Cultura

Lettera ad una madre al Tempo della Pandemia

Brescia, 9 Maggio – Madre, mamma, la parola per eccellenza, l’essenza dell’esistenza, siamo tutti figli di una madre. Essere madre è così difficile, nessuno te lo insegna, e senza volere, andando contro ogni tua intenzione, con i figli, sbagli. Sbagli quando invece ti piacerebbe far bene, quando vorresti spianargli la strada, quando vorresti proteggerli. A volte li soffochi, a volte ti allontani. Una madre è così incompresa.

In questa lunga pandemia c’è stato regalato il tempo, tanto tempo, quello che nella frenesia della vita avevamo perso, quello sconosciuto. Attanagliati da pareti che diventavano sempre più opprimenti, dalla paura sempre più crescente, la mia stessa anima ha bussato alla porta costringendomi ad affrontare un silenzio che non volevo accettare, un silenzio che faceva male. Sono nate così queste parole che sono sì cariche di dolore, ma più di ogni altra cosa esplodono d’amore.

                                          “Per tutte le mamme del mondo

                                           che sono andate via, soprattutto

                                          nel silenzio di questa assurda pandemia” 

 

Cara mamma,

non sai quanto ti ho pensata nell’immobilità di questa lunga quarantena. Per la prima volta da quando sei andata via, ho tirato un sospiro di sollievo. Solo l’idea di quell’atrocità, di quella solitudine straziante, mi procurava un dolore tale che io, che con le parole me la cavo abbastanza, non sarei stata in grado di trovarne una per poterlo raccontare.

Povere madri allontanate senza disturbare, con la sirena accesa, in mani estranee, per diventare improvvisamente astronaute, affidate ad una bolla.

Povere madri, nonne innamorate, che se avessero avuto accanto i nipotini, per non spaventarli, avrebbero preso aria e inventato per loro una storia divertente:

”La nonna, sta facendo le prove per andare sulla luna”.

Cara mamma, ho rivissuto i tuoi ultimi respiri e per la prima volta ho tirato un sospiro di sollievo.

Dicevi sempre che non avevi paura di morire, e che quando il Signore ti avrebbe voluta con sé, non saresti stata impreparata.

E pronta ti sei fatta trovare, in un silenzio che non fa paura.

Avevi solo un desiderio che ripetevi sovente come una nenia, rivedere noi, i tuoi figli e poi andare.

E così è stato mamma, in quella quiete che sapeva già di oltre, nella poca forza che ti era concessa e nei tuoi occhi chiusi, ci hai donato carezze.

 

Povere madri, alla ricerca degli affetti, rubato forse un bacio da una finestra. E grazie ad occhi buoni, dietro una visiera, in mani stanche avvolte in protezioni, un saluto in un respiro soffocato è giunto a loro attraverso un cellulare.

Cara mamma, quel feretro proprio non volevo farlo entrare. Scarno, enorme per le tue ormai minute spoglie. Urlavo di dolore. Era lancinante, era accumulato, era arrabbiato, perché avevo tante cose da dirti, ma non l’avevo fatto.

Feretri che sfilano con e come soldati: ordinati, ubbidienti, ignari della destinazione. Scortati con il cuore a pezzi e gli occhi spenti, in nome della Patria. La nostra terra, la nostra Patria, le nostre mamme.

Cara mamma, pochi giorni prima mi avevi fatto un gran regalo, un messaggio d’amore, in codice sia chiaro, sibillino, tra le righe, ma tu non sai mamma, quanto sia stato importante per me.

“Figli amati, adorati,

siamo noi, le mamme, quelle che sono andate via.

Non siate tristi, non angustiatevi, eravamo consapevoli di ciò che stava accadendo.

Il nemico invisibile ce lo aveva chiesto, sapete?

Ebbene sì, è stato onesto, non l’avreste detto, vero?

Non abbiamo esitato: Prendi noi, siamo qui, siamo pronte, ma lascia i nostri figli, loro no, non li devi toccare”.

Cara mamma, ora son finite le parole, quelle dette, quelle che fanno rumore. Ora resta il silenzio intriso d’amore.

                                 Nessun disturbo… è madre!

Il dolore, la solitudine, l’andare via regalando l’ultimo sorriso… è madre!

Un bacio da una finestra, recuperando un respiro inconfessato… è madre!

Un feretro accantonato chissà dove, senza neanche un fiore …. è madre!

Un messaggio d’amore, un senso di pace… è madre!

Madri, nate per regalare la vita, morte prendendo su di loro il dolore!

Il silenzio… è madre!

 

 

Lella Di Marino

 


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