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RES PUBLICA, O COS’ALTRO?

Napoli, 6 Febbraio – Era un soleggiato due luglio di quasi otto anni fa: i corridoi del liceo classico “Genovesi” brulicavano di studenti che ripassavano a pappagallo una montagna di manuali, in attesa di esser chiamati a conferire sul proprio percorso (gergalmente definito “tesina”), nonché sugli argomenti delle diverse discipline, trattati nel corso dell’anno scolastico. Molta roba, vero? A mio dire, decisamente no: a mancare è la voglia di apprendere!
Quel giorno ha segnato una svolta nella mia vita: dopo aver esposto puntualmente il mio percorso – vertente sul delicato tema del sublime – , il commissario esterno di storia e filosofia mi pone una domanda su un evento storico di particolare importanza, quale l’incendio del Reichstag.

Quest’ultimo, opera di uno scapestrato, fu la scintilla necessaria a far divampare un fuoco destinato ad estinguersi soltanto grazie all’intervento dell’Armata Rossa e delle truppe Alleate: mi riferisco alla Shoah – termine tradotto impropriamente con la parola “olocausto” – , ossia a quella politica di sterminio (o meglio, di genocidio) attuata da Adolf Hitler, fermamente convinto che i fautori della crisi in cui versava la Germania fossero gli appartenenti alla stirpe Semita, in quanto dediti – a suo dire – a dare in prestito denaro applicando, poi, tassi d’interesse eccessivi. Ebbene, quanto conseguito ad un raptus piromane è stato attribuito dal Führer agli Ebrei: ebbe quindi inizio la loro progressiva emarginazione.

ùOra sono trascorsi diversi decenni dal giorno in cui le leggi razziali entrarono in vigore; eppure….la società di oggi – specialmente in Europa – pare propensa a sostenere politiche improntate alla denigrazione dell’altro ed al mancato rispetto della dignità umana, promosse da leaders di partito pronti a danneggiare il Prossimo pur di ottenere consensi. Mi riferisco in particolare a quanti asseriscono – erroneamente, c’è da dire – che la presenza  dei  “migranti” sul territorio nazionale sia fonte di danni nei confronti dei nativi (celebri lo slogan “prima gli Italiani”, che ha permesso a Matteo Salvini di farsi strada e la filastrocca razzista “Il migrante vien di notte”, composta e pubblicata su Facebook da un politico leghista, il cui nome al momento mi sfugge). 
Cari Lettori, non è mia intenzione esser ripetitivo, ma desidero esortarvi ancora una volta a diffidare dalle false asserzioni: tra questi beoti regna un’ignoranza tale da indurre gli elettori a dimenticare….il contenuto dei libri di storia ed a fornire un valido contributo alla sovversione degli ordinamenti democratici (ed a quell’Unione nata dall’idea di menti eccelse come Robert Schuman). L’essere umano, quale che sia la sua etnia di appartenenza, ha una dignità che esige il massimo rispetto: non possiamo permettere, dunque, a quattro imbecilli di negare l’approdo in Italia a persone fuggite dalla propria terra per trovare accoglienza e – principalmente – lavoro e per vedersi riconoscere dei diritti ohimè estranei agli ordinamenti dei loro paesi di appartenenza.
Se non ci si mobilita si corre il rischio che la Res Publica (termine da tradursi in Italiano letteralmente, quindi “cosa pubblica”, giacché renderlo con “stato” sarebbe restrittivo) lasci nuovamente il posto a capi carismatici con intenti pazzoidi, capaci di instaurare regimi affini ai totalitarismi del primo Novecento.
Chi non presta aiuto all’altro è caldamente invitato ad abbassare lo sguardo dinanzi ad una Bandiera Tricolore! 
Adriano Spagnuolo Vigorita 
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