Napoli, 10 Settembre – Scuole nelle aree maggiormente esposte, sicurezza degli edifici e possibilità di delocalizzazione: un genitore lancia un appello alle istituzioni dopo le recenti dichiarazioni dell’Osservatorio Vesuviano. «I nostri figli meritano di vivere sereni».

Dopo le recenti dichiarazioni della direttrice dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV, Lucia Pappalardo, sul proseguimento del fenomeno del bradisismo e sulla possibilità che si verifichino nuove scosse anche di magnitudo significativa, cresce la preoccupazione tra le famiglie delle aree maggiormente esposte.

A farsi portavoce di questa preoccupazione è un genitore che ha deciso di mettere nero su bianco i propri timori, rivolgendosi alle istituzioni e chiedendo che venga affrontato con urgenza il tema della sicurezza degli edifici scolastici. Di seguito il testo integrale della lettera aperta.

LETTERA APERTA DI UN GENITORE

«Dopo le dichiarazioni della direttrice dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV, Lucia Pappalardo, una cosa deve essere chiara: il bradisismo continua e dobbiamo aspettarci altre scosse, anche di magnitudo significativa. E allora, da genitore, mi chiedo: perché aspettare e rischiare che possa accadere qualcosa ai miei figli?

La scossa di magnitudo 4.7 ± 0.3 del 31 luglio, se fosse avvenuta durante il periodo scolastico, con migliaia di alunni nelle scuole, oggi forse potremmo essere qui a piangere delle giovani vittime. Non possiamo sapere quale sarà la prossima scossa, né quando arriverà, ma sappiamo che il fenomeno del bradisismo continua.

Non basta dire che una scuola è stata adeguata sismicamente, perché durante un terremoto possono crollare tramezzi, cadere cornicioni, controsoffittature e altri elementi non strutturali. E sotto quei materiali potrebbero esserci i nostri figli. Non sarebbe il caso di delocalizzare le scuole delle aree maggiormente esposte, almeno fino a quando non sarà garantita la massima sicurezza?

Qui non si tratta di fare allarmismo, ma di pretendere che i nostri figli siano al sicuro. Perché una cosa è certa: se domani dovesse verificarsi una nuova scossa importante mentre le scuole sono piene e qualcuno dovesse rimanere vittima del crollo di un elemento dell’edificio, non potremo più dire che non lo sapevamo.

Sappiamo che il bradisismo continua, sappiamo che arriveranno altre scosse, anche energetiche, ma sappiamo anche che le vite dei nostri figli vengono prima di qualsiasi cosa.

Allora perché non delocalizzate le scuole delle zone epicentrali, magari attrezzandovi con servizi navetta? L’istituto Marconi fu dichiarato “un bunker”, ci fu detto: “I bambini sono più al sicuro a scuola che nelle loro case”. Oggi quell’istituto è a rischio crollo.

Non possiamo sapere se anche gli altri istituti potrebbero subire danni, come li ha subiti il Marconi. Non sappiamo come potranno reagire a un’altra scossa di pari o superiore magnitudo rispetto a quella del 31 luglio.

Da genitori credo che dobbiamo chiedere e pretendere che i nostri figli possano trascorrere finalmente un anno scolastico in piena sicurezza e con la massima serenità. Tra pandemia e bradisismo, sono stati fin troppo penalizzati, dal punto di vista didattico e dal punto di vista psicologico. I nostri figli meritano di vivere sereni.

Propongo ai genitori, ai nonni, agli zii e a chiunque voglia farlo, di inviare una mail o una PEC al Comune, alla Regione e ai dirigenti scolastici, affinché questa richiesta venga ascoltata e venga aperto un confronto concreto sulla sicurezza delle scuole nelle aree maggiormente esposte. Non aspettiamo che sia una tragedia a dirci che avremmo dovuto intervenire prima».

 

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