Nel Salone dei Marmi di Palazzo di Città la cerimonia della prima edizione del Concorso Letterario Internazionale. Oltre 300 opere finaliste e una forte presenza di giovani talenti. Tra i riconoscimenti più prestigiosi, il Premio alla Cultura 2026 alla scrittrice e giornalista Adelina Mauro: «Vedere riconosciuto il valore di un lungo percorso dedicato alla cultura e all’impegno di una vita è una gioia indescrivibile».
Salerno, 11 Ottobre – Per una sera Salerno si è trasformata in un crocevia di parole, immagini, musica, esperienze e storie di vita. Nella cornice solenne del Salone dei Marmi di Palazzo di Città, sabato 10 ottobre 2026, si è svolta la cerimonia di premiazione della prima edizione del Concorso Letterario Internazionale “Koiné Intersezioni d’Arte”, appuntamento nato con l’ambizione di mettere in dialogo linguaggi espressivi differenti e di fare della cultura un luogo autentico di incontro.
Un debutto che ha superato le aspettative degli organizzatori, con oltre 300 opere giunte in finale, suddivise in sette sezioni, dalla poesia alla narrativa fino alle arti visive. A valutarle una commissione composta da 14 giurati professionisti, chiamati a un lavoro di selezione condotto con rigore, competenza e senso di responsabilità.
A ideare il Premio e a guidarne la prima edizione è stata la scrittrice e autrice Francesca Patitucci, presidente del Concorso e della Giuria, che ha voluto racchiudere già nel nome “Koiné” la filosofia dell’iniziativa: creare uno spazio comune nel quale letteratura, arte, formazione e partecipazione possano incontrarsi e contaminarsi.
Uno degli elementi più significativi della prima edizione è stata la partecipazione delle nuove generazioni. La sezione Giovani Talenti ha raccolto circa 70 opere, tra poesie, fiabe, racconti, disegni e dipinti provenienti da diverse città italiane. Un dato che assume un valore particolare in un Premio che vuole guardare non soltanto a ciò che la cultura rappresenta oggi, ma anche al patrimonio umano e creativo che sarà chiamato a custodirla domani. «I ragazzi sono la linfa del nostro domani e il loro estro ci fa ben sperare – ha dichiarato Francesca Patitucci –. Speriamo che continuino a credere nei loro sogni, a coltivarli e a farne dono a tutti».
Per l’occasione è stata inoltre realizzata un’antologia speciale che raccoglie tutte le opere premiate, memoria concreta di un evento capace di richiamare a Salerno autori, artisti, vincitori e appassionati da diverse realtà del Paese. La cerimonia ha intrecciato dimensione letteraria, presenza istituzionale e musica. Ad affiancare l’organizzazione nella gestione della serata è stata l’Associazione Culturale Scriptorium, rappresentata dalla presidente Luciana Mauro, giornalista de Il Mattino. L’atmosfera del Salone dei Marmi è stata impreziosita anche dagli interventi musicali del cantante e musicista Michele Ricciardi, che con la sua voce ha accompagnato alcuni dei momenti più intensi della serata.
Ma “Koiné Intersezioni d’Arte” non ha voluto celebrare soltanto i vincitori delle singole sezioni. Una parte importante della cerimonia è stata dedicata ai Premi alla Cultura nazionale e internazionale e ai Premi alla Carriera, destinati a personalità che nel tempo hanno trasformato la propria attività professionale, artistica e civile in un contributo concreto alla crescita della comunità.
Ed è proprio in questo contesto che uno dei momenti più emozionanti della serata ha avuto come protagonista la scrittrice e giornalista Adelina Mauro, componente della redazione di SittiusNews24, alla quale è stato conferito il prestigioso Premio alla Cultura 2026. Non soltanto un riconoscimento a una produzione letteraria, dunque, ma il tributo a un percorso lungo decenni, nel quale scuola, scrittura, giornalismo, volontariato e impegno sociale hanno finito per diventare parti della stessa storia.
La motivazione ufficiale del Premio ricostruisce proprio questa trama. Il Premio alla Cultura 2026 è stato conferito ad Adelina Mauro «per il lungo e significativo percorso dedicato alla formazione, alla letteratura e alla promozione culturale, attraverso un impegno costante che ha saputo intrecciare scuola, scrittura e partecipazione alla vita della comunità».
Oltre quarant’anni dedicati all’insegnamento nei diversi ordini e gradi della scuola, con un’attenzione particolare agli studenti più fragili. Una concezione dell’educazione nella quale l’arte, la poesia e la scrittura creativa non sono mai state considerate semplici attività accessorie, ma strumenti capaci di favorire inclusione, crescita personale, espressione e consapevolezza.
Nel corso della sua esperienza didattica, Mauro ha ideato e guidato progetti che hanno permesso ai suoi studenti di confrontarsi anche in ambito nazionale e di ottenere importanti riconoscimenti. Alla lunga esperienza nella scuola ha affiancato una significativa attività letteraria, premiata in numerosi concorsi nazionali e internazionali, insieme alla partecipazione a giurie tecniche di concorsi letterari e cinematografici, all’organizzazione di eventi e alla promozione di iniziative rivolte soprattutto al territorio e alle giovani generazioni. Un cammino proseguito anche nel giornalismo, prima attraverso collaborazioni con testate campane, quindi con l’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti della Campania e con l’attività svolta oggi all’interno della redazione di SittiusNews24.
A completare il profilo richiamato dalla motivazione del Premio è il costante impegno sociale e associativo: volontariato, iniziative solidali, rassegne letterarie, presentazioni di libri e occasioni pubbliche di incontro e confronto culturale. Poche parole, quelle incise sulla targa consegnatale, riescono a condensare il significato di una storia professionale e umana molto più lunga: «Ad Adelina Mauro, per aver fatto della cultura una scelta di vita, unendo insegnamento, letteratura ed impegno sociale nella formazione delle nuove generazioni».
È probabilmente proprio l’espressione “scelta di vita” a restituire meglio il senso del riconoscimento. Perché nel percorso di Mauro la cultura non appare confinata alla pagina di un libro o alla produzione letteraria, ma attraversa la scuola, il giornalismo, l’associazionismo, il volontariato e il rapporto con le nuove generazioni.
La consegna del Premio da parte della presidente Francesca Patitucci ha suscitato una forte emozione nella scrittrice e giornalista palmese, che successivamente ha affidato ai social il racconto e la gratitudine per quanto vissuto nel Salone dei Marmi. «Un riconoscimento che mi riempie il cuore di emozione e gratitudine. Una sorpresa incredibile», ha scritto Adelina Mauro. Una sorpresa autentica, come lei stessa ha raccontato: «Per l’invito fortemente ricevuto, mi aspettavo altro, ma un Premio così importante mi ha dato emozioni forti». Poi il pensiero è andato inevitabilmente al lungo cammino che ha preceduto quella targa e quel momento pubblico: «Vedere riconosciuto il valore di un lungo percorso di cultura dedicato all’impegno di una vita è una gioia indescrivibile».
Parole che trasformano un riconoscimento individuale nel bilancio emotivo di molti anni trascorsi tra aule scolastiche, pagine scritte, iniziative culturali e attività sul territorio. «Un grazie di cuore alla Presidente, alla giuria e a tutta l’organizzazione per la profonda stima e per la splendida accoglienza in questa giornata indimenticabile. E un grazie sincero a chi ha condiviso e continua a condividere questo cammino al mio fianco!», ha concluso Mauro.
La prima edizione di “Koiné Intersezioni d’Arte” si chiude così lasciando un messaggio che va oltre classifiche, targhe e riconoscimenti. La cultura diventa davvero koiné, lingua comune, quando riesce a mettere in comunicazione generazioni diverse; quando unisce chi scrive e chi insegna, chi dipinge e chi compone musica, chi racconta un territorio e chi prova a costruirne il futuro.
Nel Salone dei Marmi, tra le opere di centinaia di partecipanti e l’entusiasmo dei giovani talenti, il Premio alla Cultura assegnato ad Adelina Mauro ha rappresentato una delle immagini più emblematiche di questa filosofia: quella di una donna che per oltre quarant’anni ha scelto di considerare la conoscenza non come patrimonio da custodire per sé, ma come qualcosa da trasmettere, condividere e mettere al servizio degli altri. Ed è proprio questa l’eredità più significativa della prima edizione di “Koiné”: ricordare che la cultura diventa veramente viva quando, prima ancora di essere celebrata, viene praticata ogni giorno.
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