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Palma Campania, prendi un angolo del tuo paese e fanne… poesia

Palma Campania, 10 AprilePanta Rei, tutto scorre. La locuzione attribuita al filosofo greco Eraclito sottolinea come l’uomo non possa mai fare la stessa esperienza per due volte, perché tutta la natura è sottoposta alla legge del mutamento, perché nulla è per sempre e la vita stessa segue il suo corso, come l’acqua che scorre.

Il Gruppo Archeologico Terra di Palma fin dalle scorse settimane aveva programmato per la mattinata di domenica 7 aprile un’apertura dell’Acquedotto Augusteo che si trova in via Turiello, in prossimità del confine con il comune di San Gennaro Vesuviano. La data del 7 aprile era stata inoltre concordata con il titolare di un panificio (Sciusciante), entusiasta appassionato di archeologia, il quale avrebbe offerto un piccolo rinfresco.

L’evento doveva essere un Omaggio alla poesia, in considerazione del fatto che da sette anni è consuetudine del Gruppo Archeologico celebrare con un momento conviviale la Giornata Mondiale della poesia che ricorre il 21 marzo, data che il Gruppo quest’anno non aveva potuto rispettare. L’Acquedotto romano, con i suoi due condotti affiancati, uno augusteo e l’altro di epoca costantiniana, infine, aveva suggerito anche il leimotiv delle poesie: l’acqua, la cui Giornata mondiale ricorre il 22 marzo, altra data da poco trascorsa.

Era quasi tutto definito, dunque, in accordo con l’assessorato alla cultura, il Laboratorio teatrale Gulliver, le associazioni Viva e F.I.D.A.P.A. Ci sarebbero stati anche i giovani del progetto Un libro per tutti, attivato presso la sede del Gruppo Archeologico Terra di Palma grazie al Servizio Civile Nazionale e fortemente voluto dalla prof.ssa Marilena Nappi, docente di latino e greco, direttrice del G.A. Terra di Palma, per riordinare e rendere fruibile la raccolta libraria presente presso la sede. Fiore all’occhiello dell’evento, infine, sarebbe stata la partecipazione di alcuni alunni dell’I.S.I.S. Antonio Rosmini, contenti di esserci, benché il 7 aprile fosse domenica, giorno non scolastico.

Tutto era pronto e così è stato, sebbene il Gruppo Archeologico nel frattempo abbia perso proprio la sua direttrice, la prof.ssa Marilena Nappi, deceduta a causa di una malattia inesorabile che pochi giorni fa l’ha sottratta all’affetto dei suoi familiari, in particolare al marito l’ing. Luigi Sorrentino e loro figli. Tutto era pronto e così è stato, nonostante la tristezza, la malinconia, il profondo dispiacere provato da parenti e amici. Tutto era pronto e così è stato, perché Marilena Nappi ha amato l’archeologia e la poesia e sarebbe stata presente, se avesse potuto.

Il 7 aprile all’acquedotto c’erano in tanti, arrivati con un ricordo nel cuore, con la memoria di una donna collaborativa, tenace, disponibile ad ascoltare e a dare consigli validi, materni e amichevoli, il ricordo di una donna che ha sempre desiderato che l’Acquedotto Augusteo diventasse luogo di ritrovo e di divulgazione. Per realizzare questo sogno, “Marilena” stessa aveva ideato con Gianpaolo Sorrentino, socio del G.A. il progetto Aquafelix, attuato e completato in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri due anni fa.

Domenica dalla voce di chi ha declamato i versi trapelava emozione, la stessa che albergava in chi ascoltava. L’omaggio alla poesia è stato anche l’omaggio semplice e spontaneo a una donna che ha dedicato gran parte della sua vita allo studio e all’approfondimento, ma soprattutto alla ricerca certosina delle fonti per la storia locale, nell’intento di far conoscere i tesori archeologici e artistici del territorio e per care una definizione del concetto di “identità”, che unisce luoghi e persone. Alcune di quelle riflessioni sull’identità, con le quali Marilena completava il volume Le vie della memoria scritto pochi anni fa con gli alunni del liceo Rosmini, sono state lette in pubblico dallo scrittore Luigi Romolo Carrino. Con affetto sincero e senza retorica, infine, Marilena Nappi è stata ricordata dal sindaco di Palma, Nello Donnarumma e dall’assessore alla cultura Elvira Franzese.

Il sole tiepido primaverile ha asciugato le lacrime di chi ha partecipato all’Omaggio alla poesia, il cui senso sembra poter essere racchiuso nei versi di un componimento che piaceva anche a Marilena: …Trovati uno scalino, riposati con la faccia al sole. Se c’è qualcuno che parla ascoltalo. Per tornare a casa aspetta che sia sera. Una il buio come un fiocco per chiudere la giornata e fanne dono a chi ti vuole bene. Prendi un angolo del tuo paese e fallo sacro. Vai a fagli visita prima di partire e quando torni. Stai all’aria aperta almeno due ore al giorno. (da Cedi la strada agli alberi, di Franco Armino)

 

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