Cultura

“Un amore diverso”: l’affascinante romanzo di Lella Di Marino

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Napoli, 3 Maggio – Lella Di Marino, scrittrice, classe 1964, napoletana di origine, bresciana di adozione e insegnante, ruolo che ha smesso di professare nel mezzo del cammin della sua vita per dedicarsi completamente alla scrittura, che fin da piccola era stata la sua idea fissa. Scriveva poesie e racconti fin dall’età di nove anni.  Cresciuti i suoi due figli, il bisogno di proiettarsi completamente verso il sogno di diventare scrittrice è stato sempre più forte. Costruisce la sua vita sull’amore in tutte le sue sfaccettature, che è il più alto valore dell’esistenza. È una scrittrice romantica Di Marino, sognatrice e innamorata della vita; artista poliedrica, spazia dalla poesia alla favola, ai romanzi.

Ho incominciato a scrivere da piccola e conservavo tutto in una scatola di cartone. Mia figlia in tenerissima età – dichiara – chiedeva spiegazioni ai tanti avvenimenti circostanti, i suoi ‘perché’ mi lasciavano talvolta senza parole.  Era un continuo fermentare dell’immaginazione, della fantasia, un po’ come fanno tutte le mamme quando devono addormentare i figli piccoli. Scrissi la favola Stellina Ilaria che porta proprio il nome di mia figlia ed esaudisce la domanda di “chi muore dove va?”; è una favola per tutti i bimbi. Nel 2014, a 50 anni, per la mia festa, pubblicai una raccolta di poesie “La mia vita in un verso” che ho presentato a Napoli. Quel giorno si è avverato il mio sogno riuscendo a superare la paura e la difficoltà a farcela. E non mi sono fermata. Il mio motto “Andare avanti sempre, comunque e nonostante tutto” non mi abbandona.

Lella Di Marino inizia nel 2014 a pubblicare e nel 2015 esce il romanzo “Un amore eterno”; “La mia vita in un verso”, seguono “Le massime di Reginella” e le favole: “Il paese delle formiche”, “Stellina Ilaria”, “Il lupo Di Virle”, “Sissi e la polverina magica”, “Isabella e la dea del lago”, “La principessa Carlottina”. Ideatrice del Progetto “Educare a sognare”, che ha avuto un notevole successo tra grandi e piccini, nelle scuole e non, di tante regioni italiane, continua a promuoverlo ed è soddisfatta nel vedere anche i grandi emozionarsi ai sogni desiderando che possano avverarsi, perché il suo obiettivo è proprio quello di creare emozioni. Di Marino è stata insignita col SIGILLO della città dell’Aquila, dal sindaco Massimo Cialente.

Nel 2019 è la volta del romanzo Un amore diverso, edito dalla Mondadori, prima edizione. Spicca sul bianco della copertina del libro la modella che indossa un abito rosso, trafitto da crepe, ferite che trapassano tutto il cuore. È un abito che racchiude il dolore, mostrato, indossato, lasciato rimarginare.  E quel bianco che fa da sfondo alla copertina non è che la purezza, la leggerezza, che avvia quel dolore alla redenzione.

Le 160 pagine di Un amore diverso si leggono ininterrottamente per la voglia di finirlo e restare a riflettere. Dal romanzo traspare lo stile lineare, semplice, elegante della scrittrice. Ci sono pagine che fanno vibrare l’anima. La solitudine, la sofferenza, le lacrime per il senso dell’abbandono, il dolore che penetra il corpo, la scoperta di “essere” in un corpo che non gli appartiene: tutto questo vive Giovanni, il protagonista, nel collegio di Assunta Ponzio di  Pompei, perché la mamma, rimasta vedova, si trova nelle condizioni di non poterlo tenere. Quel luogo anaffettivo lo vive come una prigione, sebbene le suore non gli fanno mancare il necessario. L’educazione ricevuta e il credo cattolico, in un ambiente per lui austero, gli impongono di reprimere i suoi sentimenti per l’amico. Vive un’adolescenza in continua sofferenza; la scoperta della sua diversità, la paura di ciò che andava incontro, e si rifugia nei “sogni”, trova conforto nella matita, nei colori, sulla carta da disegno. Diventare un grande stilista è il suo sogno! Ha un dono Giovanni: la creatività e la nobiltà d’animo. Fuori dal collegio frequenta l’Accademia della Moda con grandi sacrifici e apre il suo primo Atelier giovanissimo.

Supera le varie vicissitudini che la vita gli presenta, con la forza della sua personalità che costruisce volta in volta e la bellezza ispirazione dell’amore. È la mamma, solo in tarda età a cancellare con una lettera il senso di abbandono che il figlio si portava dietro, ma che intanto è diventato forte della sua fragilità. Non ha tempo per ritornare al passato. Bisogna dare forma al sogno, ad una sfilata, vestire la donna con l’abito di ispirazione al fiore che fiorisce dall’agave.  Ritornava il ricordo caro del germoglio staccato dalla pianta d’agave, dal giardiniere del collegio, Franco, che gli voleva bene, e che Giovanni aveva interrato in quel giardino, dove aveva trascorso gli anni che gli avevano causato dolore. Franco gli aveva raccontato la simbologia di quella pianta e ne era rimasto affascinato. Ogni madre è agave, genera l’unico fiore per poi morire, donando la propria vita per il figlio, quel figlio che poi si distacca dalle origini per sbocciare in un fiore bello e alto. 

Era giunto il momento di lasciarselo dietro le spalle quel passato dolente. Era l’ora di realizzare con il proprio estro l’inizio di una splendida carriera nel mondo della moda e dare splendore alla donna nella sua complessità,nella sua maternità con gli abiti da sposa. E mentre la mia donna-agave faceva il suo ingresso, mi voltai verso Daniel e lo baciai. Daniel, il suo compagno. Il suo tutto. Chi stabilisce che un amore è “diverso”? La scrittrice ce lo presenta così come dev’essere. Amore puro perché chi s’innamora ha forza, si sostiene e sostiene. Lella Di Marino ha saputo presentare il personaggio della storia con una sensibilità tale da farcelo amare fin dalle prime pagine.

Il romanzo è ispirato alla storia vera di Gianni Molaro, lo stilista delle spose, il profeta dell’Art Couture che è entrato tre volte nel Guinnes dei premiati e nell’Olimpo della moda internazionale, che ha colmato il vuoto dell’infanzia con  la creatività, la bellezza della sua arte e l’amore. La quarta di copertina riporta le parole di Gianni Molaro “Sono felice della mia vita, non mi sono mai appigliato a tutto ciò che mi è stato fatto o negato per giustificare i miei insuccessi. Non mi è mancato nulla se non ciò che io non sono riuscito a fare”. Magnificentissimo! Un Amore diverso, romanzo che abbraccia vari temi toccanti che portano a giuste riflessioni come quello per un amore “diverso”. “Nessun amore può essere diverso, neanche se le persone che si amano indossano lo stesso ‘vestito’.”

Lella Di Marino attualmente presenta il Premio Letterario “Lettere al tempo della Pandemia” in sinergia con l’Associazione Culturale Naturae di Palma Campania, Napoli.

Di Marino dichiara “In questo periodo di quarantena ho fatto un tuffo nel passato riscoprendo la bellezza delle lettere scritte a mano.  Da qui l’idea del concorso di invitare a scrivere una lettera esprimendo i propri sentimenti, le emozioni, le riflessioni, le angosce e le speranze, che scaturiscono da questo stato di Pandemia e spedirla, ma per motivi di sicurezza abbiamo ovviato per quelle virtuali via e-mail. Le aspettiamo numerose!

Le lettere inviate alla mail [email protected], non dovranno superare le mille battute e dovranno essere accompagnate dai dati anagrafici degli autori. La partecipazione è aperta a tutti; le lettere in forma epistolare possono essere scritte in lingua italiana, inglese e/o francese. Il concorso diviso in due sezioni: A) Giovani fino ai 18 anni; B) Adulti dai 19 anni in poi.

La Giuria nominata e coordinata dall’Associazione Culturale Naturae, d’intesa con il Presidente di giuria Lella Di Marino, scrittrice, selezionerà tra tutte le lettere pervenute, a suo insindacabile e inappellabile giudizio, tre vincitori per ogni categoria. I giurati: Rosa Ferrante giornalista; Fabio D’Anna avvocato e scrittore; Pierpaolo Ruello esperto in eventi e comunicazione istituzionale; Anna Maria Orsini giornalista e scrittrice; Pierluigi Panciroli blogger; Francesca Drogo insegnante; Gino Rondella pittore e grafologo; Modestino Annunziata fotografo; Francesca Sgambato artista; Adelina Mauro insegnante; Rossella Maffeis insegnante; Anna Maria Vallario creativa.

L’Associazione Naturae ha sposato appieno l’iniziativa del concorso. La presidente Rosa Ferrante spiega il perché “è legato allo scudo contro l’immobilità generata e provocata da questo nemico ancora invisibile, nanoscopico, ma che sembra, almeno per il momento, essere invincibile.

Di fronte a tale situazione non ci sono protocolli, o meglio, non ci sono regole, da cui attingere esempi di contrattacco, per cui ci si rivolge a ciò che nonostante tutte le avversità rimane eterno e perpetuo: il cosmo. Uno dei modi per non fermarsi è scrivere”.

Per il bando completo del concorso pubblicato sui social, si rimanda alla pagina fb  Associazione Naturae.

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