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Scisciano, il Palazzo De Falco di via Cesare Battisti ha le ore contate

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Scisciano, 1 Giugno – Arrivando a Scisciano, dal centro di San Vitaliano, proprio dove inizia il selciato di via Cesare Battisti (‘o vico ‘e falco) sulla sinistra si erge imponetene Palazzo De Falco.

Al palazzo si accede da un portone di ingresso in legno incorniciato in un arco di piperno alla cui sommità sorge una “chiave di volta”.

Per quanto poco leggibili, nel fregio si riconoscono due animali quadrupedi, uno dei quali sembrerebbe un ariete, l’altro un cavallo (un cavallino, date le proporzioni rispetto all’ariete).

L’iscrizione potrebbe indicare il giorno dell’inaugurazione: 1821 DIE XIII [manca il mese, ma a quei tempi non è infrequente che i giorni di gennaio si indicavano omettendo il mese: quindi nel caso in esame potrebbe significare ‘il tredicesimo giorno del 1821’ = 13 gennaio 1821]. La costruzione di questo palazzo risale al 1821, e quest’anno compie 200 anni.

Dopo 200 anni, uno dei pochi simboli significativi di Scisciano andrà in frantumi per fare posto ad un alveare di 40/50 appartamenti.

Torna alla mente il famoso film di Tornatore “Nuovo Cinema Paradiso” nel quale la intera comunità di quel paese, attonita e triste, assiste alla demolizione dell’unica sala cinematografica che deve fare posto ad un moderno supermercato. Le attività commerciali prevalgono e sconfiggono il bello, la cultura e la storia. Che tristezza!

 

Questo avvenimento che non ci rallegra è deciso da questo freddo, burocratico documento emesso il 20 maggio del 2021 e ripescato nell’albo pretorio del Comune di Scisciano.

Triste fine per questo palazzo che oltre a ricordarci la demolizione di “Nuovo Cinema Paradiso” ci ricorda anche che pure a Scisciano il nostro “Cinema Marconi” ha di recente subito la stessa sorte ed ha fatto posto a non so quanti appartamenti.

Verrebbe da chiedersi: ma di quanti appartamenti ha ancora bisogno Scisciano?

Perché invece non si mette al centro degli interessi di questa comunità la esigenza di redigere il Piano Regolatore Generale (ora PUC)?

Perché ci si ostina a non dare al territorio un assetto equilibrato e ragionato? Cui prodest?

Secondo “rumors giunti” pare che questa inspiegabile e irrefrenabile mania di favorire il proliferare di case sia tra i motivi che animano il dissenso interno manifestatosi nella seduta consiliare del 29 aprile u.s. in cui il gruppo di maggioranza si è spaccato ed ha provocato la non spiegata assenza di quattro consiglieri di maggioranza e l’ira malcelata del primo cittadino.

Gaetano Esposito

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