Video – L’esercito della pace in Piazza: https://www.youtube.com/shorts/Sm4lMGcBYCk
Marigliano, 11 Luglio – “Le armi sono munnezza”: esercito della pace in piazza con Estate Ragazzi di Lausdomini, la parrocchia San Marcellino e Irene ’95. Il motto è: “No arms for war, but arms for hugs”. Il che tradotto significa: “No armi per la guerra ma armi per gli abbracci”. Una manifestazione che per questa terza edizione ha unito le corporazioni associative e parrocchiali di Marigliano e anche San Vitaliano con il sociologo Fedele Salvatore e don Salvatore Spiezia in testa. E così mentre i governi aumentano la spese militari invece di potenziare i fondi per le politiche sociali e assistenziali, simbolicamente i ragazzi gettano le armi giocattolo in un bidone. Si riprende un concetto che, in passato nell’ambito della stessa rassegna, ha avuto grande risonanza mediatica con titoloni in cronaca nazionale: rottamiamo le armi giocattolo. “I potenti del mondo siano costruttori di pace invece di restare indifferenti”: è la comunità islamica in marcia ad invocare questo concetto. “Dateci uno straccio di pace”…”Basta guerra” …”Palestina Libera”. “Uscite dalle case e unitevi a noi”. Sono i tanti slogan urlati dalla carica delle centinaia mentre attraversa le strade cittadine. Si parte da via suor Felicia Mautone, si attraversa corso Campano e per finire corso Umberto I in direzione piazza Municipio dove si terrà il flash mob sulle note di “Imagine all the people Livin’ life in peace You”, una canzone senza tempo che emoziona le varie generazioni perchè la pace pur non essendo un’utopia non si riesce a raggiungere. “Partite col sotterrare l’ascia di guerra, incominciate a stare in pace col vicino e a sorvolare”.
Alcune finestre si aprono al passaggio del corteo: la pace arriva nelle case. Sventolano le bandiere arcobaleno insieme a quelle della comunità islamica che alla rotonda di via Isonzo, sopra il ponte, si uniscono con quelle dei giovani dell’Estate ragazzi di Pontecitra. Sono attimi suggestivi tra abbracci e un indescrivibile emozione. Non esistono più steccati tra centro e periferia: la comunità educante è viva. Ad attenderli c’era don Ciro Toscano e lo stuolo di ragazzi, vestiti di verde. Tante le autorità presenti. I primi ad arrivare sono stati il neo sindaco Gaetano Bocchino, i consiglieri comunali Vito Lombardi e Paolo Aliperti e un’entusiasta Carmen Caliendo. Dalla Regione Campania Roberta Gaeta, consigliere regionale, don Virgilio Marone per la diocesi di Nola, Giovanni Galano, Garante regionale dell’infanzia e dell’adolescenza: insieme si può costruire la pace. Un nutrito gruppo di mamme, vestite di nero e con in braccio la sagoma di un neonato, si raccoglie intorno alla scacchiera della pace, contornata da centinaia di fiaccole. Intorno i bambini si inginocchiano e chiedono scusa per gli errori dei grandi. Prendono le distanze e puntano ad un mondo migliore senza odio e indifferenza. Alla base del loro gesto c’è la condanna per il tanto sangue innocente versato. Una ragazza della parrocchia di Faibano recita una poesia affidando al colore rosa l’amore verso la vita umana senza steccati. Un giovane di nome Brendon dell’Unione studenti di Marigliano per la rappresentanza studentesca dice che la pace non è “un’utopia e che bisogna essere uniti per non indebolirla”. Tra le mamme in nero anche la consigliere comunale “Per” Pina Amato, un segno concreto di solidarietà con le mamme che nella guerra hanno perso un bimbo.
Ci sono gli scout, la Croce Rossa italiana sempre impegnata per il bene comune. Intanto la musica canta “Tutte e creature sonn e Dio” di Enzo Avitabile. Prende la parola don Virgilio Marone che invita ad un gesto molto intenso da un punto di vista emotivo: le mani unite. Il sindaco Gaetano Bocchino, che non appena fu eletto espose spontaneamente, dalla finestra della sua stanza la bandiera arcobaleno è entusiasta e afferma che è suggestiva piazza Municipio con i colori della pace e che bisogna puntare su manifestazioni che coinvolgano anche nomi internazionali impegnati per la pace. “E’ compito della politica garantire l’armonia internazionale. Grandi nomi, ancor prima dell’ Europa, come Shuman, Alcide De Gasperi e Adenauer si impegnarono per la pace”. Roberta Gaeta sottolinea l’importanza della manifestazione “contro governi che se ne infischiano della pace e continuano a fare la guerra”.
La parola passa al garante della pace, Galano: “Parlare con voi di pace oggi è più che un’emozione. A differenza della mia generazione che vedeva sporadiche immagini di guerra in bianco e nero del Vietnam e Cambogia, voi vedete immagini violente e cruente quotidianamente. Noi dobbiamo impedire che ciò avvenga non nascondendo la realtà, ma trasformandola in tolleranza e cooperazione internazionale”. Il pensiero va anche alle grandi questioni come la tutela del verde che è garanzia di vita. Stop genocidio, stop biocidio. “La vostra Estate ragazzi è una scuola alternativa – afferma don Virgilio – come quella di Barbiano di don Lorenzo Milani- è una scuola di pace”. La comunità islamica della moschea mariglianese si unisce al messaggio di pace: “Dobbiamo essere costruttori di pace e lo dobbiamo fare insieme, uniti come questa sera …costruttori d’infinito”. Marigliano è centralità, una centralità che da speranza può diventare certezza per un mondo migliore e lo dimostrano concretamente i 12 gruppi di estate ragazzi che portano i nomi di 12 nazioni dilaniate dalla guerra tra cui i Boscimani. E’ la lotta per il potere che genera sempre nuovi mostri. I ragazzi dicono stop…disarmano la guerra e “armano” la pace con strette di mano unite: peace and love. Il GrEst di Pontecitra saluta la folla cantando con la lingua dei segni la canzone di Mengoni “Credo nel coraggio degli esseri umani”. Coraggio per ribellarsi e fermare la guerra.
Anita Capasso
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