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Saviano, sul palcoscenico dell’Auditorium la compagnia “Ricomincio da tre” con “ Vita morte …e miracolo” di Antonia Tudisco e Francesco De Cenzo”

Saviano, 12 Febbraio  – Rassegna Festival Città di Saviano, Teatro Auditorium; una manifestazione giunta ormai alla XVI edizione: “Ricomincio da tre” con “ Vita morte …e miracolo” di Antonia Tudisco e Francesco De Cenzo”. Divertente commedia, equivoci, colpi di scena, intrecci dei personaggi che originano il caos scenico: il tutto è studiato per il finale sorprendente, del tutto inatteso. L’iniziativa culturale si deve al Comune di Saviano, Assessorato alla Cultura – Sport- Turismo – Teatro in collaborazione con l’Auditorium Teatro Saviano.

All’inizio della rappresentazione sono intervenuti, sul palco, Francesco Iovino, Vicesindaco Città Metropolitana  e Nunzio Della Marca, Direttore Artistico al teatro Auditorium, per un breve discorso rivolto al pubblico. La trama: Tutto sembrava correre lungo un semplice percorso di vita; la tranquillità relativa è resa visibile da un ambiente familiare, dove è di scena una signora raffinata, elegante, un’altra eccentrica che sembra preferire, in maniera assillante, la musica di Donatella Rettore; ruolo affidato Raffaella Orefice.  L’imprevisto è, come spesso capita, dietro l’angolo; una caduta nel tentativo di raggiungere un lampadario per cercare una non certo qualunque cosa e si va in ospedale in coma. Gli autori hanno immaginato, in un ambiente buio illuminato da una luce di posizione sul personaggio, che in quel particolare momento, la voce del Signore Dio si faccia sentire per il suo giudizio oppure  per dare una nuova possibilità in seguito all’uscita dal coma.  Nel racconto scenico, il punto nevralgico è un certo debito che ammonta a 30.000 euro; la figura di un usuario incombe minacciosa.  

Si tratta di trovar una soluzione in grado di potenziare tutte le risorse per sfuggire a un simile problema tanto più che non si può, economicamente, far fronte a tale inconveniente.  La scena ha una carica straordinaria visibile in un eccentrico personaggio; un tunisino; ha un’incontrollata energia nel suo modo di esprimersi e nel suo abbigliamento sgargiante. Quest’ultimo ha avuto l’idea geniale, miracolosa economicamente, di aprire un’attività lavorativa; una pasticceria che ha un nome caratteristico: “ Che Babà”. Emergono in questo testo teatrale temi attuali in materia d’immigrazione e di gestione di attività lavorative riguardo alla popolazione residente che magari percepisce un reddito di cittadinanza; il tutto esplicitamente  in chiave ironica, di comicità.

A sollevare quest’ultime circostanze è un estroso personaggio che veste di una tuta sportiva per la maggior parte, un amico di famiglia;  forse un nemico di casa poiché quel debito di 30.000 euro lo attribuisce, in maniera illecita, all’amico in coma. In sintesi i due protagonisti della vicenda non trovano altro da fare se non un travestimento e un alterazione dei dati personali per sfuggire all’usuraio.  Si genera una serie incontrollata di equivoci, di situazioni paradossali. Uno dei giovani personaggi è un influencer; Le sue entrate caratterizzano la scena; un momento  di contemporaneità per ricordare che la vicenda è ambientata ai giorni nostri che coinvolge,  dove l’intreccio si era già complicato. Nel frattempo, alla conclusione, in una situazione di dinamicità scenica, in un groviglio d’inestricabile e assicurata comicità e ironia; cade un netto epilogo finale che riscrive l’intera trama. Una seconda caduta del protagonista padrone di casa fa da prologo e mostra come la scena, in un fermo immagine, si trasformi!  quella realtà fino al quel punto espressa, in effetti, è inesistente!  Per meglio intenderci la trama, fin lì, è il suo svolgersi in un sogno del protagonista; ridestatosi, quest’ultimo si accorge che la realtà “vera” è leggermente differente ma più che decisiva in alcuni punti essenziali. Una cosa sola rimane predominante, intatta, ben radicata; quei trentamila euro! Non sono un debito nei confronti di un usuraio ma una richiesta semplice di un prestito! Come dire ci risiamo!

L’incubo continua! Qualunque realtà si presenti, quella tangibile o quella onirica per il protagonista è un’immancabile seccatura! Il quadro degli attori completo che meritano citazione per il notevole consenso di pubblico: Raffaella Orefice, Francesco De Cenzo, Antonia Tudisco, Mario Bragigliano, Giovanni Ciramella, Daniele Fiorentino e infine Carmine Camardella

Egidio Osti


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