Napoli, 1 Aprile – La difesa di Alessandro Impagnatiello, condannato all’ergastolo in primo grado per l’omicidio della fidanzata Giulia Tramontano, incinta di sette mesi, è al lavoro sul ricorso in appello. Il documento sarà depositato nelle prossime settimane, prima della scadenza prevista.
Durante l’arringa finale, le avvocatesse Giulia Geradini e Samantha Barbaglia avevano sostenuto l’incompatibilità tra la “condotta grossolana” tenuta dall’ex barman dopo il delitto e l’immagine di “scacchista, pianificatore e stratega” delineata dall’accusa. Secondo la difesa, le aggravanti della premeditazione e della crudeltà, entrambe riconosciute dalla Corte d’Assise di Milano, dovevano essere escluse.
Tuttavia, nelle motivazioni della sentenza, depositate a febbraio, i giudici hanno sottolineato che Impagnatiello avrebbe pianificato l’omicidio per quasi sei mesi, colpendo la compagna con 37 coltellate il 27 maggio 2023, a Senago, nel Milanese. Undici di queste le sarebbero state inferte mentre era ancora viva. Per la Corte, Giulia avrebbe avuto coscienza, anche solo per pochi istanti, che insieme a lei stava morendo anche il bambino che portava in grembo. La difesa ora punta a ribaltare la sentenza in appello, contestando le aggravanti che hanno portato alla condanna all’ergastolo.