Scisciano, 11 Luglio – Domenica 13 luglio, tra le pietre vive della Masseria Montanaro e le ombre dorate del tramonto, Scisciano si trasformerà in palcoscenico dell’anima. In occasione della Giornata nazionale delle Pro Loco, la Pro Loco Scissianum propone uno spettacolo che non è solo teatro, ma esperienza immersiva: “Novecento”, tratto dal celebre monologo di Alessandro Baricco, presentato dal gruppo Kairos in una versione intensa, poetica, musicale.

L’adattamento del testo, curato con sensibilità da Raffaele Ariola – anche voce narrante – si intreccia magistralmente con le musiche originali del maestro Luigi D’Arienzo, dando vita a un racconto che vibra di umanità e profondità emotiva. L’evento, con inizio alle 20:30, si svolge in una location carica di storia e fascino, già scenario di importanti produzioni televisive, come a sottolineare l’importanza culturale di una proposta che affonda le radici nel territorio per parlare al mondo.

“Abbiamo cercato di rendere il testo di Baricco accessibile e vibrante da un punto di vista teatrale,” racconta Ariola nella video-intervista rilasciata a Sittiusnews24. “Ma senza le musiche del maestro D’Arienzo, il nostro lavoro non avrebbe avuto la stessa anima.” È proprio questa sinergia tra parola e suono a definire lo spettacolo: una partitura emotiva in 14 quadri sonori, pensati per raccontare, evocare, far respirare ogni pagina di Novecento.

Il quintetto del gruppo Kairos – Luigi D’Arienzo al pianoforte, Vladimir Kocaqi al violoncello, Antonio Caccavale alle percussioni, Luca Iovine al clarinetto, Alessio Iovino alla tromba – costruisce una trama sonora che va ben oltre l’accompagnamento musicale. È una seconda voce narrativa, che sottolinea, accarezza, potenzia la parola. D’Arienzo, nella sua dichiarazione, racconta l’origine quasi magica delle musiche: “Quando Raffaele mi ha parlato dell’adattamento, i brani sono nati da soli. Come se il testo stesso li chiamasse.”

La storia di Novecento, il pianista nato e vissuto su una nave senza mai mettere piede a terra, è un inno alla libertà interiore, alla scelta di restare nel proprio mondo quando quello fuori sembra troppo vasto, troppo indecifrabile. Un mito moderno, sospeso tra oceani di note e tempeste dell’anima, che in questa nuova versione trova nuove profondità e nuove corde da toccare.

Non è soltanto una rappresentazione. È un viaggio. Un’esperienza teatrale che colpisce con la forza di ciò che nasce da un’autentica esigenza espressiva, capace di fondere musica e parola in un equilibrio raro. I Kairos non propongono una semplice lettura scenica, ma un’opera viva, pulsante, che si reinventa a ogni replica. Uno spettacolo che non si guarda soltanto: si attraversa, si ascolta con tutto il corpo, si porta dentro.

E forse è proprio questo il cuore di Novecento: un invito a rimanere fedeli a ciò che ci fa vibrare, anche se il mondo ci chiama altrove. Perché come ci ricorda la voce di Ariola, accompagnata dalle musiche di D’Arienzo e dei Kairos, a volte la vera terra promessa non è un luogo, ma un suono. Un’idea. Un’emozione che, se ascoltata davvero, può cambiarci per sempre.

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.