InCanto Napoletano: la tradizione musicale rivive nel cuore del centro storico di Napoli

Napoli, 26 Gennaio – Sabato 24 gennaio si è tenuto lo spettacolo InCanto Napoletano, evento di punta del Teatro TheAtrì, piccolo gioiello   situato nel cuore del centro storico di Napoli, esattamente in un suggestivo e autentico basso napoletano, dove ogni pietra racconta ere di storia, arte e tradizione. TheAtrì, è un gioco di definizioni della parola inglese Theatre e ‘Atri’, nome della via che porta alla piazzetta prospiciente il teatro, che ha aperto i battenti ufficialmente nel maggio 2023.

Il progetto TheAtrì e lo spettacolo InCanto Napoletano sono nati dall’iniziativa di tre artisti e amici che hanno voluto creare un distretto di cultura napoletana nel centro storico, di riqualificazione e trasformazione da popolare a residenziale. A parlarne, per informare i 60 spettatori provenienti da Palma Campania, del gruppo “Sorridi alla vita”, un’associazione di volontariato fondata in memoria di Martina Santella è il M° Marco Amoroso, ideatore, produttore e direttore artistico dello spettacolo. Alan De Luca, noto attore e comico napoletano, è tra i soci fondatori, mentre l’artista Francesco Palmieri è collaboratore nel progetto.

Marco Amoroso ci tiene a sottolineare che il teatro TheAtrì è nato come una scommessa culturale: trasformare uno spazio nel centro storico, di un antico “basso”, in una sala capiente per circa 60 posti, per sottrarlo all’occupazione di fast food e friggitorie, restituendolo all’arte e alla musica.

Lo show di prima serata presentato da musicisti professionisti, cantanti e ballerine che eseguono il repertorio classico con scenografie tradizionali di Margherita Siesto, anche con numerosi cambi d’abito d’epoca dal ‘700 al ‘900, ha avuto una durata di circa un’ora. Lo spettacolo senza interruzioni ha rallegrato i presenti con la padronanza, l’energia e il cuore degli artisti emozionandoli con melodie senza tempo. Si è respirata, vissuta e condivisa passione e tradizione dell’arte fino all’ultimo applauso travolgente per gli artisti. Cito alcune delle tante melodie napoletane cantate e rappresentate:

Cecerenella, nata nel 1700, si è diffusa durante l’Ottocento, diventando un classico della canzone partenopea e estendendo la sua popolarità oltre Napoli; Spingule francese, canzone della Piedigrotta del 1888 con testo di Salvatore Di Giacomo e musica di Enrico De Leva. Funiculì funiculà scritta nel 1880 dal giornalista Giuseppe Turco e musicata da Luigi Denza, ‘O marenariello famosa e di notevole successo, del 1893 musicata da Salvatore Gambardella su testi di Gennaro Ottaviano. Il ritornello che nessuno dimentica:

Vicin’ ô mare
Facimmo ‘ammore,

A core a core
Pe’ nce spassà.

Sò marenaro
E tiro ‘a rezza;
Ma p’allerezza
Stong’a murì.

O’ sole mio, senza dubbio la più celebre canzone napoletana, pubblicata nel 1898 e conosciuta in tutto il mondo. È stata incisa da cantanti di varie lingue. La famosa A tazza ‘e cafè, scritta da Giuseppe Capaldo e musicata da Vittorio Fassone, ebbe un successo strepitoso e duraturo, essendo cantata ed incisa da molti artisti, tra i quali figurano tra i tanti Roberto Murolo, Milva e Gabriella Ferri. Lilì Kangy  scritta dagli autori napoletani Giovanni Capurro Salvatore Gambardella. Narra, la storia di una giovane ragazza che decide di cambiare nome da Concetta a Lilì Kangy.

Mo nun só’ cchiù Cuncetta,

ma só’ Lilí Kangy,
sciantosa prediletta,
avite voglia ‘e dí!

Quanno mme ribbuttaje,
e chi v’ ‘o ppò cuntá?
‘A gente mme menaje
mazzette ‘nquantitá…

Chi mme piglia pe’ frangesa,
chi mme piglia pe’ spagnola,
ma só’ nata ô Conte ‘e Mola,
metto ‘a coppa a chi vogl’ i’…

Caro Bebè,
che guarde a fá?
i quanno veco a te
mme sento disturbá!

Uno spaccato della “belle époque” napoletana, quando, a cavallo tra Ottocento e Novecento, era di moda per le cantanti che si esibivano nei locali scegliersi un nuovo nome francesizzante per sembrare più seducenti “. Interpreti a Theatrì: Antonio Cece alle chitarre, Giusy Lo Sapio e Luca Guida per percussioni e voce, Francesca Marotta e Roberta Minieri voce, ancora Antonella ParolisiMarika Di Micco, Sara Colella, Nicoletta Radice e Francesca Ripa.

Subito dopo lo spettacolo che include una degustazione servita nel tipico “vascio” situato dietro le quinte del Theatri, lo spazio incantevole, riproduce un antico basso napoletano con l’arredo di mobili del primo Novecento, completo di salotto, stanza da letto e cucina.  La serata per gli astanti si è conclusa in convivialità con l’assaggio di una pasta patate della tradizione culinaria napoletana e un bicchiere di vino.

Gli spettacoli di TheAtrì si tengono solitamente nei weekend, venerdì e sabato, spesso con due turni: pomeridiano e serale.

Per informazioni –  https://www.theatrinapoli.it/spettacoli/

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Adelina Mauro
“Sono un'insegnante e amo profondamente il mio lavoro. Due cose segnano la mia vita: Famiglia e Scuola. Credo nella bontà, nell’umiltà, nell’amore per il prossimo. Questi gli stimoli del mio impegno quotidiano affinché la vita sia veramente degna di essere vissuta. Amo leggere, viaggiare e preferisco scrivere”.