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Gruppo Archeologico Terra di Palma: un’associazione con ventiquattro anni d’esperienza

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Palma Campania, 19 Marzo – Il distanziamento sociale sta condizionando ogni aspetto della nostra vita e anche le associazioni di volontariato devono fare i conti con la necessità di rispettare nuove regole. Ne parliamo con il Gruppo Archeologico “Terra di Palma”, presente sul territorio palmese da oltre vent’anni.

Si tratta di un’associazione di volontariato iscritta ai Gruppi Archeologici d’Italia, presente nel Registro del Volontariato della Regione Campania e in quello del Centro di Servizi per il Volontariato (CSV) di Napoli. È dunque un’associazione che gode di stima e visibilità nel panorama locale, ma non solo, e opera al fianco delle istituzioni per la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali e del patrimonio archeologico locale e nazionale.

Il Gruppo Archeologico Terra di Palma nasce nel 1997; i soci fondatori sono i coniugi Luigi Sorrentino e Marilena Nappi, che hanno condiviso da subito la passione per l’archeologia e lo studio del territorio con altri soci della prima ora: Giuseppe Trinchese, Angelo Rastelli, Gaetano Lauri, Giuseppe Sorrentino, Cinzia Rainone, Concetta Nunziata, Antonio Sangiovanni, Generoso Iervolino, Biagio Peluso e Gianpaolo Sorrentino. Attualmente gli iscritti al Gruppo Archeologico sono trentotto, mentre molti sono gli amici che negli anni hanno partecipato agli eventi, tra cui visite guidate ed escursioni. La professoressa Nappi, purtroppo, è deceduta due anni fa lasciando un grande vuoto nel cuore di tutti, ma l’associazione continua a portare avanti le attività, curando vecchi e nuovi progetti.

Il nome Terra di Palma è un riferimento alla storia locale: il territorio della Terra di Palma includeva anche due paesi poi diventati comuni autonomi (Carbonara di Nola e San Gennaro Vesuviano). È un sito archeologico, l’Acquedotto Augusteo, il monumento che più di altri rappresenta l’impegno profuso costantemente dal Gruppo Archeologico in attività di valorizzazione, mentre l’attenzione per la storia potrebbe identificarsi con la casa natale di Vincenzo Russo, martire della Repubblica Napoletana del 1799, presso la quale ogni anno il 16 giugno il Gruppo appone una corona d’alloro e organizza un evento con la partecipazione degli abitanti del quartiere e un gran numero di palmesi.

Chiediamo all’ingegnere Lugi Sorrentino, attuale direttore del Gruppo Archeologico quali siano i ricordi più belli di questi anni. “I ricordi sono veramente tanti. Tra le occasioni speciali c’è la partecipazione alle nostre attività dell’avvocato napoletano Gerardo Marotta, cui si devono importantissimi apporti al mondo della filosofia e della cultura in generale; con noi Marotta ha sposato l’idea della lapide commemorativa di Vincenzo Russo, collocata sulla casa natale del Russo. È lui l’autore del testo inciso”.

Domandiamo se la passione per l’archeologia, o più in generale per la storia, abbiano riservato ai soci del Gruppo Archeologico sorprese inaspettate. Sorridendo ci racconta un episodio particolare. “Andammo a Ravello alla presentazione del volume sulla Facies di Palma Campania (Bronzo antico), nell’ambito di un Seminario internazionale. Dopo l’evento l’archeologa francese Claude Albore Livadie ci invitò a visitare il sito archeologico di San Paolo Bel Sito, dove era in corso un’importante campagna di scavo. Era un sabato, lo ricordo come se fosse ieri; il mercoledì io e Marilena andammo a visitare il cantiere e fu lì che avvenne la sorpresa: davanti ai nostri occhi increduli la squadra scoprì gli scheletri di un uomo e una donna, risalenti all’Età del bronzo”. Alcuni anni dopo, all’alba del nuovo millennio, in località Croce del Papa a Nola sarebbe stato scoperto il famoso Villaggio preistorico di Nola.

Il Gruppo Archeologico negli anni si è fatto promotore dell’immagine del territorio e quindi anche della conoscenza della Facies di Palma Campania nell’ambito dei principali eventi dedicati al turismo archeologico. Prima fra tutte la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, la cui prima edizione risale al 1998. Il Gruppo vi ha partecipato dall’inizio; nell’ultima recente edizione in presenza, nel 2019, una sessione di lavori condivisa con gli altri Gruppi Archeologici è stata dedicata alla memoria di Marilena Nappi.

Torniamo al racconto dell’ingegnere Sorrentino, al quale chiediamo quale sia stato l’evento o il progetto più importante di questi anni. “Sicuramente per tutti noi è stata una grande gioia l’approvazione del progetto Aqua Felix. Non è stato il primo che ci sia stato finanziato dalle istituzioni, ma quello che ci ha consentito di fare una cosa alla quale tenevamo particolarmente. Il bando era della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e dal Servizio Civile Nazionale, il progetto era stato elaborato da Marilena e dal socio del Gruppo Gianpaolo Sorrentino e prevedeva la messa in sicurezza l’area dell’Acquedotto Augusteo in località Tirone. Eravamo scettici sull’approvazione perché in questi casi i progetti presentati sono moltissimi, ma è arrivata la comunicazione che avevamo avuto il finanziamento e che si poteva cominciare. Fu una grande gioia. L’area dell’Acquedotto è quindi stata riqualificata, la discesa scoscesa alla struttura è stata sistemata e in loco sono state ricavate anche delle gradinate che oggi accolgono i visitatori e all’occorrenza, gli spettatori di eventi organizzati nei pressi delle evidenze archeologiche, che in questo caso si trasformano in una suggestiva quinta scenografica, come è accaduto l’estate scorsa quando l’associazione Arci Palma Campania ha organizzato un cineforum all’aperto”.

La riqualificazione dell’area dell’Acquedotto Augusteo è un sogno diventato realtà di cui Marilena Nappi è riuscita ad assaporare la gioia, prima di lasciarci. Analogamente, ha è stata felice per la pubblicazione del primo numero della rivista Ad Teglanum, di qualche anno prima, dedicata a studi di storia locale, e per l’avvio dei lavori di sistemazione della Biblioteca del Gruppo Archeologico, che in seguito i soci hanno deciso di intitolarle.

“L’attuazione del progetto ad opera di alcuni ragazzi che hanno svolto la loro attività grazie al Servizio Civile Nazionale è stata un’altra grande soddisfazione di Terra di Palma”, ci dice l’ingegnere. “La conclusione dell’attività, che è durata un anno, purtroppo è avvenuta proprio all’inizio della pandemia, nel febbraio 2020, dunque la biblioteca non è ancora stata presentata ufficialmente al pubblico”.

Il Gruppo Archeologico intanto ha continuato a lavorare, cercando nuove strategie di comunicazione e adeguandosi al distanziamento sociale. Tra le attività dell’ultimo anno c’è la realizzazione della teca per l’antica a scultura lignea della Madonna delle Grazie conservata nella chiesa del Rosario, un’opera precedentemente restaurata a cura di Marilena Nappi. C’è stata poi la pubblicazione del secondo numero della rivista Ad Teglanum, che, in continuità con il precedente, contiene una serie di articoli scritti dai soci”.

Il Gruppo Archeologico Terra di Palma ha anche un blog molto interessante (www.terradipalme.wordpress.com), con articoli e in continuo aggiornamento; ha inoltre un profilo Instagram e una pagina Facebook. In periodo di pandemia i soci hanno mantenuto i contatti grazie a Whatsapp. Le attività in presenza sono state sospese, ma proprio grazie ai social si è dato nuovo corso alle iniziative. Nella settimana dell’8 marzo sono state realizzate e pubblicate interviste dedicate alle donne: i filmati sono stati realizzati grazie alla sinergia tra le socie Michela Buonagura e Anna D’Ursi, insieme a giovani studentesse palmesi.

Sempre via social, il 21 marzo, in occasione della Giornata mondiale della poesia, sarà possibile assistere all’evento dedicato alla presentazione del libro di poesie inedite di Marilena Nappi, curato dalla Buonagura e dalla D’Ursi, amiche e colleghe dell’autrice; all’evento prenderanno parte lo scrittore Luigi Romolo Carrino e l’artista Antonietta Sorrentino, che con la sua bellissima voce già altre volte ha allietato eventi organizzati dal Gruppo Archeologico Terra di Palma.

Ventiquattro anni di presenza sul territorio, dunque. Alla soglia del venticinquesimo anno, l’associazione ha tanta voglia di contribuire a far crescere ancora di più la consapevolezza che la cultura e la valorizzazione dei beni archeologici e storico artistici di una terra contribuisce alla crescita civile e morale dei suoi abitanti.

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