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Coronavirus, fragilità complesse: il grido di Monia Cabaldo ai politici

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Napoli, 21 Aprile – Lentamente ci avviamo alla normalità. Prenderà vita fra poco la Fase 2. Forse si potrà godere anche di un minimo di libertà, dopo le continue restrizioni dovute ai decreti per il contenimento del Covid-19. Sarà così per tutti? Alcune famiglie stanno vivendo e vivranno livelli di fragilità ancor più complessi. È questo il grido disperato di Monia Cabaldo, medico ospedaliero e madre che si appella ai politici, in rappresentanza di tutte le mamme con figli disabili.

“Eccoci finalmente ad assaporare un minimo di libertà, i morti calano, i contagiati pure, si sentono transitare meno ambulanze. Guardi i tuoi figli e pensi che finalmente forse riuscirai a farli uscire a giocare, a fare una bella corsa, in un parco, con altri bimbi. Purtroppo, loro dovranno ancora soffrire. Allora ti inventi qualcosa per fargli piacere le mascherine, i guanti, pensi a come convincere i tuoi figli: se vedono altri bambini dovranno starci lontani, perché c’è ancora il coronavirus che può infettarli e già senti nella tua testa la loro risposta “Ma, come mamma, ci hai detto che dobbiamo socializzare, che dobbiamo parlare, che dobbiamo giocare insieme, e ora non è più giusto?”

Se questo pensiero, non puoi sentirlo nelle loro voci, lo leggi nei loro occhi, negli occhi dei tuoi bambini autistici. Quel dolore, quella frustrazione, della perdita di un bene tanto desiderato, che finalmente erano riusciti a sfiorare: come raggiungere la socializzazione con i coetanei, che per il bene di tutti dovrà essere nuovamente sacrificato, correndo il rischio di regredire senza possibilità di miglioramento.

Ma non deve essere così, non lo sarà, perché se non potrò portare i miei figli nel mondo porterò il mondo da loro. Per fare ciò, però, per poter riorganizzare le nostre vite, il lavoro che serve a pagare le bollette e le terapie ma anche fare la madre, la babysitter, l’insegnante e la terapista, io e tutte le famiglie “speciali” abbiamo bisogno di una pianificazione della Fase 2 proprio come tutto il resto dell’Italia e del mondo. Abbiamo bisogno di anticipare ai nostri figli, per quanto possibile, cosa accadrà, cosa sarà possibile fare e non, e soprattutto investire su questo nuovo futuro, su questa nuova realtà, che andrà modulata sulle esigenze della comunità.

Lo chiedo con il cuore a voi politici; e aggiungo: non litigate, comunicate, confrontatevi e ricordatevi che l’Italia è fatta di cuori e di anime, della famiglia. Il nostro futuro, la nostra speranza sono proprio i nostri bambini che devono ancora conoscere la vita.  Hanno un cervello plastico e pieno di perché ed un cuore intatto senza ma o se. Aiutateci con chiarezza a capire quali opportunità possiamo dare loro per continuare a lottare per un futuro degno di essere vissuto: i nostri figli non sono untori, sono l’unica vera speranza di questo mondo. Noi “famiglia speciale” vi chiediamo aiuto, ascoltateci vi prego”.

Tante mamme di “famiglie speciali” come Monia Cabaldo, che affronta con vigore e positività, scegliendo di mostrare e raccontare l’autismo, in modo da sconfiggere pregiudizi e diffidenza, attendono risposte. Noi siamo con loro, nella speranza che qualcuno raccolga il loro grido.

 

 

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