Sorrento, 15 Luglio  – Un sistema di corruzione radicato nella macchina amministrativa del Comune di Sorrento, dove le regole degli appalti pubblici venivano piegate a interessi privati attraverso un meccanismo consolidato di minacce, favori e mazzette. È il quadro delineato dalla Guardia di Finanza nell’inchiesta che ha portato oggi all’arresto di 16 persone, tra cui l’ex sindaco Massimo Coppola e il consigliere comunale Vincenzo Sorrentino.

L’operazione, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata e illustrata in conferenza stampa dal procuratore Nunzio Fragliasso, ha fatto emergere un sistema di gestione illecita degli appalti che coinvolge politici, funzionari e imprenditori. Sedici le misure cautelari eseguite (11 in carcere, 5 ai domiciliari), disposte dal giudice per le indagini preliminari senza interrogatori preventivi, per evitare il pericolo di inquinamento delle prove.

Il cuore dell’inchiesta: 36 appalti e 35 milioni di euro – Secondo l’accusa, sono 36 gli appalti finiti al centro dell’indagine, per un valore complessivo superiore ai 35 milioni di euro, finanziati in larga parte con fondi pubblici – tra cui fondi del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) e Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale). A Massimo Coppola, già in carcere dallo scorso maggio dopo l’arresto in flagranza, la Procura contesta tutti e 14 i capi di imputazione.

Il sistema, ha spiegato Fragliasso, si fondava su un metodo collaudato: pressioni sugli imprenditori, scambi di favori, percentuali fisse da versare per aggiudicarsi i lavori pubblici. Coppola, secondo le intercettazioni, incassava tra il 6% e il 10% del valore dell’appalto. Le tangenti venivano discusse con una certa disinvoltura dagli imprenditori coinvolti.

Figura chiave dell’inchiesta è anche Raffaele Guida, noto come “Lello il sensitivo”, che pur non ricoprendo alcun incarico ufficiale, si presentava come vicesindaco e interveniva attivamente nelle decisioni dell’amministrazione, anche politiche. Era lui, spiegano gli inquirenti, il braccio operativo del sindaco: entrambi utilizzavano telefoni dedicati, definiti “canarini”, dotati di sim intestate a extracomunitari per eludere i controlli delle forze dell’ordine. Quando comunicavano tramite le utenze personali, ricorrevano invece a un linguaggio criptico.

Nel decreto del gip, le modalità operative sono descritte come “tipiche delle consorterie criminali”: un lessico e un modus operandi che evocano contesti mafiosi più che dinamiche istituzionali.

L’inchiesta ha subito un’accelerazione il 21 maggio scorso, con l’arresto in flagranza di Coppola. A far scattare l’intervento è stata la denuncia di un imprenditore locale, ormai esasperato dalle continue richieste economiche del sindaco. L’uomo, ha raccontato Fragliasso, si è presentato spontaneamente in Procura chiedendo di essere ricevuto “subito, la sera stessa”, perché era allo stremo e aveva persino minacciato il suicidio.

Il caso ha messo in luce come le dinamiche corruttive non solo alterassero la concorrenza, ma producessero anche un pesante clima di intimidazione psicologica per chi cercava di lavorare onestamente.

Durante le intercettazioni, uno degli imprenditori avrebbe fatto riferimento al pagamento di tangenti anche in altri comuni, parlando delle “tariffe” in maniera abituale. La Procura ha confermato che sono in corso ulteriori accertamenti su altri enti locali potenzialmente coinvolti, ma al momento vige il massimo riserbo sull’identità dei comuni interessati.

Secondo le indagini, la rete corruttiva era ben strutturata e radicata all’interno dell’amministrazione comunale. I funzionari sarebbero stati “disponibili ad assecondare il sindaco”, mentre i componenti delle commissioni di gara si sarebbero mostrati “proni alle sue sollecitazioni”. Non un caso isolato, dunque, ma un sistema che coinvolgeva più livelli della macchina pubblica. “Con questa operazione mettiamo fine a una vera e propria contaminazione del sistema burocratico”, ha detto Fragliasso, sottolineando l’eccezionale gravità del caso.

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.