Politica

Elezioni Europee, il popolo e l’ambiente i vincitori

Napoli, 29 Maggio – Alle elezioni europee, la Lega risulta essere primo partito in Italia. Con oltre il 34% dei consensi, con oltre 9 milioni di voti, il Carroccio salviniano ha raddoppiato i voti rispetto alle politiche del 4 marzo dello scorso anno. Una crescita esponenziale, tendenziale che lancia un messaggio inequivocabile: una larga fetta dell’elettorato italiano contesta la politica europeista. Guarda, con occhio scettico e truce, l’ Europa e preferisce affidarsi all’ Alberto da Giussano del XXI secolo, Matteo Salvini. Il capitano, come viene chiamato, tra le tante accuse rivoltegli e i demeriti che gli vengono attribuiti, ha avuto un’innegabile capacità: raccogliere consensi inimmaginabili, consensi che hanno fatto crescere il suo partito di quasi 30 punti rispetto alle europee di cinque anni fa.

Ha saputo interpretare i malumori, i disappunti, la rabbia della media e piccola borghesia e se ne è fatto portavoce. Ha saputo stringere un ferreo legame con il popolo della rete, sapendosi abilmente presentare come un masaniello deciso, sicuro ma paterno che ben conosce la strada da percorrere. Tuttavia la vittoriosa Lega, appartenente all’Europarlamento ad una minoritaria famiglia euroscettica (ENF), dovrà fare i conti con i partiti europeisti che risultano essere la maggior parte. Il M5S, invece, crolla e si attesta intorno al 17%. Un dato sintomatico che riflette la delusione degli italiani per il partito grillino, partito relegato ad un ruolo di subalternità dinnanzi allo strapotere salviniano. Un dato, ancora, frutto di una campagna elettorale del tutto erronea ed inconcludente. Di Maio, infatti, nelle ultime settimane, ha teso sempre più la corda con il suo alleato-avversario, ha spesso alzato i toni, si è perso in infruttuosi scarichi di responsabilità.

Pena: è stato bocciato e neppure il reddito di cittadinanza è valso parecchio. In questo modo Salvini, a buon diritto, farà maggiormente sentire la sua voce e batterà forti i pugni sulla scrivania del presidente del Consiglio Conte. Il Pd è in netta ripresa rispetto allo scorso anno, ma parlare di una vera vittoria è eccessivo. Zingaretti ha dimostrato di lavorare bene e difatti ha saputo riconquistare l’elettorato deluso dal renzismo, ma, avrà da guadagnare ancora quota se vuole puntare a Palazzo Chigi alle prossime elezioni politiche. Forza Italia non precipita anche se, con tanto di amarezza , non raggiunge la doppia cifra. Crescita sorprendente risulta essere quella di Fratelli d’ Italia, che, non solo supera il 4% ma si afferma intorno al 6%. Le elezioni italiane però non confermano il trend europeo.

Certo è che i sovransiti e gli euroscettici avanzano e guadagnano posizioni importanti, ma si fermano dinnanzi ai Popolari e ai Socialisti che detengono pur sempre la maggioranza. Anzi, sorprendono in modo particolare i Verdi che guadagnano ben settanta seggi. Le elezioni europee, dunque, hanno ottenuto risultati eterogenei, variegati ma pare proprio che i due premi più importanti se li siano aggiudicati il popolo e l’ ambiente.

Francesco Di Palma

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