Benevento, 7 Luglio – Si aggrava la posizione giudiziaria di C.A. detenuto presso la Casa Circondariale “P. Campanello” di Ariano Irpino (AV), per il quale la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento ha prima chiesto e poi convalidato il rinvio a giudizio con le accuse di atti persecutori e accesso abusivo a sistemi telematici, in concorso con l’aggravante di aver agito ai danni della sua ex fidanzata.
Secondo gli atti depositati dal pubblico ministero Olimpia Anzalone, C.A. – già detenuto per altri reati – avrebbe reiteratamente molestato telefonicamente, tra luglio e dicembre 2023, la ex compagna Antonia Romano, residente a Sarno (SA), chiamandola anche in occasione di ricorrenze significative, come il 22 luglio 2019, anniversario della loro relazione, con frasi minacciose e allusive, tra cui: “Sei felice adesso? Tanto non dura”.
L’indagine è stata avviata in seguito alla querela presentata dalla vittima il 2 febbraio 2024, con riferimento anche ad altri episodi. In particolare, Ascione avrebbe chiesto la rimozione di una foto pubblicata dalla donna su un social, minacciando conseguenze qualora non avesse obbedito. Le molestie, secondo quanto accertato, sarebbero proseguite anche dopo la denuncia.
Non solo: il detenuto è accusato anche di aver fatto uso improprio di un telefono cellulare all’interno del carcere, utilizzando un’utenza intestata a un’altra persona per compiere le chiamate. Le violazioni sarebbero avvenute tra febbraio e aprile 2024, dapprima nella Casa Circondariale di Gaglione (BN) e poi ad Ariano Irpino, dove Ascione si trova attualmente recluso.
Il Giudice per le Indagini Preliminari, dott. Roberto Nuzzo, aveva fissato l’udienza preliminare per il 23 giugno 2025, alle ore 09:30, presso il Palazzo di Giustizia di Benevento. In tale occasione è stata confermata la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura per il 25 febbraio 2026.
La persona offesa, Antonia Romano, sarà presente come parte lesa nel procedimento. Il legale di fiducia dell’imputato è l’avvocato Antonio Leone del Foro di Benevento.
Il procedimento penale si basa su un impianto probatorio che include informative redatte dalle stazioni dei Carabinieri di Monteforte Irpino e di Torre Melissa, datate tra luglio e dicembre 2024, in cui sono documentate le attività di indagine e i riscontri raccolti. L’episodio accende nuovamente i riflettori sull’uso illecito di strumenti di comunicazione all’interno degli istituti di detenzione e sulle difficoltà delle vittime di stalking e molestie nel sentirsi al sicuro anche dopo la condanna del proprio aggressore.
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