Comuni

Acerra, Apertura della stagione teatrale con “Tartassati dalle tasse”: in scena Biagio Izzo

Acerra, 24 Novembre – “Tartassati dalle tasse” una commedia scritta e diretta da Eduardo Tartaglia. Apre il sipario, la stagione teatrale con grande consenso di pubblico. Da alcune note introduttive: Un noto politico soleva dire che l’umiltà, che di per sé costituisce una grande virtù, si trasforma in una vera iattura quando gli Italiani la praticano in occasione della loro dichiarazione dei debiti. “Io le tasse le pagherei. Ed anche volentieri! Se solo però poi le cose funzionassero veramente!…”Quante volte abbiamo ascoltato simili confidenze? Il problema, però, è che se poi davvero ragionassimo tutti quanti sempre così, come e perché mai le cose potrebbero veramente funzionare? È quello che traspare dalla scena; è la domanda, in qualche maniera sfiorata, quasi ricorrente per lo spettatore e per il protagonista della vicenda scenica.  Interprete di questo stato di cose è Biagio Izzo; Innocenzo il nome del personaggio.

Un ruolo di un imprenditore che decide di investire in un ristorante affidandosi alla cucina giapponese.  Sicuramente decide di dare una svolta alla sua vita verso altre forme lavorative; una famiglia che faceva come mestiere, di tutto rispetto, il venditore di baccalà. In questa svolta bisogna pur partire per avviare quest’attività. È di ben altro avviso il cuoco giapponese che ha tutta una sua filosofia orientale in merito all’attrarre clienti per offrire loro un servizio eccezionale di ristorazione: far credere di esser sempre al massimo e che bisogna prenotare molto tempo prima! Un espediente che lascia il tempo che trova e non sempre applicabile nella sua totale utilità. In realtà la sala ristorante è sempre vuota, deserta e persino l’unica prenotazione è riservata in un tempo lungo e in un orario sconveniente. 

A far tale richiesta, è, nientemeno, la Guardia di Finanza, in incognito, che vuol accertare la situazione contabile di tale attività. La scena, è intuitivo, e divisa in due parti; non ci sono barriere ma un muro ideale netto, invalicabile, invisibile, la divide. Fra le due parti c’è un filo conduttore come battute sceniche che si ripetono nell’introduzione di alcune parti recitative e che assumono contorni diversi a seconda delle circostanze. Biagio Izzo; Innocenzo in scena, non apprezza molto il suo nome! “Innocenzo” come un nome di un famoso Papa; a suo dire era molto meglio Vincenzo; molto più semplice! Non è l’unica cosa che non apprezza! Non sopporta che la sua attività non vada secondo i piani; le battute tra il suo cuoco giapponese sono di assicurata comicità e ironia. Tra altro ha una figlia, che vive all’estero, che è, ovviamente, tutta la sua vita; non gli ha mai chiesto niente di particolare ma lui stravede per lei e non vuol fargli mancare nulla!

Un gioco di equivoci, battute ironiche e alla fine le due scene s’intrecciano, trovano un punto comune e non solo telefonico come all’aprir del sipario; la Guardia di Finanza e il neo imprenditore della ristorazione dovranno far presto i conti. Il sipario si riapre nel secondo atto con una curiosa introduzione; il pubblico in sala diviene, in via eccezionale, elemento recitativo; insieme al protagonista è in attesa di esser ricevuto, per render conto del proprio comportamento, negli uffici della Finanza. L’esclamazione di meraviglia del protagonista entrando in sala dalla parte del pubblico è palese! Pensava si esser lui solo come evasore; invece è in buona compagnia; la sala teatrale divenuta d’attesa, per un istante. Il proprietario orgoglioso di un ristorante internazionale di sushi all’ultima moda nel suo colloquio da sfogo a tutta la sua espressività.

Un gioco di equivoci e lo spazientirsi di un imprevisto informale colloquio fatto solo d’ironia, di parole fuori luogo, d’inesatta pronuncia e di alterato significato. Il protagonista della vicenda ha ora un conto bloccato e la sua situazione è veramente critica! Nell’epilogo si riuscirà almeno a sbloccare quel conto e ripristinare un poco di calma scenica. In precedenza altri eventi erano subentrati: la figlia di Innocenzo, rientra con un apparente problema di salute! In realtà è in stato interessante, anche se non sa, per la precisone, chi è il padre! La gioia di esser nonno è per Innocenzo incontenibile. Il tema dei figli era già emerso nel corso del colloquio negli uffici della Guardia di Finanza; lo stesso Maresciallo interpretato da Mario Porfido aveva raccontato di aver tre figli e la situazione, per loro, non era idilliaca; l’ultimo in particolare non aveva voluto lasciare Napoli per trovare fortuna altrove pagandone, in qualche modo, le conseguenze.

La storia continua nei rispettivi ruoli; le due parti in causa sembrano concedersi un invito a cena a base di piatti tipici locali mettendo da parte la cucina giapponese e… tutti i suoi canoni orientali! Completano il quadro degli attori: Stefania De Francesco, Arduino Speranza, Roberto Giordano, Adele Vitale.

Antonio Romano

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@sciscianonotizie.it
Questo articolo è stato verificato dall'autore attraverso fatti circostanziati, testate giornalistiche e lanci di Agenzie di Stampa