dipende dagli altri; dovrebbe diventare argomento di educazione civica.

Nella storia dell’antica Roma, ad esempio, il termine civica indicava anche la Corona civica, la ghirlanda di foglie di quercia che veniva assegnata a chi salvava la vita ad altri concittadini. Uniamoci e facciamo la differenza contro l’indifferenza!

 

 

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Lella Di Marino
Laureata in Scienze Teologiche, esercita la professione di insegnante per molti anni. Scrive poesie e racconti dall'età di 9 anni. Dal 2014 decide di dedicare la sua vita totalmente a ciò che ama di più al mondo: scrivere.
Ama l'amore e tutto ciò che lo rappresenta ed è su questo sentimento che costruisce la sua vita.