Il tribunale del Riesame di Salerno dovrà riesaminare le misure cautelari disposte nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica assassinato a colpi di pistola nel settembre 2010.
Napoli, 9 Aprile – La Corte di Cassazione ha accolto i ricorsi presentati dai legali di Fabio Cagnazzo, colonnello dei carabinieri, dell’ex sottufficiale Lazzaro Cioffi e dell’imprenditore Giuseppe Cipriano. I tre erano stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare nei mesi scorsi. Non aveva impugnato il provvedimento Romolo Ridosso, ex collaboratore di giustizia, anche lui coinvolto nell’indagine.
La decisione della Suprema Corte non comporta la scarcerazione degli indagati, ma impone un nuovo esame davanti ai giudici del Riesame. “È un elemento significativo, l’apertura di una prima breccia”, ha commentato Ilaria Criscuolo, avvocata di Cagnazzo.
Nel frattempo, lo scorso febbraio la Procura di Salerno ha chiuso le indagini preliminari. Sono otto le persone indagate che rischiano ora il rinvio a giudizio. Secondo l’accusa, Vassallo sarebbe stato ucciso per impedire che denunciasse un traffico di droga ad Acciaroli, frazione del comune cilentano che amministrava.
Il delitto irrisolto del “sindaco pescatore” – Angelo Vassallo, noto come “il sindaco pescatore” per il suo passato da uomo di mare e per il suo impegno a favore dell’ambiente e della legalità, fu ucciso la sera del 5 settembre 2010, mentre rientrava a casa. Nove i colpi di pistola calibro 9 esplosi contro di lui, un agguato in stile esecutivo che per anni è rimasto senza un colpevole.
Il caso ha suscitato una vasta eco mediatica e indignazione pubblica. La figura di Vassallo è diventata simbolo di un’amministrazione onesta e di un Sud che resiste alle logiche criminali. Le indagini, lunghe e complesse, si sono concentrate su diversi filoni, tra cui quello del traffico di droga nella zona costiera del Cilento, che il sindaco avrebbe scoperto e minacciato di denunciare. Solo nel 2023 l’inchiesta ha avuto una svolta con l’emissione delle prime misure cautelari. Gli inquirenti ipotizzano che Vassallo sia stato eliminato per mettere a tacere la sua voce scomoda.
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