Dalla notte presidi sull’A30 e sull’A1, poi la mobilitazione raggiunge il Salernitano. Prima Nola, quindi Nocera-Pagani, Eboli e l’A2 tra Battipaglia e Campagna. La protesta degli autotrasportatori si allarga nel Mezzogiorno.

Napoli, 16 Ottobre – Disagi, code e svincoli bloccati. La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante è arrivata sulle principali arterie della Campania e, nel corso della giornata di venerdì 16 ottobre, si è progressivamente estesa fino alla provincia di Salerno, interessando l’A30 Caserta-Salerno e l’A2 del Mediterraneo.

La mobilitazione è cominciata nella notte. Dalla mezzanotte i primi mezzi pesanti si sono concentrati nei pressi dei caselli di Nola, sull’A30, e di Caianello, lungo l’A1 Milano-Napoli. Un altro presidio è stato segnalato nell’area di Caserta Sud. I camion hanno lasciato varchi per consentire il passaggio degli altri veicoli, ma la presenza dei mezzi ha comunque provocato rallentamenti e ripercussioni sulla circolazione. La Polizia Stradale ha seguito fin dalle prime ore l’evoluzione della protesta.

Uno dei primi punti critici della giornata è stato lo svincolo di Nola. La manifestazione ha portato alla temporanea chiusura dell’uscita dell’A30 da entrambe le provenienze, con code anche nel tratto compreso tra il bivio con l’A16 Napoli-Canosa e lo stesso svincolo.

La situazione è progressivamente migliorata nel corso della mattinata: intorno alle 10.30 l’uscita di Nola è stata riaperta e gli accodamenti segnalati in precedenza sono terminati. Ma con il passare delle ore il fronte della protesta si è spostato più a sud.

Intorno alle 13 la protesta ha interessato direttamente la provincia di Salerno. Autostrade per l’Italia ha comunicato la chiusura temporanea dell’uscita di Nocera-Pagani, sull’A30 Caserta-Salerno, da entrambe le provenienze, a causa della manifestazione in corrispondenza della stazione.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Stradale e il personale di Autostrade per l’Italia. Per gli automobilisti provenienti da Salerno è stata indicata come alternativa l’uscita di Castel San Giorgio, mentre per chi arriva da Caserta è stato consigliato lo svincolo di Sarno.

La presenza dei mezzi pesanti nell’area del casello ha provocato code e rallentamenti, con conseguenze anche sulla viabilità dell’Agro nocerino-sarnese.

Nel pomeriggio la mobilitazione si è spinta ancora più a sud, raggiungendo l’A2 del Mediterraneo. Mezzi pesanti sono stati segnalati nei pressi dello svincolo di Eboli, dove si sono registrati ulteriori disagi alla circolazione. La presenza di blocchi e proteste allo svincolo ebolitano è stata riportata anche dalle cronache locali.

Criticità sono state inoltre segnalate lungo il tratto compreso tra Battipaglia e Campagna, dove nel pomeriggio risultava interessata dalla protesta anche una corsia autostradale. Un quadro in continua evoluzione, dunque, lungo uno degli assi più importanti per i collegamenti tra la provincia di Salerno e il resto del Mezzogiorno.

Quella campana è parte di una mobilitazione più ampia che sta interessando diverse regioni meridionali.

In Calabria, Fedralog, la Federazione regionale della logistica, ha proclamato il fermo degli autotrasportatori dal 16 al 20 ottobre. Una quindicina i presidi segnalati nella regione, tra l’area dell’aeroporto di Lamezia Terme, il porto di Gioia Tauro e diversi svincoli dell’A2 nel Cosentino. I mezzi sono stati disposti prevalentemente ai lati delle carreggiate, senza bloccare completamente la circolazione, ma provocando restringimenti e rallentamenti.

Disagi sono stati registrati anche in Basilicata, mentre altre iniziative di protesta sono state segnalate in diverse zone del Sud. Il malcontento nasce dall’aumento dei costi che gravano sulle imprese del trasporto: non soltanto il carburante, ma anche personale, assicurazioni, manutenzione, rate dei mezzi e spese di gestione. Secondo Fedralog, a pesare ulteriormente sono tariffe di trasporto che in molti casi non riescono a compensare l’incremento dei costi sostenuti dalle aziende.

Al centro della protesta resta soprattutto il prezzo del gasolio, voce determinante nei bilanci delle imprese di autotrasporto. In Campania, nella giornata del 16 ottobre, le rilevazioni disponibili indicavano livelli particolarmente elevati proprio per il diesel, con valori medi superiori ai due euro al litro in numerose aree della regione.

Gli autotrasportatori chiedono quindi interventi che consentano di ridurre l’impatto del caro carburante e, più in generale, di riportare in equilibrio i costi di esercizio delle aziende.

La tensione resta alta. Il Ministero dei Trasporti ha convocato un tavolo di confronto per il 27 ottobre, mentre nel frattempo le mobilitazioni proseguono e nuovi presidi potrebbero aggiungersi a quelli già organizzati.

In Campania, intanto, la giornata restituisce l’immagine di una protesta partita nella notte dal nodo di Nola e progressivamente scesa verso sud: prima l’A30, poi l’Agro nocerino-sarnese e infine la Piana del Sele e l’A2. Con automobilisti e pendolari costretti a fare i conti con deviazioni, code e rallentamenti e una situazione destinata a rimanere sotto osservazione nelle prossime ore.

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