Faide e controllo del territorio: l’omicidio di Scisciano sotto la lente degli inquirenti
Napoli, 18 Dicembre – L’omicidio avvenuto nella serata di ieri a Scisciano non appare come un episodio isolato, ma si inserisce in un quadro criminale più ampio, segnato da equilibri instabili e da una violenza che torna ciclicamente a manifestarsi. L’uccisione di Ottavio Colalongo, 48 anni, rappresenta un segnale forte all’interno delle dinamiche camorristiche che interessano il territorio metropolitano.
La modalità dell’agguato – rapido, organizzato, condotto da un commando in moto – richiama schemi già visti nelle fasi più acute delle contrapposizioni tra gruppi criminali locali. Colalongo, figura nota alle forze dell’ordine e sottoposta a misure di sorveglianza, sarebbe stato preso di mira mentre si trovava in strada. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe tentato la fuga nel momento in cui si è reso conto del pericolo, ma l’inseguimento si è concluso nel giro di pochi istanti con l’esecuzione.
L’area in cui è maturato il delitto è storicamente attraversata da presenze camorristiche radicate, collegate a più ampi assetti criminali dell’area orientale di Napoli. In questo contesto, il nome della vittima viene accostato a uno dei gruppi che da anni esercitano influenza sul territorio, in un sistema di alleanze e contrapposizioni che ruota attorno al controllo delle attività illecite più redditizie.
Le indagini, affidate ai Carabinieri e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia, puntano a chiarire il movente dell’omicidio, che appare legato alla gestione degli affari criminali, in particolare al racket delle estorsioni e al traffico di droga. La presenza dell’arma del delitto sul luogo dell’agguato e le immagini acquisite dai sistemi di videosorveglianza rappresentano elementi chiave per risalire agli esecutori e alla filiera che avrebbe pianificato l’azione.
L’omicidio riporta alla luce una faida che sembrava sopita ma mai realmente conclusa. Un conflitto latente, fatto di equilibri precari e di continue ridefinizioni dei rapporti di forza, che rischia ora di riaccendersi. In ambienti investigativi non viene esclusa la possibilità di ritorsioni, in una spirale che potrebbe aumentare il livello di allerta sul territorio. Quanto accaduto a Scisciano conferma come l’area nolana resti un fronte sensibile nella mappa della criminalità organizzata campana. Un contesto in cui ogni omicidio diventa un messaggio, destinato non solo ai rivali, ma anche a chi è chiamato a occupare o difendere spazi di potere e di controllo economico.
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