Report del primo incontro “Agorà della Comunità Accogliente e Solidale”
Scisciano, 28 Luglio – Venerdì 24 Luglio come cittadine e cittadini impegnate/i ogni giorno nella costruzione di una comunità accogliente e solidale ci siamo incontrati presso lo spazio del Campetto Solidale di via Campo in Scisciano per il primo incontro dell’ “Agorà della comunità accogliente e solidale”.
Durante questo incontro abbiamo riflettuto assieme sul concetto di comunità proprio partendo dall’esperienza del Campetto di via Campo, un luogo restituito alla cittadinanza grazie all’azione di una rete di associazioni e cittadini che hanno saputo mettere insieme pratiche di autorganizzazione e dialogo con le istituzioni. Questo spazio ogni settimana è luogo di incontro, sport, aggregazione culturale e sociale.
La nostra riflessione è infatti partita proprio dai luoghi in cui si costruiscono i legami di comunità. Scisciano ha perso ormai da anni questi luoghi: basti considerare la chiusura del teatro per i necessari lavori di ristrutturazione che si è protratta e si protrae ancora oggi ben oltre i tempi previsti; la chiusura della palestra comunale e del campo sportivo nonché della biblioteca comunale e finanche di alcuni servizi importanti per la vivibilità come l’isola ecologica. Questa assenza di spazi fisici ha, a nostro avviso, ridotto enormemente la tenuta dei legami di comunità. Oggi viviamo una quotidianità in cui a Scisciano aprono solo sale gioco e centri scommesse. Proprio per questo riteniamo che occorra da subito valorizzare la restituzione della Chiesa San Giovanni Battista che può e deve tornare ad essere uno spazio culturale e di partecipazione attiva. Consideriamo un errore l’approvazione di un tariffario che non prevede distinzione tra l’affitto della sala per scopi privatistici e quello per iniziative di pubblico interesse. La Chiesa San Giovanni Battista deve divenire uno spazio di “investimento sociale e culturale”. Garantirne la fruibilità e l’utilizzo per iniziative sociali e culturali significa infatti investire sulla crescita di comunità di Scisciano. Lo stesso vale per gli spazi pubblici come il “circolo polivalente” che, proprio in virtù dell’investimento fatto sull’area verde circostante, deve divenire uno spazio con funzione pubblica, come prevede tra l’altro lo stesso regolamento del centro, e non più un “club” privato.
La visione di comunità non va però ricercata solo nella gestione dei beni comuni, dove sicuramente appare urgente, ma anche nei fondamentali processi di costruzione del futuro del nostro territorio.
Il PUC frettolosamente adottato, nel giorno in cui scadevano i termini, lo scorso 30 Giugno è a nostro avviso privo di una visione strategica di sviluppo ecosostenibile della comunità che parta dalla vivibilità e dalla vocazione storica del nostro territorio. Questo Piano Urbanistico non è frutto di un percorso partecipato sebbene ci siano state anche richieste di incontro richiesti da alcune realtà locali e professionisti del settore. Riteniamo grave che l’unico percorso di partecipazione e confronto che ha accompagnato il preliminare del Piano Urbanistico risalga a più di 10 anni fa. In questi ultimi dieci anni, infatti, l’intero territorio si è trasformato: la pandemia, il cambiamento climatico, l’impoverimento industriale, una crescita abitativa disordinata, senza servizi e attrezzature a supporto, hanno modificato in modo strutturale il nostro territorio e la nostra comunità.
Pensiamo inoltre sia un errore l’aver previsto il periodo di 60 giorni delle osservazioni ai mesi di luglio e agosto in cui c’è l’oggettiva difficoltà a costruire iniziative pubbliche di partecipazione per l’assenza di numerosi cittadini in ferie estive.
Come cittadine e cittadini abbiamo però deciso comunque di provare a costruire un percorso partecipato di osservazioni unendo questioni specifiche a questioni di carattere generale.
Anticipiamo qui brevemente gli argomenti specifici su cui andremo a lavorare in una modalità aperta e partecipata a chi vorrà aiutarci:
1) L’area polifunzionale e fiera/mercato: Da ormai parecchi anni l’area della Circumvesuviana è l’unica abbastanza capiente e ben posizionata per ospitare grandi eventi. E’ quindi uno spazio in cui già si susseguono molte delle principali iniziative di aggregazione sociale e culturale che avvengono a Scisciano e pertanto riteniamo debba essere immaginata come area polifunzionale e fiera/mercato andando a recuperare per quanto possibile le giuste intuizioni del progetto di riqualificazione elaborato dall’ordine degli ingegneri di Napoli nel 2020. Posizionare l’area polifunzionale-mercato al confine con San Vitaliano, tra via Cesare Battisti e via Frascatoli, è un errore per mancanza di centralità urbana e non tiene conto della portata reale degli eventi aggregativi che si tengono a Scisciano (oltre che andare ad aggravare una già difficile viabilità urbana). Proponiamo, in alternativa, di ubicarla nei pressi della nuova stazione circumvesuviana, dove avrebbe maggiore utilità e capacità aggregativa.
2) La cittadella dello sport e della vivibilità immaginata in questi anni attorno all’area del campo sportivo e collegata con la stazione della circumvesuviana rappresenta, infatti, un’idea funzionale e di sviluppo da non disperdere e pertanto vogliamo che sia presente e strategica all’interno del PUC;
3) Le aree verdi non possono essere un riempitivo, ma devono essere risorse strategiche inserite in un contesto di economia del verde, di mitigazione dei fenomeni ormai ricorrenti di caldo estremo e di miglioramento complessivo della qualità della vita.
4) Il Centro Storico di San Martino deve essere tutelato in toto, a partire dalla zona più antica e cioè quella nata attorno alla chiesa che invece assurdamente viene esclusa dalla perimetrazione storica nel PUC adottato.
5) Lo sviluppo produttivo del territorio non può avvenire a macchia di leopardo. L’area industriale e artigianale in via Cerqua S. Antonio a San Martino è strategicamente ben collegata alle principali vie di collegamento con l’interporto nolano e con gli snodi autostradali. Pertanto la scelta di inserire un nuovo ambito produttivo in località Camaldoli, su via Spartimento, appare criticabile in quanto trattasi di area non infrastrutturata e attrezzata alla destinazione industriale e artigianale, a ridosso di un vasto complesso residenziale e di servizi curativi di accoglienza sanitaria: insomma una costosa forzatura incompatibile con il territorio esistente.
6) La realizzazione finalmente prevista nel PUC della bretella stradale di collegamento tra via Cesare Battisti e via Frascatoli, in parallelo al nastro autostradale, è un’opera utile ed importante per evitare l’intasamento veicolare del centro di Scisciano, ma che sarebbe ancora meglio prolungare verso via Selva, da un lato, e verso San Martino, dall’altro, per ottenere proprio una sorta di «microtangenziale» ed evitare attraversamenti urbani di traffico pesante. Tali modifiche dovrebbero poi essere supportate da una reale ed efficace ciclopedonale.
Questi sono solo alcuni dei temi emersi nel nostro primo confronto su cui abbiamo deciso di produrre osservazioni specifiche.
Da un punto di vista della visione generale riteniamo che occorra chiarire su cosa vogliamo incentrare lo sviluppo del nostro comune. Noi riteniamo che debba essere uno sviluppo basato sull’economia del verde, in cui, a partire dalle radici rurali sciscianesi, possano prefigurarsi le condizioni per intercettare i flussi turistici diretti verso le eccellenze campane, una «stazione di sosta e transito» con strutture ricettive diffuse, agriturismo di qualità , percorsi enogastronomici tipici e considerando l’attuale frazionamento dei terreni in piccoli e piccolissimi, uno sviluppo della microagricoltura condivisa e di prossimità.
Pensiamo insomma che occorra mettere in moto un vero processo partecipativo sul PUC e per questo motivo chiediamo alle istituzioni locali di valutare attentamente le osservazioni pervenute e costruire momenti pubblici di confronto e di analisi partecipata di questo Piano Urbanistico, prima dell’approvazione definitiva. Se ciò non avverrà sarà sicuramente l’occasione mancata più importante della storia recente della nostra piccola comunità.
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