Cultura

NON ERA PAZZO!

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Napoli, 13 Agosto – Lamentarsi platealmente per il caldo, lo stress da lavoro ed altri fattori senz’altro futili è prassi ben consolidata: me ne avvedo ancor più marcatamente ogniqualvolta gironzolo nei locali della stazione centrale, in attesa dell’Intercity per la Calabria. Non è su questo, però, che intendo soffermarmi.

Ancor più irritante, cari Lettori, è il fatto che la gente stenta ad accettare un proprio simile per come egli è: volendo rendere il discorso più semplice, colui che ha delle sue idee viene sovente apostrofato come “matto”, “squilibrato”, et cetera.

Di tali epiteti per nulla lusinghieri è stato per anni destinatario uno dei più grandi maestri di pittura attivi nell’epoca moderna: parlo dell’Olandese Vincent Van Gogh, “colpevole” di aver ideato una tecnica pittorica fortemente innovativa in confronto allo stile tradizionale, caro agli accademici.

La forte riluttanza da parte di questi ultimi ad apprezzare le semplici pennellate del talentuoso artista s’è rivelata fatale, giacché ha ingenerato in lui la ben nota crisi personale che lo ha portato a compiere gesti apparentemente “folli”, culminata, poi, con il suicidio.

Il pazzo non era Vincent, ma……chi stentava a riconoscerne l’estro!

A metà della scorsa settimana, nel leggere attentamente la cronaca Puteolana, ho appreso che a Largo San Paolo (la cosiddetta “Piazza a Mare”) era stata allestita una mostra multimediale tesa ad illustrare in maniera comprensibile a tutti la personalità e le opere del genio di Zundert; ma lo scopo primario per cui la mostra in parola è stata organizzata è la promozione della lotta alla criminalità organizzata: è infatti con la cultura che si può sperare di porre un freno ad ogni devianza.

Da cosa bisogna partire affinché iniziative siffatte possano raggiungere l’obiettivo auspicato? Semplice: dai Cittadini più giovani, i quali – specialmente oggigiorno – si lasciano spesso condizionare da cattive frequentazioni e/o da familiari già dediti alla malavita.

Le situazioni difficili non si superano costringendo l’altro a vivere nel terrore di subire ingiustizie, bensì facendo ricorso al proprio intelletto: è infatti quest’ultimo il particolare che ci rende dissimili dalle bestie, come affermato sapientemente dal filosofo Immanuel Kant.

Van Gogh, nonostante le molteplici pietre in faccia ricevute – e qualche gesto istintivo -, non ha mai compiuto azioni orientate a ferire l’altro, tanto materialmente quanto sotto il profilo morale: questa presunta “pazzia”, costituente null’altro che l’effetto diretto dell’ignoranza di “Accademici” e poteniziali committenti, era sempre pronta a tramutarsi in un quadro intriso di significati. Che gente ipocrita: m’auguro che costoro, una volta incontratisi con Vincent Lassù, si siano perlomeno ravveduti.

Esorto, dunque, i Lettori più giovani a non deporre anzitempo le armi: la vita difficile di questo Paese, specie dopo l’avvento della pandemia in atto, presenta indubbi connotati di amarezza, ma…..se non ci battiamo in prima linea per arginare certi fenomeni (criminalità, nepotismo, asservimenti d’ogni genere, e quant’altro), corriamo il pericolo di perdere il senno, e non possiamo affatto permettercelo!

 

ADRIANO SPAGNUOLO VIGORITA 

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