Monreale, 27 Aprile – Tre giovani vite sono state spezzate da una sparatoria feroce che ha trasformato una piazza gremita in un teatro di paura e morte. Una lite per motivi futili, un’escalation di violenza, poi gli spari: almeno quindici colpi che hanno interrotto sogni, affetti, futuro. Monreale, ancora incredula e lacerata dal dolore, ha cancellato ogni festa. Al posto delle celebrazioni, il silenzio del lutto.

Una notte che doveva profumare di festa si è trasformata in tragedia. In via Benedetto D’Acquisto, cuore pulsante della vita serale di Monreale, tre giovani – Salvatore Turdo, 23 anni, Massimo Pirozzo e Andrea Miceli, entrambi 26enni – sono caduti sotto i colpi di pistola esplosi nella confusione di una rissa scoppiata per futili motivi. Due ragazzi sono rimasti feriti, ma i medici rassicurano: non sono in pericolo di vita.

Erano circa l’una e trenta quando la piazza gremita è piombata nel caos. Prima le urla, il lancio di tavoli e bottiglie, poi i colpi di pistola che hanno attraversato la notte, coprendo le grida di paura. In pochi istanti, è scoppiato il panico: gente che fuggiva, si nascondeva dietro le auto, piangeva. “Sembrava il finimondo”, racconta un testimone.

Secondo i primi accertamenti, tutto sarebbe nato da una lite tra giovani di Monreale e due palermitani dello Zen. La rissa, in un crescendo di violenza, è sfociata nella sparatoria. I Carabinieri lavorano senza sosta per identificare il responsabile: hanno acquisito le immagini di videosorveglianza, raccolto bossoli conficcati persino nelle fioriere, ascoltato decine di testimoni.

Tra le vittime, una storia spezzata di coraggio: Andrea Miceli, prima di essere colpito, aveva messo in salvo la fidanzata, chiudendola in auto. Poi era tornato per aiutare il cugino, Salvatore Turdo. Non sono sopravvissuti.

Il sindaco Alberto Arcidiacono, visibilmente scosso, ha annunciato l’annullamento della 399ª edizione della Festa del Santissimo Crocifisso. “In questo momento di profondo dolore, ogni festeggiamento sarebbe inopportuno”, ha detto. Sarà proclamato il lutto cittadino. Anche il vice presidente della Camera, Giorgio Mulè, ha voluto manifestare la propria vicinanza: “Un abisso di sofferenza. Una catastrofe umana che lascia increduli”.

Intanto, il dolore si riversa negli ospedali di Palermo, presi d’assalto da parenti e amici. Momenti di tensione si sono registrati anche all’arrivo dei soccorritori del 118, aggrediti dalla folla disperata. “Non possiamo più operare in condizioni di insicurezza”, denunciano gli operatori. Monreale si stringe ora attorno alle famiglie delle vittime. In una città vestita a lutto, il suono delle campane avrà un sapore amaro. Dove doveva esserci festa, ora regna solo il silenzio del dolore.

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.