Il vicesindaco si dimette e tace. Intanto, la consigliera Esposito rompe il silenzio: “Non è solo una scelta personale, ma una frattura politica evidente”
Scisciano, 11 Luglio – Il silenzio può essere assordante, soprattutto quando si è chiamati a guidare una comunità. È il caso di Giacomo Esposito Corcione, consigliere di maggioranza, fino a pochi giorni fa anche assessore e vicesindaco del Comune di Scisciano. Ha rimesso le sue deleghe in modo netto, lasciando dietro di sé uno strascico di interrogativi e tensioni. Nessuna dichiarazione pubblica, solo una lettera protocollata, che però – secondo chi l’ha letta – parla chiaro: il rapporto di fiducia con il sindaco e con parte della macchina amministrativa è venuto meno.
A rompere il silenzio istituzionale ci ha pensato la consigliera comunale Rosalia Esposito, che ha portato il caso in Consiglio attraverso un’interrogazione formale. Le sue parole non lasciano spazio a interpretazioni: “Non si può parlare di scelta personale. Qui siamo davanti a un fatto politico rilevante che mette in discussione la tenuta stessa della maggioranza”, ha dichiarato.
Dietro le dimissioni, si intravedono tensioni stratificate nel tempo. Una di queste riguarda la discussa questione del dirigente dell’Ufficio Tecnico, la cui trasformazione da part-time a full-time è stata approvata tra spaccature e voti contrastanti, senza che ad oggi si sia arrivati a una soluzione concreta. Una situazione di stallo che, secondo Esposito, riflette un’incapacità generale di dialogo programmatico all’interno dell’amministrazione.
E poi ci sono i ritardi cronici delle opere pubbliche – dal campo sportivo alla stazione – e l’assenza di un progetto concreto per la riapertura della scuola “Padre Matteo Rossi”, ancora chiusa per inagibilità. Temi che, a detta della consigliera, Corcione avrebbe usato per mascherare un conflitto più profondo: quello con il dirigente e con il metodo decisionale adottato dalla Giunta.
La narrazione di Esposito è tagliente. Racconta di riunioni di maggioranza ridotte al minimo, convocate solo per informare i consiglieri su decisioni già prese, da ratificare in aula. “Nessuna vera programmazione, nemmeno sul bilancio”, denuncia. Una critica che solleva interrogativi sulla trasparenza e sulla partecipazione interna.
Silenzio strategico o segnale di ricomposizione? – Il silenzio di Corcione può apparire tattico, ma al tempo stesso rischia di essere controproducente. È proprio l’assenza di una spiegazione pubblica a rendere più profonda la distanza tra amministratori e cittadini. Perché un assessore, vicesindaco e capogruppo di maggioranza rinuncia ai suoi incarichi senza spiegare perché?
La consigliera ipotizza una possibile ricomposizione della frattura. Forse, dice, Corcione tornerà in gioco, forte della sua esperienza e dell’evidente inesperienza politica del sindaco. Ma anche se ciò dovesse avvenire, il rischio è che si tratti solo di un equilibrio precario, dettato più da logiche di potere che da una visione comune per il paese.
Oggi più che mai, i cittadini di Scisciano hanno bisogno di trasparenza. Hanno il diritto di sapere perché chi li amministra litiga, perché le opere restano ferme, perché la scuola non riapre. E chi ha avuto ruoli di governo – come Corcione – ha il dovere di spiegare, non di tergiversare.
Nel frattempo, Rosalia Esposito promette di continuare a vigilare, nel suo ruolo di consigliera d’opposizione interna: “L’interesse collettivo non può essere subordinato a logiche interne di potere”, scrive. Un monito chiaro, che risuona come un invito – o forse un avvertimento – a chi oggi governa in silenzio. Al di là delle dinamiche interne, resta un punto fermo: i cittadini di Scisciano hanno il diritto di conoscere le ragioni che hanno portato a questo strappo. Il lungo silenzio dell’ex vicesindaco alimenta il sospetto di manovre politiche più che di visioni amministrative divergenti. In un momento di crescente sfiducia, è compito del sindaco e dello stesso Corcione rompere gli indugi e spiegare. La trasparenza è l’unico antidoto al logoramento della fiducia pubblica.
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