AUTODEMOLIZIONE, SVOLTA UE PER UNA FILIERA CHE IN CAMPANIA RICEVE OGNI ANNO OLTRE 130MILA TONNELLATE DI VEICOLI 

 

Napoli, 22 Luglio – Dopo venticinque anni cambia il quadro europeo che regola la gestione dei veicoli fuori uso. Con l’approvazione del nuovo Regolamento ELV (End of Life Vehicles) da parte del Parlamento europeo, si supera il precedente sistema basato sulla Direttiva, che richiedeva l’attuazione attraverso le legislazioni nazionali. Il nuovo Regolamento, invece, sarà direttamente applicabile negli Stati membri, pur richiedendo il necessario coordinamento con le normative nazionali. A sottolineare la portata della svolta è stato il senatore di Fratelli d’Italia Sergio Rastrellida anni impegnato sul fronte dell’evoluzione normativa di settore, intervenuto al convegno nazionale della Confederazione Autodemolitori Riuniti (CAR), svoltosi a Roma, nella Sala Capranichetta di Piazza Montecitorio, proprio nel giorno dell’approvazione del nuovo Regolamento europeo.

“Dopo venticinque anni un Regolamento sostituisce interamente la logica del recepimento della Direttiva, imponendosi direttamente negli ordinamenti degli Stati membri, fatta salva la necessaria attività di coordinamento con le legislazioni nazionali”, ha spiegato Rastrelli, evidenziando come “un cambiamento che incide immediatamente sul settore e rende necessaria una governance integrata tra tutti gli attori della filiera”.

Un tema che riguarda da vicino anche la Campania, dove la filiera dell’autodemolizione ha una presenza particolarmente significativa. Secondo gli ultimi dati, il territorio regionale conta oltre 130 impianti di autodemolitori censiti, oltre 40 dei quali nella provincia di Napoli ed altrettanti in quella di Caserta. Ogni anno, si stima, gli impianti campani ricevono oltre 130 mila tonnellate di veicoli fuori uso. Numeri che restituiscono la dimensione di una filiera destinata a essere profondamente interessata dall’applicazione del nuovo Regolamento europeo.

La nuova normativa punta a creare regole comuni in Europa per la gestione dei veicoli a fine vita, rafforzando la responsabilità dei produttori automobilistici e promuovendo il recupero, il riciclo e la tracciabilità dei materiali. Un cambiamento che, secondo Rastrelli, non si limita agli aspetti tecnici, ma investe l’intero modello industriale del settore e impone un maggiore coordinamento tra costruttori, autodemolitori, operatori del recupero, istituzioni e tutti gli altri soggetti della filiera.

“Il nuovo Regolamento non rappresenta soltanto un aggiornamento tecnico, ma una trasformazione del modello industriale”, ha sottolineato Rastrelli, secondo il quale sarà necessario “un coordinamento più stretto tra tutti gli attori della filiera”.

Sul ruolo degli autodemolitori è intervenuto il presidente della CAR Alfonso Gifuni (nella foto con il senatore Rastrelli e Salvatore Moretto resp. Aci/UMC Napoli), che ha sottolineato la centralità delle imprese del settore nella nuova fase: “L’evoluzione normativa e l’alta specializzazione richiesta dai processi di recupero e trattamento – ha detto – rendono fisiologicamente l’autodemolitore centrale in ogni fase della gestione del fine vita del veicolo. La sfida è governare questi processi con autonomia, competenza e una visione di filiera”.

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